….

Certe volte – come adesso – la voglia di non fare niente è tale che se pure la vescica ti dice di andare al cesso per svuotarla, non ci vai.

E non ci vado.

Il paesello lì fuori è sempre lo stesso, e descriverlo come faccio, non ne sono capace. Sono uno che ticchi ticchi sulla tastiera del pc lo fa con piacere, ma certe cose non le riesco a descrivere. Dovrei prendervi per mano e portarvi in giro a vedere. E forse non basterebbe neanche.

Noi abbiamo il mare, da queste parti.La gente si scioglie e dice: ma che fortunato che sei, che sei cresciuto vicino al mare. Io rivedo il me stesso bambino con il naso spellato dal sole d’agosto e con la pelle salata, che se c’avevo voglia di sale bastava tirare su la lingua e leccarmi da solo, mi rivedo a passare le giornate sul mare fino al tramonto e penso: certo, sono fortunato.

La gente però non pensa una cosa: dove c’è il mare finisce la terra. Dove c’è il mare poi dopo non c’è più nessuno. Non c’è comunicazione. Non c’è un posto "altro" dove andare e col quale dialogare. Non c’è. Solo acqua. Puoi andare verso la terra, se vuoi "altro". Ma dalle mie parti il mare è tutto attorno, siamo una penisola, e non si va da nessuna parte, che come ti muovi cadi in mare.

Plof.

Il mare è dove finisce qualcosa. Io non so cosa voglio dire con questo, ma chi vive qui crede davvero che il mondo finisca dove finisce il mare. Il mondo lo si vede dalla tivvù, perché è troppo lontano per andarlo a vedere di persona. Il mare sta tutto attorno e ti fotte.  

22 pensieri su “….

  1. beh, pensa ai milanesi, che per togliersi quel colore grigio-verdino devono farsi 4 ore di coda in auto nei uicchend… ma tu il mare lo puoi guardare “così” o quel vento agita anche te?

  2. bisognerebbe vivere sei mesi al mare e sei mesi in una metropoli. Possibilmente il tutto ritmato in due tre mesi alla volta. Anche a stare sempre in quel mondo che vedi alla tivvù ci si sente al confine con qualcosa, e quel qualcosa non è la fine del mondo ma la fine dell’uomo. (madonna sembro quasi seria)

  3. Infatti, per quel che mi riguarda il mondo finisce in quelle 50/60 strade che conosco, della metropoli…dopodichè, hic sunt leones e solo eventi eccezionali mi smuovono 😉
    Quanto alla sfiducia per la democrazia, io cerco tutte le volte di superarladandomi del radical-chic ed insultandomi 🙂

  4. Sai quante volte ci ho pensato io…e nell’ultima frase leggo un pò di rabbia/rassegnazione. Oh yeah!
    Non so, vivo in Sicilia e l’adoro. Vivo a Catania e casa mia è sull’Etna, ma vedo il mare dall’altra parte a pochi passi. Mi guardo le eruzioni, mi siedo su uno scoglio la notte se sono scazzata. Non so, ma volessi andare altrove c’è sempre il mare di mezzo. Ed è una terra fantastica, ma mi sta stretta a volte. Mi sa che mi sa stretto tutto a volte.

  5. io sono cresciuta col mare davanti e i monti alle spalle, forse è per questo che il mare non mi è mai sembrato una barriera, anzi l’ho sempre considerato il punto di partenza verso altri mondi da esplorare… a me quello che paralizza è la pianura, l’assenza di movimento, la staticità del paesaggio, ho bisogno di qualcosa di mutevole alle porte per sentirmi libera, per immaginare di essere ogni volta in un posto nuovo. qui a milano mi sono dovuta accontentare del naviglio che tutto sommato scorre e muta, anche se non suggerisce l’idea di infinito

  6. io sto a milano, però una volta che facevo le vacanze studio in Inghilterra la mia landlady mi disse che odiava il Natale e aggiunse: “Ma quest’anno potrei venire a trovare te. Nella valigia metto solo un bikini”.
    Quindi nell’immaginario straniero anche a Milano c’è sole e mare tutto l’anno. Mi accontenterei di vivere nell’immaginario straniero, ma anche Milano così com’è mi va bene lo stesso

  7. Il mare più vicino dove posso andare è Venezia. E Venezia, per carità, è bella… ma nel mare sguazzano allegre le pantegane, il che non è proprio il massimo.

    L’ultima sabbia con cui ho a che fare è quella della lettiera della mia gatta.

    Per il resto concordo con Waki, anche a stare al centro di tutto, a volte, sembra di stare al confine.

    Ti dirò non ho mai amato il mare, ma oggi su uno scoglio con l’aria salmastra sarei felice di starci. E sentire il sale. Fico.

  8. io al mare ci vorrei invecchiare e non so bene perchè ma ho sempre avuto la convinzione che le persone nate al mare, sono quelle più brave a partire, a spostarsi, partire ancora. Io sono della pianura padana, quindi fai te, calma piatta e culo pesante, ma ho capito che mi dovevo spostare e l’ho sempre fatto.

  9. Non importa da dove vieni, dove ti trovi. Se ti piace guardare l’orizzonte prima o poi provi a raggiungerlo. Che sia mare, che sia montagna tu vuoi andare oltre, altrove. E, ritornando, dare un senso nuovo a tutto.

    Chà globetrotter

  10. quando capisci che quel limite è valicabile scopri il mondo…e puoi sempre tornare a casa, e vedere il mare sotto un altro punto di vista… quello che adoro

    splash!

  11. Per chi non vive al mare ma lo ama è esattamente l’opposto: dove inizia il mare inizia il paradiso. E’ vero che finisce la terra ferma, ma che importa? Pensa a Milano con la nebbia, d’inverno. Meglio perdersi di fronte alla vista del mare che della nebbia. Giuro! 🙂

  12. mare…aspetto tutto l’anno per andare a capo testa a stordirmi di vento.

    il mare è come il fuoco: puoi stare ore a guardarlo ed è sempre diverso ed avvincente.

    ma anche camminare nei campi di nebbia è una figata…a doppio taglio.

    fosca

  13. “..ma soprattutto il mare chiama. Non fa altro, in fondo, che questo:chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno. Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.”

  14. Non so se ho capito un pochino…

    Quando sono stata a trovare un’amica a Porto Cesareo ho visto il mare e sono rimasta con gli occhi a uovo e la mandibola per terra. Lei mi ha detto: “eh, si. noi qui abbiamo il mare…”. E io, che sono ai passi di LadyR, mi sono subito espressa con dei “bellissimo! magnifico! incantevole! favoloso!”. Mi ha risposto: “Si. Noi abbiamo il mare. Però finisce lì.”

  15. la mia sensazione è che ci sia gente che vive come se avesse il mare tutt’attorno pur non avendolo.
    Io sono cresciuta in terra di pianura, dove scrutare l’orizzonte è totalmente inutile.

    Ma forse è proprio la percezione di questi limiti che ci spinge a sviluppare l’immaginazione (o almeno ad emigrare)

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