stranammore

Siamo un Paese mica facile da capire, pensavo l’altro giorno mentre passeggiavo in cucina con la tivvù accesa.

C’è questo programma alla tivvù nel quale, se il tuo Tipo / la tua Tipa ti ha mandato affanculo, se ad un certo punto il tuo amore ha deciso che non ti vuole più vedere, allora arrivano loro e sistemano tutto il casino.

La procedura è  più o meno questa:

posizionano una telecamera davanti allo straziato di turno, pallido e tremante per la fine della sua storia d’ammore ( quando si parla di amore in Tv per me non è più amore ma Ammore da pronunciarsi con la O aperta)  e lo straziato in questione, da’ sfogo al suo dolore pronunciando frasi sconnesse con le lacrime che scendono dagli occhi. Lo straziato inizia a dire: amorino, piccolino, torna da me ti prego, non posso stare senza di te, la mia vita senza di te – e tira su col naso- non ha più senso, ti amo,  anche tu mi ami, ricominciamo– e tira su col naso- vedrai che se torni potremo di nuovo essere felici insieme.

Poi succede che la troupe spegne le telecamere e probabilmente inizia a picchiare pesantemente con bastoni e catene il disgraziato, ridotto ormai ad una larva piangente, vagamente rassomigliante ad un essere umano.

Quindi prendono questo filmato e vanno a cercare l’Altro, quello che ha lasciato la Larva, quello che non ne vuole più sapere. Piombano in casa o all’ufficio dove l’Altro sta comodamente facendo i cazzi suoi, e lo prelevano di forza. Arrivano con i loro microfoni, le telecamere e le luci. Rapiscono l’individuo che fa finta di non capire cosa stia succedendo. Da questo momento in poi ha inizio l’umiliazione più grossa: la persona viene trascinata per strada dove intanto si è radunata una folla enorme che si accalca per vedere meglio, per capire cosa cavolo sta succedendo. Ragazzini eccitati ma anche signore di una certa età che scattano foto col cellulare e che urlano. Il deportato viene caricato di peso su di un camper decorato con dubbio gusto, e viene posizionato di fronte ad un monitor. Sul monitor vengono fatte andare le immagini della Larva che piagnucola e che tira su col naso. Amorino, piccolino, trottolino e bla bla bla. Il pubblico rivede la Larva per la seconda volta, perché evidentemente una volta non era sufficiente. Il deportato ha un microfono piazzato davanti alla bocca, così che se per caso gli viene da sussurrare, o da dire “ ma che figura di merda” non lo può dire, o se lo dice, tutto viene registrato. Poi gli viene chiesto: cosa ne pensi? Lo perdoni? Lo ami? Tornate insieme?

A questo punto una persona normale dovrebbe vomitare sul microfono e sul monitor. Una persona normale scapperebbe via bestemmiando e facendosi largo a pugni tra le signore che scattano foto col cellulare. Una persona normale andrebbe dalla Larva e gli direbbe: se pure prima c’era una piccola possibilità di sistemare le cose, anche piccolissima,  adesso puoi stare sicuro/a che non c’è più storia, che è tutto finito. La Larva si renderebbe conto- se fosse una persona normale- che magari un giorno la disperazione per la storia appena finita passerà, ma quello che non passerà sarà la figura di merda registrata e mandata in onda davanti a milioni di telespettatori.

Questo, se stessimo parlando di persone normali.

Ma non stiamo parlando di persone normali. Queste sono persone che se c’è di mezzo la tivvù, allora tutto va bene. Che se vedono una telecamera si sciolgono e dicono sempre di si, sempre di si. Che se il presentatore abbronzantissimo chiedesse: signora, vuole infilarsi questa bottiglia di Coca Cola su per il culo cantando Una Rotonda Sul Mare, quelle direbbero di si, basta che si vada in prima serata.

E allora la storia finisce con la Larva che viene portata nello studio televisivo, dove quello lì è capace di rimettersi a piangere, davanti al presentatore che si intenerisce e cambia registro di voce come un prete nel confessionale. Nello studio televisivo poi tutti si chiedono : ma quell’Altro arriva o non arriva? Segue momento di suspence in cui io penso: ma figurati se viene, quello sarà a casa a bruciare tutte le foto dell’ex, a fare psicoterapia per dimenticare ogni cosa della Larva. E invece poi arriva, si baciano, si abbracciano, piangono e piangono. La telecamera fa uno zoom sul trucco di lei che cala sul vestito stropicciato dall’abbraccio, il pubblico applaude e parte un pezzo dei Beatles che io per colpa di questo programma della tivvù, non posso più ascoltare. Che quando ero bambino credevo fosse stato composto apposta per il programma. Adesso, quando dalla raccolta dei Beatles che va a random nello stereo, parte questo pezzo dalle casse, io corro nel bagno perché avverto pericolosi conati di vomito.

Guardo il cesso e non vomito. Intanto lo stereo non ho fatto in tempo a spegnerlo, e continua ad urlare dalla mia stanza: Tutto Quello di cui ho bisogno è Ammore.

In quel momento, tutto quello di cui ho bisogno, è un Plasil.

18 pensieri su “stranammore

  1. …… scusa, il plasil è un tranquillante?
    Senti tu sei un mago con le parole, e l’immagine delle signore con la coca cola su per il culo è magistrale….. e poi non fai nemmeno un errore di grammatica, complimenti!!!!!!! 🙂

  2. ho lo stesso problema con la canzone. e anche la stessa turba giovanile per cui pensavo fosse stata fatta apposta.

    Mi è capitato di incrociare l’altra sera il programma in questione, ma la presentatrice era una muccona vestita di bianco.

    Sottoscrivo ogni tua parola. Compresa la cocacola.

    un sorriso pasquale,
    R

  3. non sapevo che avessero ricominciato!
    ma sono le repliche con castagna?
    🙂 si lo so…è una battutaccia 🙂

    comunque adesso che so che è tornato in circolazione il furgoncino dell’ammore so cosa fare!
    mi assembro anch’io tra la folla e cerco di convincere le signore a linciare lo/la sciagurato/a che ha mollato la Larva!
    sto bastardo! sto schifo di egoista!

    cose così…fanno grande un reality!
    🙂

    fosca

  4. senti ma… io ho un amico che ha lasciato la tipa, dopo anni di storia da stellinenegliocchi/farfallinenellapancia.
    costui è stato inseguito dal camioncino suddetto con la richiesta di continuare questa stupenda/strappalacrime storia d’amore…
    ecco.. ma, essendo io amica di questo vip… ecco dico.. di conseguenza… questo fa di me un pochino vip? dì di si…ti pregooo..

  5. mi soffermo sulla prima riga del tuo post. Siamo un Paese mica facile da capire. No no, Italia a parte purtroppo i reality funzionano bene ovunque, mica solo in Italia. E’ che il fondo comune è lo stesso. L’idea di passare alla tivvù per dieci minuti, anche per una figura di merda, passa in priorità rispetto a qualunque pudore.

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