due cose sul “choosy”

Due cose veloci sulla frase della Fornero e i giovani che sarebbero “choosy” ossia esigenti nella scelta del primo lavoro. Molto di contorno, ché sul tema ci sono tornato spesso – e figuriamoci se non ci torno ancora.

– Lavoro in inglese da cinque anni. Studio in inglese da più tempo. Biliardi di conversazioni coi madrelingua. Io choosy non l’avevo mai sentito. Mai.

– Molto poco rilevante la polemica di quelli che dicono che loro non sono choosy. E ti spiegano perché non sono choosy. E ti fanno la lista delle umiliazioni subite.

Ecco, se non siete choosy, perché avete accettato perfino di pulire le cacchine di colibrì allo zoo, perché fate gli impacchettatori di caramelle per la tosse: benissimo, non ce l’ha con voi.

Dunque non c’è bisogno di sentirsi offesi. Dunque non c’è bisogno di protestare a meno che non crediate che il problema dell’essere choosy non esista affatto, voglio dire, in generale.

Il problema, se vi fermate un momento e ragionate, è storico, nel senso che se ad un periodo di benessere segue un periodo di recessione, è ovvio che i pargoli cresciuti in contesti di medio benessere poi si debbano trovare spiazzati dall’improvvisa povertà circostante.  E che debbano resettare la mente ricalibrandola sul concetto di sopravvivenza.

Ci sono quelli che lo capiscono e lo fanno. E poi ci sono altri che vivono ancora in un mondo che non esiste (più). Per questi ultimi, il concetto di choosy, se fosse tradotto adeguatamente, può solo fare del bene.

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13 thoughts on “due cose sul “choosy”

  1. Riprendo una tua frase: “Il problema, se vi fermate un momento e ragionate, è storico, nel senso che se ad un periodo di benessere segue un periodo di recessione, è ovvio che i pargoli cresciuti in contesti di medio benessere poi si debbano trovare spiazzati dall’improvvisa povertà circostante. E che debbano resettare la mente ricalibrandola sul concetto di sopravvivenza.” Quindi i pargoli cresciuti in questi contesti, in una sola parola, sono un po’ sfigati e si devono ingegnare come meglio possono.
    Ciao Raffaele

      • No, è una mia conclusione. Come dici giustamente tu ad una fase di “vacche grasse” segue necessariamente un periodo di recessione. Noi, come generazione, viviamo questa “sfiga” e per poter avere un lavoro dignitoso, decoroso etc etc, dobbiamo faticare il doppio, il triplo rispetto ai nostri genitori. In questo senso intendo la parola sfigati.
        Poi ci sarebbero da dire altre cose sull’utilità di utilizzare questa parola (che nonostante i tuoi tanti anni di inglese tu non conosci) e sulla reale situazione dei choosy, delle università italiane, etc etc, ma andrei fuori tema rispetto alla domanda che mi hai fatto

  2. io dico che non ho sentito nulla, non ho letto nulla se non migliaia di status su FB con la parola incriminata. Però condivido la buona parte dell’analisi.

  3. Tutto giusto, ma credo che il vero tema sia un altro che hai già affrontato: il distacco dal paese reale. Ascoltando la viva voce della Fornero la mia sensazione, a pelle, è che la sua mente della Fornero vada ad un idea di “giovani” come quelli usciti da un università americana ed in quel contesto di mercato del lavoro. E noi in Italia siamo distani miliardi di anni luce da quel contesto. Poi si è rimagiata tutto …. https://www.youtube.com/watch?v=WNdGtmgiapA

  4. Amen. Io sono d’accordo e sinceramente mi fanno girare le scatole tutti i discorsi polemici che vedo in giro. Non mi sembra che la Fornero abbia puntato il dito contro tutti, dicendo che siamo tutti schizzinosi (non lo siamo, anzi). A me sembra piuttosto che abbia detto che c’è un problema, ed è innegabile. Mi piacerebbe che tutte queste persone che polemizzano potessero assistere ai colloqui che faccio ai giovani (essendo giovane anche io) e potessero toccare con mano quanto viziata è la stragrande (ahimè) maggioranza di noi. E quel che è peggio, senza esserne minimamente consapevole. Capirebbero allora (forse) che il problema c’è, eccome.

  5. Vorrei aggiungere i miei due spiccioli a quelli di s.
    Non credo che tutti i giovani siano schizzinosi (vi prego choosy è imbarazzante), però so per certo che ce ne sono.
    Ora, probabilmente io sono giovane solo in Italia, però mi è capitato di fare colloqui ad aspiranti collaboratori poco più piccoli di me, gente che intendeva intraprendere una “libera professione” e che non era disposta a trattenersi oltre le 18,30, che non poteva rinunciare alla palestra/corso di teatro/dizione/appuntamento con l’estetista o con l’anticipo di coppa nemmeno se erano fissati alle 16,00, gente che “non faceva la segretaria” e quindi non sarebbe andata alla posta o a fare commisisoni per uffici, gente insomma che non aveva nessuna idea di cosa significhi lavorare facendo una “libera professione” e che pensava si trattasse di dettare due lettere a qualche shiavetta/o di turno e rimettere notule.
    Ecco questi ci sono. E non sono pochi.

  6. “choosy” non si può sentire, sembra una roba da mangiare.
    ad ogni modo la mia percezione è che si faccia fatica a trovare un lavoro normale/decente anche se non si è particolarmente schizzinosi, si ha voglia di lavorare e imparare con umiltà.
    la mia impressione è che i datori di lavoro giochino su questo al ribasso, offrendo agli aspiranti una retribuzione sempre minore, per poi accusare che rifiuta di essere pretenzioso. ma non puoi chiedere ad un candidato di lavorare 18 ore al giorno per 600 euro al mese. questo la Fornero lo sa?
    se lo sa si faccia venire un dubbio, perché allora non è così che si aiutano i giovani a smarcarsi dalla famiglia di origine.

    • Esatto lisecharmel, lei stessa appena messa in carica parlò di “imbarbarimento e impoverimento del nostro mercato del lavoro” http://www.repubblica.it/economia/2012/02/27/news/intervista_fornero-30559974/
      Magari la polemica è eccessiva su due parole che gli sono scappate …. tuttavia bisogna ammettere che traspare un distacco dalla situazione reale dei giovani e del lavoro in Italia. L’impostazione del discorso in quel modo non da l’immagine di un ministro che, in tempo di crisi gravissima e grande sfiducia, ha deciso di combattere questo “imbarbarimento” e di aiutare a smuovere la situazione.

  7. Dai Svandrine ma che gente viene ai tuoi colloqui? Ma che gente contatti? Per uno che non è disposto a fermarsi dopo le 18.30 per 300 euro al mese ti trovo 50 laureati che per quella cifra sono disposti a vangarti il giardino pur di lavorare, trasferendosi dal sud italia a Bolzano se c’è bisogno.

    Se sei ministro del lavoro italiano (l’ossimoro perfetto) non puoi andare ad un comizio e dire che i giovani italiani sono choosy. Choosy de che? Il tasso di disoccupazione nella fascia 24-35 anni è del 40%. Quelli che lavorano hanno contratti che valgono come carta igienica. Scava scava, in quella fascia quelli che hanno un contratto indeterminato con uno stipendio di 1.200 euro al mese saranno sì e no il 15%.
    Come metti su monster un annuncio di lavoro nel giro di una settimana hai raccolto 500 cv. Ti sembra normale? In Olanda succede la stessa cosa? In Germania succede la stessa cosa?. In Norvegia i neolaureati soffrono della sindrome si Stendhal, non riescono ad orientarsi una volta usciti dall’università per l’elevato numero di proposte che hanno a disposizione.

    Fornero mia, bella mia, togli gli occhialoni Prada e comincia a guardare la realtà, che non è più quella degli anni ottanta, altrimenti fai la figura dell’ignorantona.

    Abbiamo un problema occupazionale GRAVISSIMO, che non esiste da adesso ma da almeno dieci anni. Vai a parlare di questo. Vai a parlare di come risolverlo. Vai a parlare degli stipendi medi LORDI degli italiani che sono più bassi di quelli IRANIANI. Vai a parlare di una politica contrattuale che con contratti cococo coccoricò a progetto a termine di sei mesi di mezz’ora ha reso precaria la vita ad un’intera generazione santo dio. Con gli imprenditori italiani che frignano che vogliono più flessibilità,altrimenti non riescono a fare impresa,poveri piccoli,poveri cucciolini.
    Vai a parlare delle donne che sono costrette a firmare le dimissioni in bianco pur di lavorare. VI RENDETE CONTO? Le dimissioni in bianco. Ma in che posto siamo? ma in che posto viviamo?

    Ma che cazzo me ne frega di avere un ministro che col cappottino e gli occhiali da sole si occupa di quell’1% di ragazzi che non vogliono compromessi. Sono l’1%, NON te ne deve fregare un cazzo, Fornerina mia,preoccupati del rimanente 99%.

    I giovani italiani non si sentono offesi perchè si sono sentiti dare del choosy. I giovani italiani si sono sentiti traumatizzati dal fatto di aver avuto la conferma che, per l’ennesima volta, al governo abbiamo un ministro che non sta capendo un cazzo e non ha minimamente il polso della situazione.

    Che bel paese, che bella gente.

  8. Ciao Goretexcowboy.

    Ti assicuro che ai colloqui ci arrivano tanti laureati che non sono affatto disposti a fare tutti i sacrifici che dici tu. E non ho detto tutti, ho detto tanti. Di certo molto più dell’1% che ipotizzi. Il problema esiste, ed è inutile ignorarlo. Il fatto poi che non sia questo il vero nocciolo del problema occupazionale del nostro paese, è un’altra questione e non lo metto assolutamente in discussione. Ma non è nemmeno una tendenza trascurabile.

    Un’ultima cosa: così come esistono laureati/persone/lavoratori diversi, così esistono tanti tipi di imprenditori e tanti tipi di aziende. Prima di sparare a zero, ti invito a farti un giro per le PMI che lottano per sopravvivere qua e là in giro per l’Italia, senza pregiudizi. Forse capirai che esistono anche tanti imprenditori validi e coscienziosi, non solo quelli che – come giustamente dice qui sopra Lisecharmel – approfittano della flessibilità per farsi i propri porci comodi. Tra l’altro ti ricordo che anche l’imprenditore lavora. In molti casi, almeno il doppio dei propri dipendenti, proprio perché ne è responsabile.

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