ne ho parlato tanto in questi giorni

Ne ho parlato tanto in questi giorni, per esempio con italiani trapiantati a Barcelona, per esempio con francesi che hanno lavorato in Inghilterra. Ho parlato cioè del modo tutto latino e mediterraneo di essere capi sul lavoro, di come quasi sempre i capi sul lavoro – nei paesi latini e mediterranei – sono quelli che si permettono di essere più sgarbati e presuntuosi e di come – anzi – si misuri il loro potere proprio in base a quanto possono sgarbare e pretendere dai loro sottoposti.

In altre parole: ti tratto male per farti capire quanto sono sopra di te, per farti percepire la distanza.

Mi trovo a lavorare con persone che sono tutto l’opposto: quanto più in alto si trovano rispetto a te, tanto più sono disponibili ad aiutare. Anche se non glielo chiedi, saranno loro a venire da te per chiedere se va tutto bene, se hai bisogno di qualcosa. Ti inseguiranno proprio fisicamente, per chiedere se hai bisogno.

E se per caso fai una domanda, quelli passeranno intere mezzore ad aiutarti a capire. E se passi troppo tempo al lavoro, ti diranno di non passare troppo tempo al lavoro. E se non prendi le vacanze che ti spettano, saranno loro a ricordarti di farlo. Perché hanno bisogno di avere intorno gente che stia bene, e che lo trasmetta nell’aria questo stare bene. C’è bisogno concreto di sorrisi sinceri.

C’è di mezzo una fortuna spropositata se posso raccontare queste cose – se durante una cena dobbiamo parlare piano per non far capire al nostro capo quanto bene stiamo parlando di lui, e del suo capo, e del capo del suo capo – ma è una cultura certamente non latina, questa che descrivo, che purtroppo in Italia dove tutti si chiamano per titoli e cognomi non esiste, oppure è rarissima, e che fino ad oggi ho osservato nei paesi germanici anglosassoni e barbari. E’ cultura nel senso che se lo fanno con te, avrai voglia di farlo con chi verrà dopo di te, e la tramanderai. Si tratta di trovare buoni esempi e riprodurli, arricchirli.

Non puoi cambiare il mondo, puoi invece cambiare i pochi metri quadrati attorno a te. Ogni giorno che ti verrà data la possibilità di farlo, sarà un giorno che ne sarà valsa la pena, avrai costruito qualcosa che forse non se lo porta via il vento.

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4 thoughts on “ne ho parlato tanto in questi giorni

  1. Ho la fortuna di poter capire per esperienza diretta che è tutto vero, e ho la fortuna di esserci passata. Ho la fortuna di poter lavorare per persone così. Americani e svedesi, ovvio.

  2. Ho avuto tanti capi nella vita, alcuni erano come tu descrivi lo stereotipo latino (due), altri erano persone normali che facevano del loro meglio, un altro era così come descrivi il tuo: che fa di tutto per farti stare bene e lavorare bene. sto parlando degli italiani.
    ho avuto dei capi tedeschi che spero siano tutti morti e altrettanto posso dire di un ex capo inglese.

  3. lavoro per un’azienda “globale”, di stampo americano. i valori che descrivi sono tutti dell’azienda. In Italia ci sono capi che si allineano al modello anglosassone ed è da loro che io traggo ispirazione nell’interagire con le persone che collaborano con me.
    C’è da dire che anche da me ci sono delle mele marce, eccome… ed hanno la sfrontatezza di essere trecartari, cioè sono despoti nel loro microrecinto, professando invece pensieri opposti quando sono in consessi internazionali.
    Ma oggi sono ottimista, mi piace pensare che le mie persone (mi onoro di poterlo dire, le mie persone) traggano ispirazione da me, piuttosto che dai capi più in alto; che sappiano apprezzare e che, lentamente, possa proseguire che percorso di lenta crescita complessiva della società.
    Debbo rilevare, ahimé, che l’atteggiamento sottolineato dal post è tanto più forte quanto più si va al sud, purtroppo. Questa è una “micro-battaglia” nella più ampia battaglia che – da veri sudisti – dobbiamo portare avanti.
    Dobbiamo riuscire a sconfiggere le baronie del sud, quelle per le quali la forma è più importante della sostanza, tanto comuni nel paesello da cui provengo io.
    Ce la faremo? Dipende da noi! Siamo noi gli artefici del nostro destino! Se ci affidiamo agli altri saremo sconfitti.

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