le storie

Le storie della GenerazionePerduta pubblicate da Repubblica sono un naso ficcato dentro una realta’ che tu te la immagini piu’ o meno cosi’, ma non ci credi davvero che sia cosi’. Cose che ti verrebbe da venire in Italia da citofonare alla gente per chiedere: ma tu che vivi in questa casa e che ti puoi permettere sti metri quadri, che lavoro fai? No, spiegami. E quante ore lavori al giorno? E sei felice? Perche’ leggere solo le storie di chi si trova nella merda fino al collo forse distorce la realta’. Forse.  Poi ci sono quelli che si sono laureati in lettere medievali e specializzazione in cinema e non trovando lavoro se la prendono con Berlusconi. Di certo al sottoscritto ste storie paiono interessantissime in ogni senso – soprattutto perche’ ogni dieci storie ce ne sono almeno un paio di persone emigrate all’estero, con le quali mi confronto. E io c’ho bisogno di verificare. Questi che vanno all’estero dicono tutti le stesse cose, in Italia non trovavo, adesso invece sono contento, pero’ il caffe’ al bar e gli amici in piazza, quelli non li posso avere. Io che piu’ o meno sono d’accordo, aspetto sempre l’idea assoluta e vincente, quella che un giorno divampera’ nel mio cranio e mi permettera’ di diventare civilmente e legalmente ricco, in modo da poter decidere – se lo voglio – di volare dove mi pare, e prendere un caffe’ al bar dove mi pare, o passare a trovare i miei genitori con uno zaino con dentro regali casuali e nella testa almeno due ore di cose da raccontare.

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5 thoughts on “le storie

  1. mi sa che c’e’ un piccolo equivoco 🙂

    si tratta solo di una breve vacanza. per una serie infinita di problemi non sono riuscita a tornare per due anni e mi dispiace moltissimo, pero’ di "tornare tornare" non se parla proprio…

  2. per curiosita’, tu hai trovato qualcosa di attinente con il percorso di studi? e come sei riuscito a trovare lavoro all estero?

    scusa ma a questo punto cerco di cogliere informazioni da tutte le parti per preparare il mio piano per fuggire…grazie

    Maria

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