e comunque

E comunque, in questa casa tanto grande e tanto bella noi non abbiamo uno schiaccianoci che sia uno – è vero – ma abbiamo invece una splendida macchinetta per il caffè degli anni 80, enorme e color panna, ma proprio enorme, e soprattutto non funzionante. Una macchinetta che davvero non ha mai prodotto un caffè da quando è arrivata, neanche uno, ed è pure arrivata tanto tempo fa; la portò a casa Billigiò assicurando che prima o poi l’avrebbe fatta funzionare ma ancora adesso è ferma lì che copre i suoi due metri quadrati di muro. Che uno potrebbe dire, vabbè non funziona però insomma, considera i lati positivi: è degli anni 80, è quasi vintage. Insomma, sopportala ancora un po’di tempo a coprire i due metri quadrati di muro di casa e vedrai che poi ti diventa completamente vintage, che per adesso è solo un vintage così e così, un vintage quasi quasi ma non proprio.     

Io di ste cose inutili portate in casa non mi posso proprio lamentare, io che solo una settimana fa ho tirato su dal bidone della spazzatura una splendida bilancia degli anni 70 in perfetto stato di conservazione – c’era soltanto da ripulire la semipalla di vetro che copre la lancetta dei chilogrammi – bilancia che adesso giace in un angolo del pavimento della mia camera, io che non mi peso mai che tanto non ingrasso e non dimagrisco, sono sempre lo stesso figurino da tanti anni.    

In generale, quanto a cose tirate su dal bidone della spazzatura, noi in questa casa non ci possiamo proprio lamentare, e raccontare tutte le cose che abbiamo tirato su dalla spazzatura nel corso degli anni adesso non c’ho tanta voglia, e questo sarebbe pure un argomento interessante se si considera che la sedia dove siedo adesso fu tirata su dal bidone circa sei anni fa. Potrei parlare di quella volta che i miei coinquilini ubriachi trascinarono a casa un enorme televisore rotto portandoselo in spalla come fosse una bara, ma questa forse la racconto un’altra volta. Potrei raccontare di quella volta che andai ad un compleanno di una sconosciuta israeliana amica di amici di amici, e trovando il bagno  occupato decisi giustamente di andare a far la pipì per la strada nascondendomi dietro ad un bidone, e potrei raccontare di come in quell’angolo quella sera scovai un paio di stampelle legate fra loro con un fiocco da regalo, e di come quella notte me le portai a casa, e del perché quelle stampelle ancora adesso sono qui da qualche parte, ma pure questa la racconto un’altra volta.

11 pensieri su “e comunque

  1. E ma allora l’olanda è davvero il tuo paese! Una volta al mese c’è il “giorno del grande sporco” e tutti mettono in strada le cose, anche ingombranti, che non usano più.
    Se si fa un giro con un furgone- ma va bene anche un carrettino attaccato alla bici- ci si rifà la casa in una notte.
    Piante comprese.

  2. io una volta ho raccattato un paio di scarpe da danza classica ( per ballare sulle punte) in un cestino di un camerino del teatro. Le ho pure usate, erano della mia misura!!
    magdalia

  3. no no rafè, ‘spetta n’attimo.
    il nostro comune amico dedito all’alcolismo si vantava con me di poter fare con quella macchinetta il caffè più buono e più vintage del mondo. solo che l’unica volta che ho accettato faceva davvero schifo.
    ora la domanda è: sono stato scelto come cavia e non lo sapevo?

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