il concertone del primo maggio for dummies

di tutti i concertoni del Primo Maggio a Roma che ho fatto nella mia vita – e me ne sono fatti quattro, di concertoni, nella mia vita – ricordo soprattutto quella volta che a notte fonda, dopo che il concerto era ormai terminato da tempo, decisi di nascondermi in un angolo vicino piazza San Giovanni per pisciare in tranquillità dentro ad una bottiglia di plastica, che non ce la facevo più, che non sopportavo più la stanchezza e la sete e la folla e le immense strade di Roma. Poi però dal balcone di fronte uscì una signora che mi urlò “Hey tu sporcaccione, cosa fai?!?” ed io a causa della signora urlante finii per perdere la concentrazione, sbagliare la mira e pisciarmi sui pantaloni.

Il concertone del Primo Maggio a Roma è una cosa strana che se non ci sei stato, non la puoi capire.

Il concertone del Primo Maggio a Roma è un fiume di gente che quando ti trovi concretamente in mezzo a questo fiume, senti che tutti parlano di cartine per fumare, di filtrini arrotolati per la canna fatti con i biglietti dei treni, di birre vendute a sovrapprezzo da furbi ambulanti che si portano dietro immensi secchi pieni di acqua e ghiaccio, di orde di napoletani arrapati che ridono e si spintonano, di spacciatori che ti vogliono vendere droghe dai nomi fantasiosi, di ragazze con le gonne gitane e la canottiera senza reggiseno che infilano la lingua in bocca a giovani rastoni con la fronte sudata. Trovi tutte queste cose – e anche tante altre – se ti trovi in mezzo alla gente del concertone. Chi c’è stato lo sa.

Se invece guardi la televisione, niente filtrini, niente canne, niente di niente.
Se guardi la televisione, senti che ti parlano delle problematiche del lavoro, ti dicono che ci sono un milione di ragazzi che sono venuti a festeggiare la festa del primo maggio, che l’hanno fatto per celebrare il ricordo di quelli che negli anni passati bla bla bla e sperare in un futuro dove bla bla bla la festa del primo maggio è una festa attuale che sentiamo nostra e d’altra parte bla bla bla e che bisogna portare avanti il messaggio bla bla bla. Se guardi la televisione ti sembra tutto diverso, ti sembra che tutto abbia un senso. Vedi le bandiere, le ragazze sorridenti che salgono sulle spalle degli amici, che battono le mani e cantano. Se segui il concerto in televisione, cominci a credere davvero che quelle ragazze che urlano sulle spalle degli amici siano lì per la celebrazione, per portare avanti il messaggio, per le problematiche del mondo del lavoro e bla bla bla. Se poi arriva il cronista del telegiornale armato di microfono e telecamera, e il cronista mette il microfono davanti alla bocca del giovane seduto per terra con gli occhi rossi e la faccia storta da cocktail di sostanze più o meno chimiche, il giovane seduto per terra è capacissimo di guardare dritto nella telecamera e affermare che Sì, certamente, lui è lì per la celebrazione, per portare avanti il messaggio, per le problematiche del mondo del lavoro e bla bla bla.

Se lo segui in televisione – il concerto del Primo Maggio – ti capita di pensare anche altre cose.

Ad esempio ti capita di pensare: Abbiamo Ancora Bisogno che i Modena City Ramblers salgano di nuovo sul palco – per la trecentesima volta – a cantare Bella Ciao con il vocione grosso in stile ultrà dello stadio? Ne abbiamo ancora bisogno? E Abbiamo Ancora Bisogno che sul palco salgano i Nomadi con il cantante fantoccio che assomiglia tremendamente a Smithers l’assistente di Montgomery Burns dei Simpson? Io mi chiedo, ne Abbiamo Ancora Bisogno? Abbiamo Ancora Bisogno che i Nomadi ci cantino IoVagabondoCheSonoIo e facciano pure finta di divertirsi mentre la cantano? Che il giorno dopo la devono ricantare – che ne so – alla sagra della polpetta di Rieti,  e poi a Napoli, e poi a Cosenza eccetera eccetera tutto l’anno fino alla morte? Ne Abbiamo Ancora Bisogno, in una festa che si dichiara fatta da gente “progressista”? Ne abbiamo bisogno? Abbiamo Ancora Bisogno di ripetere tutte le volte le stesse cose?

In Italia i ggiovani si lamentano che la politica e i posti di lavoro sono tutti in mano agli anziani. Che c’abbiamo la classe dirigente più vecchia della galassia eccetera eccetera. Poi però, quando sul palco del concertone del Primo Maggio sale Smithers l’assistente di Montgomery Burns dei Simpson a cantare IoUnGiornoCrescerò E NelCieloDellaVitaVolerò, col tastierista unico superstite della formazione originale dei Nomadi, che suona con la dentiera e la panza, dal pubblico che è tutto fatto di diciassettenni non si alza nessun moto di nausea, nessun Buuuu di disapprovazione, neanche un Basta! urlato tanto per scherzare. Sono tutti lì che buoni buoni si pippano per la millesima volta i finti Nomadi che cantano la tiritera del VagabondoCheNonSonoAltro.

E comunque, di tutti i concertoni del primo maggio che mi sono fatto nella mia vita – e me ne sono fatti quattro, di concertoni, nella mia vita – ricordo anche quella volta che, sfatto e stanco morto, mi stesi sul prato in un parco vicino Colosseo in compagnia dell’amico Giggi. Ricordo che una nonnina passò da lì vicino con la nipotina tenuta per mano, e mentre noi due diciassettenni si faceva finta di dormire, quella ci indicò con il dito e disse alla nipotina: Li vedi? Quelli sono i drogati. Ricorda: devi sempre tenerti alla larga, dai drogati.

24 pensieri su “il concertone del primo maggio for dummies

  1. Io concerti de primo maggio me ne sono fatti 5. In tre di questi ero io che andavo al concerto, come tutti gli altri. Negli ulmi due il concerto è ventuo da me, perchè abito a 500 metri dalla piazza e quindi va da sè.
    E’ vero quello che dici, ma in realtà tutto, dalla Tv è visto in maniera diversa, qualsiasi cosa, e sembra quasi che il fantoccio dei nomadi abbia voglia di cantarla ancora quella canzone. Ma non è vero seondo me, come non è vero che abbiamo ancora bisogno di loro, dei MCS, degli Afterhours e della Bandabardò. Però quello apssa il convento…quello di S. Giovanni in Laterano intendo…

  2. al concertone, dopo gli ultimi anni di diserzione, ieri ci sono passata.
    hanno anche un po’ rotto le palle, sempre con la stessa storia.
    ma forse è il ricambio generazionale che ci frega.

  3. Anche io ho scritto del primo maggio sul mio blog. Nei tuoi stessi termini, più o meno…O meglio, avrei voluto dire proprio quello che hai detto tu. Tu ci sei riuscito meglio. E sui Nomadi non sono d’accordo…poverini. Sui Modena sì, soprattuto perchè senza Cisco, quelli non li chiamo più Modena City Ramblers, io. La soluzione è questa: noi smettiamo di andarci. Fra qualche anno smetteremo anche di guadarlo in tv il concerto del primo maggio, ne sono convinta.

  4. Tra bottiglie di plastica usate come wc e prativerdidovenasconosperanze, io mi sa che il prossimo anno ho trovato cosa fare per il primo maggio, perchè io a differenza tua non me ne son fatti quattro… (Ma poi, la bottiglietta e la vecchietta con la bambina capitarono nello stesso oppure diluiti nei quattro anni? E soprattutto, perchè non l’hai fatta contro un’albero invece che dentro una scomodissima bottiglietta di plastica? )

    D.

  5. la regina del cognato ed io si è abitato a ridosso di piazza san giovanni per ben 8 anni, fino al 2002. e di pischelli che dormivano, pisciavano, vomitavano, scopavano nell’androne ne abbiamo visti a bizzeffe. cmq alla tele non arriva, più che altro, l’odore mistohashishmistozellamistomerdamistofegatoputefrattoecceteraeccetera che accompagna le chiassose note.

  6. Non serve essere al concertone per sapere come vanno le cose.Io non ci sono mai andata e a dire il vero lo guardo poco anche alla tivvù.Non ci vuole molto comunque a capire che al concentortone la maggior parte sono finti frikkettoni,finti rastoni,finti comunistoni con le nike ai piedi,tutti a fumarsi l’impossibile e a bersi anche le budella.Non ci vuole molto,ma tu l’hai scritto benissimo.

  7. Uno spaccato veritiero. A 16 anni il concertone del Primo Maggio è stato il primo della mia vita. Assurdo ed esaltante. A 22 alla vista (con conato di disgusto annesso) di punkabbestia intossicati dalle peggio cose che cercavano di attaccare rissa coi pakistani ho capito di essere invecchiata.
    O essere diventata molto più intelligente…

  8. Da come hai descritto il 1° maggio, caro Rafeli, sembra più un rito di iniziazione tribale che la ricorrenza di una festa importante della società civile. In questi casi quello che si nota subito è l’immediato svuotamento dei significati sociali per far posto allo sbrago totale, al carrozzone dello spettacolo di Mangiafuoco. A quanti di quei ragazzi gliene fregava minimamente del 1° maggio? Lascio a voi la risposta.
    Ma forse non c’è da meravigliarsi: questa è l’era delle rappresentazioni. Non potendo produrre niente di buono questa società vive ormai della luce riflessa di valori che nessuno sente più, perchè a nessuno vengono insegnati. Non è colpa dei giovani lì presenti. Loro interpretano soltanto la pochezza di contenuti che questa società esprime. Chi ha i mezzi per farlo, dovrebbe interrogarsi su questo e cercare qualche risposta soddisfacente.

  9. Mi aggiugo ai Bravò!Bravò! per l’ottimo post. Complimenti per il blog, La seguo sempre con affetto. Se posso aggiungere: abbiamo davvero bisogno delle signorine sulle spalle dei fidanzati/amici ai concerti?E bbasta, su.

  10. il pittore Gaetano Porcasi con le sue opere racconta le pagine piu buie dell’italia del dopoguerra,dallo sbarco degli alleati 1943, alla prima strage di stato portella1947 ,continuando con la strage di Capaci1992…..pittore antimafia Gaetano Porcasi.www.gaetanoporcasi.it

  11. Pingback: rafeli blog - il diario delle piccole cose

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