i viaggiatori dei treni e altre cose

I viaggiatori dei treni usano il tempo del viaggio in treno per lunghe telefonate a voce alta. I viaggiatori dei treni pensano: tanto c’è tempo da spendere, spendiamolo a parlare al telefono, checcefrega. I passeggeri dei treni non pensano che parlare a voce alta abbia qualcosa a che fare con la maleducazione, perché la parlata al telefono a voce alta non rientra nel comune immaginario di maleducazione. Uno pensa: scaccolarsi col dito nel naso, è maleducazione, altroché. Io a volte mi scaccolo, solo quando non mi vede nessuno. Mai quando mi vedono tutti. E’ maleducazione – mi chiedevo – quando non ti vede nessuno? Boh, non lo so. Non è maleducazione – invece, si pensa, nell’immaginario – telefonare alla mamma dal sedile del treno per chiederle di scongelare la carne di vitello che così per stasera è pronta, e poi dopo cominciare una conversazione di quaranta minuti su quanto è stronza la Teresa, ma come Teresa chi, Teresa l’amica della Franci, una che si atteggia a donna di classe con gli amici della Teresa, ed in particolare col Pepi, il fratello della Cosa lì che non mi ricordo come si chiama, massì mamma hai capito, quello che entrato in Finanza, e che se non ci credi chiediglielo alla Franci stessa se è vero o non è vero che la sua amica Teresa è una grandissima stronza, eccetera eccetera per quaranta minuti.

E poi vabbè, lasciamo perdere.

E poi ci sei Tu – tra le altre cose – che quando mi guardi così mi sembra di essere molto migliore di quello che sono, mi sembra di essere uno che non sono io, certe volte quando mi guardi io quasi mi sento uno molto meglio di me. Poi invece mi guardo allo specchio e sono proprio io.

E poi cos’altro.

E poi vabbè, domani si laurea Billigiò.

Oltre agli scannamenti ed alle processioni di rito che avranno luogo domani mattina per le vie di Bologna, pubblicizzo qui la serata della festa di dopodomani in onore dell’ingegnere Billigiò – visto che così mi viene chiesto dalla regia e visto che è aperta al pubblico tutto indistintamente – festa che si terrà sabato sera al Covo di Bologna, col concerto dei Thousands Millions, band di amici e compari salentini che paiono ammericani e che se li ascoltate un paio di minuti sul loro myspace, sono sicuro che vi convincete immediatamente e che poi accorrerete numerosi al Covo col vestiario adeguato e con l’animo da groupie.

Dai, su.

14 pensieri su “i viaggiatori dei treni e altre cose

  1. mi dispiace non poter venire alla festa (a sbafo, s’intende) del futuro ingegnere Billigiò. che comunque l’altra sera aveva una maglietta fantastica.

  2. io qui ho dei colleghi che parlano al telefono a voce alta di continuo, la sera esco dall’ufficio con un mal di testa che non ti dico. devo dire la verità, parlano ad alta voce pure quando non stanno al telefono, in continuazione e non pensano che sia maleducazione, perché non pensano proprio. come hanno tempo di pensare se devono impiegare tutti i neuroni a parlare ad alta voce?

  3. anche in grecia, dove son stato per un anno, sono più educati degli italiani per quanto riguarda il comportamento e il tono di voce ecc.ecc. sui pubblici mezzi. penza un po’.

  4. qui si stanno ancora smaltendo i bagordi delle ultime recentissime feste di laurea di compagnuzze linguiste. Il tasso di malto nel sangue ha raggiunto livelli vagamente esorbitanti per gli standard della landa Parruccosa.
    Stavolta passo, ma un in bocca al lupo ci sta! 😀

  5. Quanto ci verrei alla festa del Billigiò, ormai sarà già ingegnere, per cui…auguri!!! Ma sto troppo lontano e troppo incasinata… e dire che non ci sono stata mai a Bologna!
    E perchè, a proposito di maleducazione, quelli che si comportano secondo i clichè del proprio luogo di provenienza come se fosse una scusante? Es. uno che non getta la busta dell’immondizia nel bidone apposito, se gli si fa notare risponde ” uè, simm’ e napule!!” ( località presa a caso perchè mi è capitato diverse volte, lo so che non tutti i napoletani sono così, non uso catalogare le persone). Essere di un luogo dove non si butta l’immondizia nel bidone, non ti scusa dall’essere un gran maleducato, anche nel luogo più zozzo e remoto della terra. Così come non tutti i trentini sono sempre ubriachi.

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