sto caldo estivo lo percepisco soltanto io

Sto caldo estivo lo percepisco soltanto io, evidentemente, se in giro vedo ancora sciarponi di lana, guanti e cappotti col pelo sul cappuccio così eclatanti che forse te li vendono – i cappotti col pelo, intendo – già dotati di collare antipulci e shampoo antizecche. Le spiegazioni possono essere due, a questo punto. La spiegazione numero uno è che effettivamente sto caldo estivo lo percepisco solo io e non tutti gli sciarpati incappucciati col pelo eclatante. Anche Billigiò va in giro svestito come me, ma lui non è attendibile perché è un hombre caliente che pure nei dieci gradi sotto zero gradi di Monaco non volle evitare la maglietta a maniche corte e il giacchettino leggero primaverile. La seconda spiegazione è che esiste una grossa fetta di popolazione italiana che ha approfittato dei saldi per andare a far gli acquisti, e adesso che si è finalmente comprata il cappotto col pelo a metà prezzo, il cappotto pesantissimo deve indossarlo per forza che sennò l’anno prossimo è già vecchio, e allora fa finta di non vedere le rondini che volano nel cielo oppure le scambia per mosche transgeniche ipertrofiche che volano più in alto delle mosche normali.

La mia amica XXXna (di cui già qui) sempre sullo stesso divano, ci racconta della sua prima ceretta inguinale. Ci racconta del dolore e del sanguinamento e della conseguente disinfezione che ha dovuto sostenere per avere adesso una patata col profilo perfettamente delineato. Ci spiega che si è auto-cerettata, e che l’auto-cerettamento è una operazione molto difficile a causa del dolore che ci si auto-provoca. Per superare le incertezze si è auto-imposta di strapparsi i peli ogni otto battute di tempo del disco di Jeff Buckley. Praticamente Jeff Buckley le ha fatto da estetista, alla mia amica XXXna.  Direi che son cose, direi.

Nell’anno del signore 2007, in una casa del centro di Bologna – cioè la mia – un essere umano qualsiasi – cioè io – non riesce a farsi installare una cazzo di linea Adsl. Sono giorni di guerre infuocate condotte verso un nemico invisibile, in cui spedisco mail al vetriolo al servizio assistenza, ma ho il sospetto che queste mail vengano lette da piccoli robottini programmati per essere insensibili alle minacce fisiche e alle suppliche piagnucolanti. Ieri i robottini satanici del servizio assistenza mi hanno scritto per avvertirmi che è inutile lamentarmi del mancato invio del modem, perché il modem a loro risulta già inviato in data primo marzo. Ho ricevuto un modem invisibile, allora. Dopo il wire-less, la nuova era: il modem-less. Ho cominciato a emettere lembi di fuoco dalle narici e poi, calmandomi, ho capito che questa è solo una strategia per sfiancarmi, per farmi perdere la difficile guerra dei nervi. Ma io non mi arrendo, cari robottini satanici, no no no. Io prometto di continuare a rompervi le palle in eterno, in salute ed in malattia, finché adsl attiva non ci separi. 

E poi – non c’entra nulla – ma ho la pancia che produce strani rumori mugolanti che non riesco a bloccare sul nascere: che figure di merda nelle biblioteche silenziose, che figure. Devo trovare il libretto delle istruzioni di me stesso. Ci sarà di sicuro un pulsante per queste cose, nascosto da qualche parte.

12 pensieri su “sto caldo estivo lo percepisco soltanto io

  1. però sto tempo è un po’ un casino per chi l’auto non ce l’ha che costa troppo, e quindi gira per le città in bici..che in bici al sole fa caldo, ma se poi becchi la via ombrosa e col vento addosso sembra gennaio anche se il sole è alto e il cielo è azzurro. ciao

    andrea

  2. Se sei un modello accessoriato ti basta sputare la gomma ma se sei un vecchio modello basta un colpo di tosse o un movimento della sedia per non sfigurare. Io solitamente inizio una tarantella di gesti che alla fine mi porta a sembrare un vero schizzato…comunque è pur sempre un metodo!

  3. O più semplicemente c’è chi, come me, ancora non è riuscito a tornare a casa e portarsi nella città adottiva il cambio stagione.
    Così, mi capita di camminare con il giubbotto a tracolla, ché a lasciarlo a casa ci si fa mille scrupoli qui. Se arriva improvvisamente il vento non si sa mai 😉

    lime

    P.S. E comunque, no, non mi si può associare Jeff Buckley alla ceretta sincronizzata.
    Piuttosto alla guerra per l’adsl: ogni otto battute del disco invia una mail al servizio assistenza. Se le minacce e le suppliche non funzionano, magari un aiuto dall’alto potrebbe arrivarti con l’Hallelujah 😉

  4. propendo per la seconda opzione (propendo? esiste?)
    farsi la ceretta brasiliana in CASA? ma è matta???

    anche la mia pancia è rumoros ultimamente, e le figure di merda non le faccio *solo* in biblioteca

  5. Premesso che non mi sono loggato, e che non mi va di tornare indietro e quindi comunico che sono pensierilait….informo che sto scrivendo da un 56K poichè anche io come tanti altri…sono in attesa di un tecnico che magicamente confirugi il mio IP e nel frattempo il mio ufficio cammina 100 volte meno di quello che dovrebbe…quindi Rafè, sono vicino al tuo dolore e visto che io dalle mail sono passato a metodi ben diversi (siamo in tre in ufficio, perennemente in comunicazione con il 191, chiamiamo in continuazioni per chiedere delucidazioni…) sappi che comunque non serve a una cippa, se non a sfogare la tua rabbia.
    Ah, sappi purche ti voglio bene, ma non troppo!

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