tre millimetri sopra il nulla

Su di un muro scrostato alla periferia del paesello, trovo scritto: Sabrina ti amo, io e te Tre metri sopra il cielo. Un gatto pezzato, forse con la rogna, si gratta con insistenza. Il parcheggio antistante è bruciato dal sole. Le automobili sono parcheggiate alla rinfusa, che tanto di spazio ce n’è a sufficienza e non c’è bisogno di fare economia.
Su di una parete di cinta, che delimita il passaggio della ferrovia, dove di treni ne passano forse due o forse nessuno, trovo scritto con uno spray blu : Giovanni e Luisa forever : Tre metri sopra il cielo.  

Il campetto da calcio in una zona del paesello che è ancora campagna, ma solo per poco, ha un muro privo di intonaco che lo accerchia. Pensionati cavalcano motorini anni ottanta, di quelli che i piedi li poggi sui pedali e nelle salite, se giri i pedali, ti puoi aiutare quando il motorino non ce la fa più. Trovo scritto, tra i vari Pamela perdonami a caratteri cubitali e rossi, e le varie combinazioni di Forever ( Luigi e Marina Forever, Claudia Forever, Luca e Piccolina Forever etc..) trovo scritto pure, con malcelata ambizione graffitara, un inflazionatissimo Per sempre io e te Tre metri sopra il cielo.

Tenuto conto che un ragazzetto, quando si innamora, in teoria dovrebbe avere il massimo dell’originalità che gli sgorga dal cuore ansioso e pompante. In teoria, un ragazzetto innamorato, dovrebbe averci per la capa dozzine di pensieri melensi che girano e girano senza farlo respirare.

In teoria.

Tenuto conto che una citazione ci sta benissimo, se il ragazzetto a causa dell’innamoramento o a causa delle scuole diroccate  che c’abbiamo qui, risulta inabile alla sintassi. Ci sta benissimo, la citazione.
Ma cazzo, così No.

In tivvù mandano certe televendite delle scarpiere, che mi chiedo preoccupato come ho fatto a vivere fino ad oggi senza una scarpiera da infilare dietro la porta. Provo un fortissimo desiderio di scarpiera verticale per nove paia di scarpe, io che di scarpe ne ho due paia in tutto, e comunque da metà luglio giro imperterrito in infradito.

Al mio paesello si è verificata una valanga di matrimoni. Si sposano coppie di giovanissimi dove nessuno dei due lavora, o magari lavorano malino e i soldi non ci sono, e dove non c’è nessun bebè in vista. Però costruiscono case con l’aiuto dei papà, e poi con le loro fedi d’oro all’anulare, spazzano orgogliosi i pavimenti di proprietà.

Il fatto è che qui, estremo baluardo dell’Africa Settentrionale, la parola convivenza fa ancora zompare le commari sulla sedia.
Il fatto è che qui si diventa commari molto ma molto presto.

Torno or ora da un tramonto condito con birra, in un posto sulla scogliera a due passi da casa. Avevo di fianco Giuliano dei Negramaro che il Cuggino rasta si ostinava a chiamare chissà perché Graziano dei Negramaro. Poi ha fatto la sua entrata l’ormai leggendario Silvio Muccino – paglietta in testa e sorriso pubblicitario – che a quanto pare è alla ricerca di spose da traviare qui nel Salento costa occidentale.

Ho scritto qualcosa come “estremo baluardo” e quindi è meglio che per oggi ne faccio Basta, di scrivere

21 pensieri su “tre millimetri sopra il nulla

  1. [non so perchè ma me l’aspettavo che tu, su questa frase, prima o poi ci scrivessi qualcosa:).]
    puoi andare fiero di non essere una fresca sposa salentina. ti eviti le mefitiche travianze di circostanza;).

    ***

    anygel

  2. convi.. che???? convivenza??? scusa ma tu proprio del norde sei??? nn sarai uno di quelli che tradiscono l’onore della famiglia???
    mamma mia…ha bistu cu mandi li figghi fore cu studianu!!! poi si imparanu dicinu “CONVIVENZA”…
    meglio sei vai a bere “sulla scogliera” o ti compri una scarpiera va!!! e non dire più queste parole…se no a mammata gli dico che vuoi rompere l’estremo baluardo del matrimonio…jajajaja
    un saluto
    uccio

    “tu e il cugino rasta: 3 metri sopra il cielo”

  3. A forza di leggerti mi chiedo com’è possibile che del Salento io ricordi solo i tuffi nella baietta sotto casa e le ciucche al Fico d’India… Ok, vengo a trovarti. A te, al cuggino Rasta, a Graziano dei Negramaro e pure a §ilvio.

    Chà

  4. Le televendite sono una brutta cosa. Tipo quella dello chef Tony e del suo set di ottomila coltelli. Che però ti lascia un impellente necessità di avere ottomila coltelli.

  5. provo a pensare a quel poveretto, preso da demenza senile ovviamente, data l’età, che scrivesse per noi….io e te, tre metri sopra il cielo….. e muoio dal ridere, perchè mi ci dovrebbe portare una gru lì sopra…..forse a tre millimetri sopra il nulla ci arrivo meglio…..estremo baluardo suona bene però…..

  6. Italia paese di pecoroni.

    Le scarpiere, cristo. E perchè… il letto matrimoniale gonfiabile? E il superquiz? Qualcuno l’ha mai visto? Quello che costa 15 euri a telefonata, con le chiamate finterrime in diretta? Tipo: chi canta Pazza Idea? E cominciano a rotazione con risposte tipo : Flo Sandons, Il Trio Lescano o Marina Occhiena… teribbbbile.

  7. ahaha allora non era solo una mia ossessione, qua a Cagliari vedo questa scritta OVUNQUE… boh, dev’essere un po’il manifesto di una nuova generazione (!!). Poveri noi!

  8. la “moccitudine” è una gran brutta malattia… a questo punto, dico io, erano decisamente migliori le frasette pessimiste alla Morrison e Il Corvo che circolavano sui diari delle superiori… bei tempi, quelli!
    In compenso sono felice di essere scesa dai miei 1000 e passa piedi di altitudine aerea. Molto meglio la solida terra!

  9. Nooooo… Attacco di nostalgia incontenibile e occhiata appannata alle foto appese alla parete qui a sinistra (me in volo dagli 8 metri della scogliera di Porto Selvaggio). (Porto Selvaggio quello che ci si arriva a piedi parcheggiando al Fico d’India e che dopo il bagno devi scalare la parete per risalire).

    …sniff sniff!

    Chà

  10. orrore, muccino nel salento. nel paese mio “io e te tre metri sopra il cielo” è stato cambiato “in tre metri sotto terra”, scritto sul muro di una scuola

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