le Dolomiti Per Carità Belle Ma Non Ci Vivrei.

Nei paesini di montagna la filosofia di vita predominante è il cazzutismo.

Sono tornato ieri dalle Dolomiti. Una nostra amica ci ha detto Dovete Venire A Vedere il mio Paesello, Dovete Venire a Vederlo. Lei è vissuta sulle montagne come Heidi, con le montagne tutte attorno che ti bloccano l’orizzonte. Ci siamo andati, allora, a vedere il suo Paesello.

Millecinquecento abitanti di cui millequattrocentonovanta di solito chiusi in casa. Nei paesello di montagna – ho capito – ci sono tre possibilità di vita.

Uno: sei un muratore.
Due: lavori in fabbrichetta.
Tre: sei uno smidollato.

Se ti presenti dicendo Sono uno Studente, il cervello del montanaro va in tilt. L’espressione del viso si fa incerta, e dagli occhi spariscono le pupille. Sul bianco del globo oculare compare la scritta Studente? Please Wait …… Studente? Please Wait.
Tu aspetti. Magari puoi ripetere ancora una volta: Si, Sono uno Studente. Quindi sul bianco dei globi oculari compare il messaggio: File Not Found.

A quel punto la conversazione potrebbe pure terminare. Se invece sei cocciuto puoi provare a scuotere il montanaro come si fa per i flipper inceppati quando si blocca la pallina, e se hai fortuna il montanaro riprenderà le sue funzioni vitali e di interazione sociale. Vedrai allora il tuo interlocutore che ritornerà in se’ e che ti dirà: Ah, Smidollato! Certo, uno Smidollato!

E davvero può capitare – e a noi è successo – che nella prima mezzora di permanenza nel paesello più persone vengano a dirti in faccia – e senza perifrasi – che sei uno Smidollato. Ti fanno vedere i calli sulle mani e ti dicono: Smidollato. Tu dici: Bello Qui. Bella la Montagna, belli gli Alberi. E loro, con piroette verbali che non ti spieghi, riescono a tornare sul tema che vorresti evitare, e ti dicono: Il Problema E’ che Non Conoscete Il Sacrificio, Voi.

E ti fanno vedere le mani con i calli.

Io ho pensato più volte alle mie domeniche che non erano domeniche, trascorse con la testa incastrata tra i libri. Ho pensato che prima di adesso, il mio ultimo giorno di vacanza era stato il Primo Maggio. Ho pensato pure: queste cose me le tengo per me, che tanto a cosa serve. Se glielo dico, quelli sono capacissimi di incepparsi di nuovo.

Paese che Vai, concezione di Smidollato che trovi.

Non esiste stare fermi, non esiste godersi in santa pace le cazzo di Dolomiti.

Non esiste.

C’è da sistemare sta cosa, c’è da aggiustare quella cosa. C’è da sistemare i quintali di legna. E se non c’è niente da fare, una cosa da fare la devi trovare, sennò poi Che Figura Fai. Magari puoi gettare i tocchetti di legna nel fuoco. Magari potresti lavare le due tazzine di caffè che si sono sporcate. Magari potresti chiedere Serve una Mano? Posso fare Qualcosa ? Ma stare fermi a godersi le cazzo di montagne No, che Non Sta Bene.

Ho pensato a mia Zia, che andare a pranzo da lei significa che si sbatte di lavoro per ore, per prepararti tutto lei, e quando è ora di mangiare lei non si siede mai a tavola ma va e viene dalla cucina. Ho pensato che però se ti ingozzi di cibo lei si gonfia di felicità che non te lo spieghi, e allora c’è solo da farla contenta così. Perché si fa così, e questo è l’unico modo di fare, e ti sembra giusto. Poi se vai vedere le mani, in casa sua c’hanno tutti i calli, belli grossi e gialli. Ma nessuno te li sbatte in faccia.

Questione di longitudini. Boh.

L’Italia è Campione del Mondo.

C’è ancora qualcuno che si ostina a spernacchiare: "ma sono solo degli omaccioni che inseguono una palla". Davanti a questi personaggi bisogna applicare la filosofia dell’Embè.

Quindi bisogna agire come segue:

Sono solo degli omaccioni che inseguono una palla!

Embè?!? Io c’ho la pelle d’oca lo stesso.

Sono strapagati e ignoranti e altezzosi!

Embè?!? Io non so come urlare che c’ho il delirio che mi cola dagli occhi. E la pelle d’oca.

Dietro questo tifo esagerato si nascondono forme di incipiente nazionalismo!

Embè?!? Dammi sta cazzo di bandiera che devo sventolarla sul balcone cantando Notti Maggiche fino a quando le tonsille non mi cascano giù dal quarto piano.

Questi festeggiamenti sono solo la valvola di sfogo per una popolazione frustrata!

Embè?!? E secondo te non ho voglia di festeggiare lo stesso, di battere le mani intruzzandomi tra i truzzi d’Italia? Secondo te adesso mi chiudo in casa a farmi una camomilla?

E di quelli che sgommano per strada coi motorazzi dai marmittoni di tre metri, di quelli che fanno le cariche con la polizia, che spaccano le vetrine, cosa mi dici?

Dico che ne farei polpettine per cani. Ma questo vale sempre, non solo per questi giorni.

E il pensiero va alle signore della mensa, tutte ugualmente basse e con la retina bianca a raccogliere i capelli, che col mestolo in mano – le ho ascoltate oggi – girano la pasta e che si dicono, sorridendo:

– Shorbole che emossione l’altra sera! –

– Ossignur, non me ne parlare, guarda, che z’ho ancora i brividi addosso! –

21 pensieri su “le Dolomiti Per Carità Belle Ma Non Ci Vivrei.

  1. Io ieri sera ero al Circo Massimo e anche se non ho visto nient’altro che bandiere e non ho sentito altro che qualche coro del tipo “Aridatece la Gioconda” – “Cannavaro Santo Subito” e cose del genere, beh, posso dire che c’ero e tutte le lacrime che in un quarto d’ora di pianto a dirotto ho lasciato sul selciato del mio cortiletto quel 9 luglio sono dedicate tutte a chi non ci credeva (come Media World e vi rimando ad un mio articolo sul mio blog) e a chi non comprende la mia gioia e quella esasperata di tanti come noi, che probabilmente siamo così contenti anche perchè per poco ci era sfuggita la gioia della vittoria dell’82, quando eravamo troppo piccoli per scorazzare tutta la notte ubriachi per le strade a gridare “CAMPIONI DEL MONDO!”.
    Grazie Ragazzi!

  2. grandi toti e tata…. che bello ritrovare in questo blog riferimenti a ricordi così lontani ma così vivi, di quando una città intera si fermava alle 14 per vedere “il polpo”!
    scusate mi è uscito così questo commento!

  3. chissà perchè i montanari hanno questi, diciamo così, pensieri, sarà l’altitudine? Secondo me li fa sbroccare un pò….meglio non metterla nord contro sud che se no famo giorno……embè? A tutti quelli che fanno gli spocchiosi, embè? Nella mia città giravano coi trattori e i camion aperti, truzzissimi, sudatissimi, felicissimi…..sarei salita anch’io sul camion se mi avesse retto la schiena….e anch’io z’ho un’emossione che, shenti mò come mi bate il cvore……..

  4. Tra i montanari ci ho passato i miei 5 anni del liceo. Le conseguenze si traggono da sole, perciò dico: bello per il turismo ma mai andarci a vivere prima di aver decretato la propria morte sociale.

    Mi piacciono molto questi “Embè!”, ci volevano proprio!

  5. mi piace questo tuo saltare da un argomento all’altro e tutto fila alla perfezione, mi fanno tenerezza tua zia e le signore della mensa e per la prossima volta che vai tra le dolomiti procurati dei calli posticci da incollarti sulle mani, così non c’hai da litigare 🙂

  6. tanto per precisare, visto che si parla di Toti e Tata, io ancora oggi giro per Roma con il vespone 125 di uno dei due, precisamente di Toti (Antonio Sotrnaiolo), sarebbe lungo spiegarvi come ami ce l’ho io ma è stata Sua per una decina d’anni poi per un motivo o per l’altro è passata a me, e mi fa sempre piacere che ogni tanto qualcuno mi ricordi questo grande privilegio che mi è spettato nella vita, grandi T&T.

  7. Per carità non ci vivrei neanch’io, ma in un paesino delle dolomiti ho vissuto le mie prime trasgressioni (prima ubriacata, primo autostop, prima sigaretta) e non riesco a pensarlo come “mllecinquecento abitanti di cui millequattrocentonovanta di solito chiusi in casa”.

  8. mamma mia! quante cazzate e balle che escono da quelle due mani. Quella è tutta gente che ha studiato, prima di te, ingegneri, imprenditori, gente di carattere. Travisare così pesantemente le parole, gli intenti e tutto quello che ti sta intorno, senso di ospitalità compreso, è proprio da studente psicolabile, che si sente immediatamente toccato. Appunto. E’ successo solo a te e non di certo perchè sei dotato di una spiccata sensibilità. Del resto bisogna per forza essere incoscienti (non coscienti di sé) per permettersi di essere così arroganti. Stefano

  9. io vivo in un paesino di montagna e, come in tutti quelli visti, l’atteggiamento spesso è quello, altro che arroganza.
    è semplicemente un senso di inferiorità da palesare coi calli sulle mani -anche l’operaio vorrebbe il figlio dottore-

    poi, scrivendo, e bene come Rafaeli, viene logica l’esagerazione e la boutade per dare corpo allo scritto.
    non significa disprezzo, ma ars scrittoria.

  10. quel stefano del #11 è un amico.

    e siccome è un amico, non mi va che adesso qui ci prendiamo a capocciate per arrivare ad un Dunque, per capire chi c’ha ragione. per capire se le cose che ho scritto sono vere oppure no.
    Che le cose spesso sono scritte e basta. Mica per forza devono essere vere.

    spesso mi capita di offendere, e alle volte lo faccio addirittura apposta.

    stavolta mi rileggo e non mi pare proprio, di avere offeso.

    e comunque Rael, grazie.

  11. Scusate ma mi sento un pò tirata in causa e quindi scrivo anch’io…
    Io che in quel tal paesino ci sono nata e vissuta fino a che è venuta l’ora di andarsene, con tutto quel che di male si possa pensare e vedere in Quel paese di montagna, e che io stessa MAI ho negato,beh, mi sembra Ra, e ti conosco credo piuttosto bene no?, che hai peccato un pò d’arroganza sul serio, al di là dell’ars scrittoria.

    Caro Real io non so da dove sei tu ma puoi venire dalle mie parti a farti un giro per vedere che lì nessuno ha senso di inferiorità perchè fa il muratore e che nessuno ce l’ha con gli studenti.

    Sono battute scherzose che forse Ra hai interpretato un pò troppo sul serio. Erano solo dei giochi. Chi te le ha fatte forse non sai che è un grande studioso. Interpretava il ruolo.

    Ma fa niente, sono solo interpretazioni e opinioni.Elena

  12. oppure urlargli semnplicemente a tre cm dalla faccia: CAMPIONI DEL MONDO!! franz

    viva C…….t
    e viva N…..ó
    viva gli studiati
    e gli impratichiti!

  13. rafeliiiiiiiiii!!! sì sì sì siamo camipioni e mammamia che emozione surreale!! ora devo fare incorniciare Gazzetta e Corriere del giorno dopo… e le metto in camera

  14. la descrizione di tua zia mi ricorda mia nonna. e mia mamma. e il fatto che considerano lo studio un lavoro nobile e non da smidollati.
    questione di longitudini?

  15. I commenti studente0smidollato sono comuni anche ad un ridente paesino di provincia della campagna romana. Non ti sbattono i calli in faccia perchè te lo dicono direttamente senza tanti complimenti o ulteriori specificazioni.
    Per questo mondiale ho veramente goduto, ma non tanto per la coppa (sinceramente sto ancora gongolando per lo scudetto della mia Romenzia, che infinita gioia mi regalò, festeggiato come meglio non si poteva in quel del Circo Massimo) quanto per quei grandissimi rosiconi tedeschi und franzosi. Tz!

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