La rivincita di quelli che andavano male a scuola

Ve lo ricordate quel compagno di scuola che veniva promosso col minimo dei voti? Quello che piuttosto che capire i concetti si limitava a ripeterli a memoria? Che durante conversazioni vagamente intellettuali faceva la faccia della mucca che guarda il treno che passa? Che ad un certo punto non ha trovato facilmente lavoro e ha dato la colpa al sistema corrotto piuttosto che sospettare della propria mediocrita’?

Lo abbiamo avuto tutti un compagno/a cosi’. Hai perso i contatti con lui/lei? Ecco, ora vai a cercarlo su FB. Sulla sua timeline molto probabilmente troverai simpatie grillo-leghiste. Questa correlazione e’ stata notata da molti e confermata. Provate anche voi.

Certo, ci sono pure le persone normali, tra i grilloleghisti. Ma e’ ormai innegabile che una grossa fetta del consenso derivi da un senso di frustrazione per la propria sfortunata condizione, a volte invidia, a volte senso di inferiorita’, che infatti poi sfociano nella voglia di rivincita verso chi (spesso grazie al duro lavoro) si trova in una posizione migliore. Proprio il verbo ora abusato ‘rosicare’ rivela i sentimenti provati fino ad ora (dal Treccani “rodersi per la gelosia o l’invidia”). Non arrivano a concepire le differenze ideologiche prive di interesse materiale – e’ un processo di astrazione a cui non sono abituati; se ne fossero capaci, forse, avrebbero ottenuto successi nello studio e nel lavoro.

Ecco perche’ se un politico grillo-leghista sbaglia un congiuntivo non perde consenso. Non perche’ appare ‘vicino al popolo’ ma perche’ RAPPRESENTA QUELLA PARTE di popolo che si e’ sentito inadeguato tante (molte?) volte nella propria vita. Fallendo un esame, un colloquio, arrossendo con un microfono in mano, eccetera. Il politico che sbaglia il congiuntivo rappresenta la rivalsa contro chi invece ce l’ha fatta. E infatti l’identificazione e’ totale: non a caso moltissimi sostenitori grillo-leghisti modificano le loro foto profilo con i colori e gli slogan dei partiti con i loro eroi sgrammaticati. E’ una reinterpretazione del tifoso ultras che proietta le vittorie della sua squadra di calcio su se stesso, compensando una vita povera di soddisfazioni. E appena la sua squadra/fazione politica vince qualcosa, gli altri secondo lui ‘rosicano’. Appena il politico sgrammaticato viene accusato di ignoranza, loro la prendono sul personale, come se fossero stati attaccati loro stessi.

Come ha detto Paolo Virzi’, i cinquestelle sono ‘la rivincita di quelli che andavano male a scuola’. E questo concetto lo si puo’ anche allargare: la rivincita di chi non ha fatto.

Non sono solo teorie: ora stanno scendendo nella pratica. Secondo le leggi grilline proposte, se uno non ha mai lavorato, o ha lavorato solo in nero, deve avere diritto a 800 euro di pensione; una cifra simile a quella di tanti che hanno lavorato per 40 anni. Se uno ha studiato e ha preso un voto molto alto, quel voto alto deve valere quanto un voto basso.

Ah, la deputata che ha proposto la legge, Maria Pallini, sul suo profilo LinkedIn scrive della sua “LUREA Magistrale” (proprio cosi’, “lurea”) e nella sezione in cui avrebbe dovuto includere i risultati, ha scritto semplicemente “buoni”

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