la guerre

Quando all’una di notte ho incrociato dei ragazzi correre tutti nella stessa direzione, appena vicino casa a Brussélle, il primissimo pensiero (e questa è la prima volta) è stato che ci fosse un problema, uno di quelli di cui parlano alla TV.

Poi invece correvano per non perdere l’autobus.

Essenzialmente questo è l’unico impatto della massima allerta di cui si parla alla TV. E se vogliamo dirla tutta, l’altro impatto è che ho trovato parcheggio davanti ad una pasticceria dove di solito non ne trovo. E che dopo aver prenotato un ristorante venerdì sera – in una zona dove se non prenoti non ti siedi – quando sono arrivato c’era solo un tavolo occupato. Ok, e mettiamoci pure il tizio con il mitra incontrato ieri pomeriggio aprendo il portone di casa.

Quindi al netto di tutto quello che si legge sui giornali, la guerra, per ora, praticamente significa trovare posto al ristorante.

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One thought on “la guerre

  1. beh capisco la tua voglia di normalita’, ma si vede che non sei andato oltre la tua strada di casa. La citta’ era deserta. C’erano militari ovunque. Tutte le mostre e i cinema erano chiusi. anche a voler essere superficiali, non era normale proprio per niente.

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