Non penso mai a quelli che in Italia sono riusciti a trovare un posto di lavoro grazie a favoritismi. Giuro, non ci penso mai. Il più delle volte penso: cazzi loro. E della loro coscienza.
Stamattina leggo la storia del chirurgo a cui viene rifiutata una cattedra anche se è di molto superiore ai contendenti. Anche se ha vinto diverse cause in tribunale. Lui si ricandida per la cattedra, e la Facoltà sceglie di nuovo i due meno bravi. Lui fa causa, la vince, si ripresenta, e lo bocciano.
Leggendo la storia di sto capoccione qua, stamattina pensavo a quelli – tantissimi – che hanno fatto strada grazie a favori e parentele. E pensavo: mi dispiace per voi. Ci sarà sempre una cosa che non proverete mai nella vostra vita: essere stimati.
Voi non lo sapete – e non lo saprete mai – ma è una sensazione stupenda. Sentirsi apprezzati, guardarsi attorno e pensare: questo l’ho fatto io porcalamiseria. Io, la mia faccia e le mie parole e quel sbrilluccichio del mio cervello. La sensazione che si prova quando tra tanti si deve scegliere qualcuno per un compito difficile e tra tanti indicano proprio te, e dicono lo fai tu perché siamo sicuri del risultato ottimo alla fine. Tu decidi come e cosa, ci fidiamo di te.
Ci fidiamo, non ti temiamo.
Sono sensazioni bellissime e voi siete in un tunnel ovattato dal quale sarà impossibile uscire, quindi queste sensazioni non le proverete mai. Siete in una trappola dorata che vi blocca l’accesso alla vita. Non vivete la vita, ci galleggiate sopra. E siccome ci galleggiate sopra non la conoscerete a fondo come chi si sporca le mani per ottenere risultati. Davvero, non è disprezzo, è pena. Non posso disprezzare perché quando avete scelto la via facile forse eravate talmente deboli e privi di prospettive da non avere altra scelta.
E’ pena.
Come non essere mai stato con una ragazza che desiderava soltanto te, ed aver avuto solo ragazze che sono state con te perché le hai pagate, o perché sei famoso, o perché ricco sfasciato. Non saprai mai com’è quando vogliono proprio te, il tipo di sguardo che riceverai, l’essere scelto tra tanti, le gambe che tremano.
Una sola vita avevate a disposizione e avete scelto di consumarla senza provare questa sensazione.
Ti condivido in pieno e non solo…anche su fb!!! Bravo
Sara
Approvo in pieno ciò che dici…
evviva ti posso rileggere! ho dovuto installare chrome perchè non riuscivo più a vedere nulla! e leggerti è un importante appuntamento della giornata.
ok non c’entra con il post di oggi, ma volevo condividere..
Ste
welcome back ste
ci sono persone che non proveranno mai questa sensazione anche se non sono raccomandati. allora uno si dice: “tanto vale”
Non preoccuparti per quelle persone. Non possono essere stimate, ma compensano essendo arroganti e stronze, facci caso. In quello riescono sempre ad eccellere! 😉
questo post mi ha fatto bene al cuore.
E’ bellissimo quello che dici, ma le due categorie di persone appartengono ad universi diversi, il raccomandato non ha proprio la forma mentale per pensare queste cose, non le capisce, non le sa e non le sente. Il suo è l’unico modo di essere.
… beh, alla fine giungo alla tua stessa conclusione… poverino! (il raccomandato, ovviamente)