il magone

Il magone e la tristezza in questi giorni sono alimentati soprattutto da una consapevolezza raggiunta, dall’aver compreso che tutto lo StudiareStudiare fin qui fatto servirà davvero a poco, nel futuro prossimo. Tutto lo StudiareStudiare che tu lo avevi fatto perchè ti avevano detto Studia! E’ importante! – nei primi momenti – per poi accorgerti – in un secondo momento – che sta cosa alla fine dei conti ti piaceva pure.

Adesso invece comprendi che non ti servirà a nulla, o che ti servirà a poco. E tu – che studiare ti piace – ogni tanto ti rimetti seduto e addirittura apri i libri e prendi appunti, sottolinei le cose importanti, giri le pagine. Lo fai perchè una cosa hai fatto negli ultimi anni, quello sei abituato a fare, e lo fai. Solo che ogni volta l’impeto di mettersi a sedere davanti ai libri è più lieve, ogni volta più leggero, perchè ti guardi attorno e capisci che è tutta una bufala, sta cosa dello StudiareStudiare. Tu che per anni sei andato a dormire presto e hai evitato le notti per strada e il mischiarsi fra gli studenti impazziti per la libertà da fuori sede, per conderti poi saltuarie follie e ubriacature da metterci la crocetta sul calendario. Ti è venuto di fare così, però adesso ti sembra che abbiano sempre avuto ragione loro, quelli che stavano lì tutte le notti a cincinnare sotto i portici con i bicchierozzi di doppio malto in mano. E comunque tu volevi sempre tornarci prima, a casa, ché se proprio dovevi far tardi preferivi leggere qualche ora fra le lenzuola. Tu, ti capita ancora – qualche volta – di sederti a studiare, ma è una cosa che pian piano si spegne, anche se tu non vorresti. Come fosse una relazione che si spegne gocciolando, la lasci andare via, tu gli dici Ti Voglio Bene e lei ti risponde Fanculo.

29 pensieri su “il magone

  1. beh direi che leggere questo post il sabato sera a un giorno dall’esame di farmaco II a cui ho dedicato metà agosto e tutto setttembre mi mette una carica incredibbbile!!!! Soprattutto perchè per questo esame, l’ennesimo, ho “ho rinunciato” a vivere i miei anni, secondo alcuni i migliori, ho rinunciato ad uscire, ad andare ai concerti, a fare tardi la mattina e la notte..dopo cinque anni mi rendo conto che la voglia, la concentrazione e la tenacia dello studio si sta esaurendo (e dire che mi manca un altro anno)..è da un pò di tempo che ci penso ma ne vale davvero la pena?impegnarsi, studiare, rinunciare per poi non avere nulla di concreto (o quasi) per le mani??

  2. Ma non è mica vero. Adesso ti sembra tutto nero. Fra poco entrerai a lavorare in una bella azienda dove scoprirai a cosa è servito studiare: ad aprirti le porte di qualche meraviglioso call center! E li, con i tuoi 800 euro al mese potrai chiederti come mai in altre aree, tipo la commerciale, hanno stipendi base da 6000 euro ( si ho detto base), sanno coniugare un verbo ogni tre e hanno solo il diploma. Ma semplice, mentre noi si studiava loro facevano esperienza di lavoro!
    Ti salva il tipo di laurea… su…pazienta che un medico senza lavoro non s’è mai visto…se vuoi per tenerti in allenamento ti faccio visitare il mio Miciogatto…basta non me lo strapazzi…

  3. daniquindici:
    credo di aver perso lo smalto, ormai, per le birre a doppio malto.

    anonimo#4:
    si sì.

    Misqui:
    cosa dire? studia? per adesso è meglio studiare, poi quando avrai finito ti darò il benvenuto nel club.

    bassotuba75:
    medici a spasso ce ne sono a plotoni, invece.

  4. be se volevi condividere il tuo magone con tutti noi ci sei riuscito………..l’hai fatto venire anche a me.

    Il punto, secondo me, è questo: finchè studi hai un obiettivo finale chiamato laurea. E’ un ombrello, una rete di protezione dal mondo. Il problema è il giorno dopo la laurea. Doversi confrontare con un mondo del lavoro asfittico per non dire inesistente, con la terribile prospettiva dei cosiddetti stage o tirocini, ovvero lavoro non pagato (ma lo fanno per te, per farti imparare come si fa un mestiere! certo, e io mi chiamo babbo natale!), con lo schifo italiano per cui devi essere per forza “amico di” o “parente di”, con un’Italia che non sa nemmeno cosa voglia dire la parola meritocrazia.

    E’ tutto molto triste, lo so.
    Demoralizziamoci…

  5. nono il lavoro per i medici cìè, è lo stipendio che scarseggia.
    diciamo che pur appartenendo alla categoria dei tiratardi sono un po’ in ansia. ma se tu dici che è stata una mossa vincenteeeee..

  6. ho 35 anni, un lavoro sicuro e mediamente ben retribuito, un diploma universitario alle spalle che dal punto di vista dell’impegno vale come una laurea (avevo pure la frequenza obbligatoria 9 ore al giorno) a causa del quale ho fatto una vita da suora di clausura. naturalmente quello che ho studiato non mi serve a niente nel posto in cui lavoro. e anche le volte che mi faccio avanti con le competenze che ho perché vengano sfruttate in azienda non mi si fila nessuno.
    non volevo deprimerti, ma è così

  7. io ho studiatostudiato fino alle superiori. Non un granchè insomma. POi ho cominciato a lavorare, tanto. E invidiavo le mie ex compagne che la sera, quando loro uscivano io non potevo causa nanna presto perchè l’indomani magari avevo un areo alle 7. Mi dicevo “loro sanno, io faccio” Ed oggi , nel rivederle mi rendo conto che io so e faccio, loro non sempre sanno e di certo poco sanno fare. Ma loro hanno un DR un ING un AVV che a me farebbe tanto comodo. Cosa vuoi…è tutta vita…

  8. Faccio una riflessione da persona che non ne capisce niente e che non sta nel settore quindi prendetela con le pinze….ma Menzogna, sei proprio sicuro di quello che dici? Lo stipendio scarseggia? eppure io ho setntito parlare del fatto che gli specializzandi adesso guadagnano qualcosa come 1700,00 € netti al mese…spero sia una informazione precisa, non vorrei alimentare polemiche, però onestamente di medici che si lamentano di quanto guadagnano ne conosco pochi…a meno che le Bmw X5 e le ville da 600 mq sul mare non siano degli utili elementi di lavoro….bah…

  9. Nn perderti d’animo.
    E’ difficile per tutti trovare la propria strada laurea o nn laurea.
    Nn farti male ma abbi fiducia.
    Baci Dan

  10. Pensierilait, Menzogna:

    questo articolo (http://www.libertamedica.it/sole30.html) è del 1999. A quei tempi i medici disoccupati/sottopagati in italia erano 80mila. Adesso siamo a circa 100.000 su un totale di circa 350/360 mila. Ne abbiamo uno ogni 161 abitanti, e questo significa che dovremmo avere un signore con la BMW e la villa al mare per ogni palazzo. Sottopagati significa che fanno le guardie mediche, e lo fanno anche fino a 50 anni, guadagnando meno di una colf ( e non è una battuta). Per i veterinari le cose stanno pure peggio, considerato che l’Italia sforna 1/4 dei laureati di tutta l’europa. Questo significa che il numero dei nostri laureati potrebbe bastare a soddisfare le richieste di Italia, Francia, Germania e Spagna messe insieme. E invece siamo tutti insieme qui a prenderci a pugni per un niente. E poi, “Lavoro sottopagato” – quando c’è un eccesso di laureati – non significa che poi dopo lo stipendio salirà. Significa che rimarrà sempre basso, perchè ci sarà sempre qualcuno dietro l’angolo pronto a fare il tuo lavoro per un prezzo inferiore. E’ una questione di domanda/offerta semplice semplice che si impara già alle sQuole medie.

  11. Nn perderti d’animo. Trovare la propria strada è una faticaccia cn o senza laurea.
    Nn farti male. Abbi fiducia.
    Un giorno questo dolore ti sarà utile.
    Baci Dany.

  12. Be’, potresti sempre diventare uno scrittore, sei davvero molto bravo! Sappi che ho 32 anni, sono felicemente impiegata nonostante la mia Laurea e ti invidio molto… L’Erasmus, la laurea fresca di stampa, la paura per il futuro, la rabbia per le ingiustizie del mondo del lavoro, mi sento una vecchia zia.
    Complimenti e non ti demoralizzare! Sei un ragazzo intelligente, brillante e sensiBBBile, sono sicura che diventerai un ottimo (e ricco, anzi spudoratamente ricco ;-)) veterinario…
    Ti mando un bacio!
    Ginevra

  13. Ah beh, quindi 1.700 (netti) euro mi confermate che per Voi è uno stipendio basso,mi sembra di capire. E mi sembra di capire anche che le Colf guadagnano più di 1.700 € al mese, oggi.
    E che stiamo parlando solo degli specializzandi…giusto?

    Allora io non ho capito proprio un cazzo, scusate.
    Ah, per inciso, se mi parlate di disoccupazione tra i laureati in medicina posso capire, ma evidentemente per il resto non ho capito niente io, altrimenti adesso invece che fare sto lavoraccio per 1.500 € farei la Colf, e guadagnerei di più. No?
    Scusate davvero, sto tentando di capire, probabilmente il mondo intorno a me è cambiato e non me ne sono accorto…

  14. Potevo scrivere l’iradiddio in questo commento, ma poi perché farlo?
    Allora mi limito a ringraziarti per aver scritto una cosa generazionalmente ridondante e palese, ma che non mi pare d’aver letto a zonzo.
    Insomma, detto così fa tenerezza.

  15. a questo punto potresti anche ricominciare da capo e virare verso, chessò, astrofisica e vedere come buttano le cose lì.

    Almeno lo studia-studia rimane vivo e attivo e il malumore si consuma in altro modo. Oppure ti fai pagare meno di una colf, fai un lavoro che non ti soddisfa e per cui non sarai apprezzato come credi di meritare. fai quello che fanno, in sostanza, tutti gli altri.

    Io che punto alla specializzazione in psichiatria sono messa meglio. Ma solo perchè, lavorando per i matti, ho uno span di clientela molto più ampio di quello che costituiscono gli animali (:

    Viola

  16. sta storia dei laureati in crisi m’ha proprio stufata…e chi si trova a cercare lavoro senza una laurea in mano? santo cielo…per lo meno avete in mano un titolo di studio un minimo più specifico di una diploma superiore, no? e poi la vita è costantemente un mettersi di fronte a scelte, un doversi re-inventare…è solo la prima di una lunghissima serie di difficoltà! ora piantala di lamentarti e datti da fare!

  17. bravo coglione! Io te l’avevo detto fa mica il secchione. Sono male i concetti insegnatici, come lo stesso concetto insegnatoci di lasciarci insegnare. Quando lo capirai? Tu e le tue regole da righe blu.

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