l'ultima generazione di puri

Io ad averci il computer nuovo, finisce che comincio a ragionare in termini di gigabyte e memoria della scheda video. Che uno dice Evvabè è Normale, sei nel 2007. Io però, a ragionare in termini di gigabyte e microprocessori, succede che all’improvviso mi torna in mente quel mio vicino di casa di quando ero pischello, che nella tromba delle scale ingoiava forzatamente e ripetutamente aria nella pancia e poi era capace di recitare –  ruttando senza sosta – intere quartine delle poesie imparate a scuola. Io succede che a parlare di wireless e gigahertz mi ritornano in mente queste scene di quando ero pischello e i computer non erano così importanti, e per carità – sia chiaro – non è che voglio mettermi a fare scenate amarcord in tema Ragazzo della Via Gluck (La dove ceeèra leeèrba ora ceeeeeè, una città – ha haaa) perché io stavo bene a quei tempi quando la tecnologia informatica era ancora dietro l’angolo, e sto bene pure adesso che mi collego in video dal tavolo della cucina con gli amici lontani. Stavo bene prima, sto bene adesso, sia chiaro. Viene solo da pensare – al sottoscritto – a quel ragazzino che ingoiava aria e che poi la riemetteva sotto forma di poesia Leopardiana, sti passatempi che uno se li doveva proprio inventare, che c’era proprio bisogno di passarlo – sto tempo – nei pomeriggi sprovvisti di messenger e chatta chatta. 

E viene da pensare – e sta cosa me la rimugino da tempo – che noi siamo l’ultima generazione di puri.   

Noi siamo l’ultima generazione di puri che sappiamo ancora com’era prima, ce lo ricordiamo bene tutto il cambiamento, e adesso che ci hanno messo nel futuro noi nel futuro ci troviamo pure bene, ma se andiamo a guardare nei cassetti c’abbiamo nascoste le foto del compleanno che non erano digitali, e che però adesso siamo capaci di salvarle sull’hard disk. Noi siamo l’ultima generazione di una specie di Matrix che ci ricordiamo di quando non c’avevamo il cavo infilato nella nuca e le canzoni le si registrava dalla radio se lo speaker smetteva di parlare sulla musica. Noi siamo gli ultimi, poi dopo di noi ci sarà  solo chatta chatta e tivùfonini.

( e queèlla casa in mezzo allèrba ormaaai, dove saraà – ha – ha)

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17 pensieri su “l'ultima generazione di puri

  1. ti giuro che sta cosa delle cassettine che si registravano con la voce del diggiei sopra mi è venuta in mente l’altro giorno. che io per alcune canzoni ancora mi ricorda che cosa diceva quel maledetto diggiei.
    così.

  2. ogni generazione è l’ultima per qualcosa. quando siamo nati noi tutti avevano il televisore in casa, più o meno. i nostri genitori no. i nostri genitori era già tanto se avevano la radio. e a proposito di radio, il mio nonno materno fu il primo ad averla in casa nel suo paesello, perché se l’era costruita lui con le sue mani sante

  3. Siamo stati anche l’ ultima generazione di bambini non obesi e ragazzine non culone – Mc Donalds Generation. Salvo rare eccezioni, ma che eran dovute alla pastasciutta e all’ “amore di mamma, magna bello che sei sciupato”

  4. verissimo. dubito che il mio fratellino sedicenne abbia idea di come potesse essere un’adolescenza senza telefonino né messenger.
    quoto LaStefy80, vale anche per il cibo

  5. mi vengono in mente interminabili pomeriggi ad aspettare qualcuno che non arrivava mai sulle panchinette in centro.. e le mille telefonate dal telefono a gettoni che riempivano l’attesa. tutto ciò ovviamente coronato dai miei fantastici “mistini” in cassetta!

  6. Lise:
    mah, credo che il passo degli ultimi dieci-quindici anni sia un po’ più lungo di quelli fatti in passato. La tecnologia adesso sta in mano a tutti. Ma proprio tutti tutti.

    Pensierilait#5:
    sì, m’è scappato.

    IlDito:
    grazie. Ma io sono vecchio già da un cinque-sei anni.

  7. Probabilmente dicevano le stesse cose i giovani che vedevano le prime biciclette, i ragazzi che negli anni 50 vedevano le tv nei bar, quelli che avevano al nostra età negli anni 80 e sognavano il cellulare, quello che la batteria era una 24 ore.
    Insomma, è sempre così. Purtroppo?
    Carlo

    Ps: secondo me su Youtube qualche bambino che ingurgita aria e recita il Leopardi ruttando lo trovi…

  8. già…l’ultima generazione che si ricorderà una comunicazione un po’ più vera.. quella che forse dovrà reinventarla.
    una volta il tempo scorreva più lento. sti maledetti byte mi hanno sconvolto i bioritmi.

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