lettera ad un arcodamore troppo corto

Ricordo che uscivamo la sera e tu c’avevi ancora i capelli sporchi di acqua di mare.

Non avevi il trucco sul viso e indossavi spesso una tuta nera. Dicevi: non mi va di cambiarmi. Io pensavo: Madonna quanto sei bella così, senza preparativi, senza rossetto, senza niente. Tutti mi dicevano: Quant’è bella lei.
Io pensavo a quant’eri bella e non pensavo mai al fatto che con te non c’entravo niente.

Perché io e te non c’entravamo un cazzo.

Una sera ti dissi: “Dai, andiamo in libreria.”Volevo regalarti qualche libro, perché poi sarei dovuto partire e non ci saremmo visti per un po’. Mi dicesti : “Dai, andiamo.” Però già c’avevi negli occhi un filo di noia che non colsi. Arrivammo in libreria e tu ti dirigesti verso lo scaffale dei libri di cucina. Con tutti i libri che c’erano. Sei rimasta lì tutto il tempo. Io non sapevo cosa fare. Ti regalai un romanzo semplice semplice con una dedica sulla prima pagina che per scriverla ci ho messo due ore. Tu lo leggesti e dicesti: bello. E poi lo hai prestato in giro. Il libro con la dedica. Ho visto un mio amico uscire dal cesso dopo una cacata che c’aveva in mano il libro che ti avevo regalato. Con la mia dedica. Quel giorno in libreria ti regalai anche il Piccolo Principe, che lo so che è un regalo scontato, ma mi pareva assurdo che non lo avessi mai letto. Non lo leggesti mai, comunque. Mi hai detto: non avevo il tempo, per leggerlo. Il Piccolo Principe, trenta pagine. Non avevi il tempo.

Però eri bella. E venivi con me la sera senza trucco e con i capelli sporchi di mare.
Io vedevo solo questo, ma dovevo vedere pure tutte le altre cose. Non le ho viste.

Ci siamo lasciati come era giusto che fosse. Certe volte penso che è stato due anni fa e mi sembra invece che sia stato due vite fa. Sei uscita di scena senza lasciare traccia né rimpianti.

Adesso ti vedo per strada e sembri di plastica. Sei come un telefonino a cui non è ancora stata tolta quella pellicola di plastica che copre il display. Con un fondotinta esagerato che ti nasconde la bella pelle che c’hai. Gli occhi truccati. I capelli con i boccoli biondi, curatissimi, lucidissimi. I tuoi vestiti da bomboniera. Le borsette. Le amiche tue simili, conciate come te.  Sei un’altra persona. Per questo non mi manchi affatto. Eppure sei lì. Forse adesso, almeno, sei più sincera.
Sei quello che volevi essere.     

“…quando magari ha solo un particolare che ti piace, anche solo dei capelli o degli occhi che ti piacciono, o la voce o il modo di muovere le mani, e parti da lì per farti piacere tutto il resto. Anestetizzi il tuo senso critico. (…) E meno conosci uno, più ti sembra che possa nascondere cose interessanti. C’è questo fascino dell’ombra, no? “

Andrea De Carlo      Arcodamore.

25 pensieri su “lettera ad un arcodamore troppo corto

  1. in pratica ti concentri su di un particolare e tutto il resto si sfuoca. è come voler fare una foto a qualcosa che si muove. ma questo non è un film. vabbè, sembra una cavolata, in realtà non lo è.
    meglio averla persa, sì.

  2. dice bene de carlo. Peccato guardare negli occhi l’altro e non trovarci i tuoi stessi gusti, le tue stesse passioni. Non tutte, ma almeno un pò. Peccato. Se l’hai dimenticata, è bene per te

  3. la superficialità di quando amiamo per adorazione, serve a capire che, se non c’è scambio, l’oggetto d’amore rimane in vetrina

    se io non mi sistemo dopo il mare sembro una zinghera (senza offesa per le zinghere). Dev’esser proprio bella lei ..

  4. chisà perchè poi stupidamente è proprio come dice la frase che hai citato..lo provo io ogni volta, quando arriva qualcuno di nuovo ho sempre la speranza che sia qualcuno di estremamente di interessante, con molte cose da dire..poi però ci vuole poco per capire che ( come succede spesso ) è solo un coglione..

  5. mai prestare un libro con dedica.
    imperativo assoluto.

    bello il titolo, non l’avevo ancora sentito. e bello il parallelo.

    *** (che sono poi stelline crucche;)!)

  6. verissima la frase.. Arcodamore è uno dei pochi libri di De Carlo che non ho letto, mi pareva che andando avanti fosse sempre più monotono e sempre più lontano da quel bellissimo “Uto”… magari mi ricredo però, lo devo leggere.

  7. a me le donne troppo belle dopo un pò stufano. mi tolgono la fantasia.
    non ho capito però il collegamento con la citazione: mi pare che la ragazza avesse più particolari apprezzabili. forse sbaglio.

  8. urgh! ti torno proprio nel post romanticheggiante… ma guarda te che caso! come descrivi bene i tuoi luoghi, si sente il rumore dei grilli e quel caldo impiccione che ti impone i suoi ritmi. franz non più franz ma oramai decisamente francesco

  9. Anch’io una volta ho regalato (anzi, prestato) Il Piccolo Principe. Lui era solo un amico, ma amava i tramonti, come il Piccolo Principe.
    Neanche lui l’ha letto.

    Che delusione.

  10. Sono sicura che se invece di portarla in libreria la portavi in una gioielleria a quest’ora ti avrebbe già sposato.
    E soprattutto, se anche le avessi regalato un braccialetto di bigiotteria,non lo avrebbe mai prestato.
    A volte la bellezza non è tutto.

  11. Brule, sono d’accordo con TE!

    Ildito, mi dispiace aver riso alla tua battuta, perchè conosco la persona in questione, e anche se non c’è nessun riferimento, la battuta aveva il metro giusto, che ridere…

    Rafeli, ma non avevi detto di averla dimenticata? ah, non giudicare sulla base di quello che vedi, è stata una parentesi per tutti e due, è più giusto così!

  12. Ecco, per colpa tua il mio neurone-particella di sodio si è svegliato dal letargo… E rompe pure i maroni con la lista dei “Tipi Particolari” che mi hanno fregato negli ultimi anni!

    Chatouche

  13. Se quello che scrivi è tutto vero….
    anzi se quello che scrivi lo pensi veramente…
    sei l’eccezione che conferma la regola… dubito, però ti lascio il beneficio del dubbio.
    sono capitata qui x caso…

  14. brutto stronzetto…mi hanno detto del tuo cazzo di blog…non ho letto il piccolo conte, lì come si chiama…ma non sono mica scema a farmi dire dietro tutte ste cose.
    ma quando mai si esce con una strafica come me e la si porta in libreria…devi avere dei problemi tu…come tutte quellle che qui su ti danno ragione…svegliati che è giorno da un pezzo…azz..mi si è rotta un’unghia su sta tastiera del paleolenico…azz…

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