frappè

Tornavo a casa a piedi e se non erano le tre di notte, allora erano quasi le tre di notte.

In queste strade del centro non è mai tardi, che un po’di marmaglia ce la trovi sempre, qualcuno che sghignazza ce lo trovi sempre, qualcuno che urla “dai dammi una sigarettaa!” ce lo trovi sempre. E poi ci sono quelle volte che a sghignazzare ed a urlare sei proprio tu, in queste strade del centro, in orari della notte indefiniti ma che con giusta approssimazione possiamo dire all’incirca verso le tre.

Ma non stavolta.

Tornavo a casa – dicevo – e mi imbatto in un gruppetto di individui mediamente marmaglioso e mediamente sghignazzante, di quel tipo di individui che adesso mettermi qui a spiegare non c’ho voglia, ma chi è passato qualche volta da Bologna avrà sicuramente notato, che Bologna ne è piena, e se pure non mi va di spiegare posso dire che rientrano con molta approssimazione all’interno di quella parola – poco descrittiva ma tanto abusata- che è freak.

Sghignazzavano e marmagliavano, i freak(s).

Ecco che all’improvviso una finestra del palazzo di fronte ai freaks si spalanca violentemente, ed esce fuori una testa spelacchiata, a cui probabilmente era pure attaccato un corpo – che io non ho visto – e questa testa, con una palpebra chiusa per tre quarti e l’altra chiusa per quattro quarti, apre la bocca ed urla:

– Uè, che noi qui si vorrebbe pure dormire, eh! –

Io resto ammirato dalla chiusura circolare dell’imprecazione, assolutamente geniale, per la scelta di aprirsi con un e chiudersi con un Eh!. Uno dei freak con una sghignazzata mi da’ l’impressione di aver apprezzato anche lui  l’imprecazione ( e avrei voluto avvicinarmi per chiedergli: l’hai notata pure tu la geniale chiusura circolare?) e poi, alzando al cielo la sua Peroni, ha urlato con la voce rauca da cento milioni di Diana Rosse, rivolto alla testa spelacchiata:

– Uè, che noi qui si lavora per la nuova Avanguardia! –

Ed ha brindato con la Peroni assieme al suo compagno freak che applaudiva convinto. A me in queste situazioni vengono in mente le parole “Frappè Cerebrale”, ma di volta in volta mi viene in testa una nuova definizione. Ho fatto tre passi belli lunghi e girato l’angolo ero già sulla strada di casa.

Ho pensato che tornare a casa che sono le tre di notte o quasi, e non sentire affatto freddo, e sentire invece i propri passi al buio che con gli infradito appena sfoderati fanno Shniak Shniak sull’asfalto, e sentire quei due tipi che ho sgamato a mugolare e leccarsi seduti in equilibrio su di uno scooter, ho pensato che tutte queste cose prese singolarmente magari non c’hanno senso, e invece prese tutte assieme mi dicono Estate, proprio questo mi dicono, e da adesso in poi ne cacherò a bizzeffe di post imprecanti contro quest’ Estate che avanza decisa verso di me e io non sono pronto.

La vedo che avanza, maledetta.

Improrogabilmente.

Ineluttabilmente.

Irrimediabilmente.

Inesorabilmente.

(Avverbi del cazzo che siete)

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21 thoughts on “frappè

  1. apprezzo molto il dipinto dell’Estate Bolognese, che così è sempre e così dev’essere – nonché dell’onomatopea delle scarpe nude sui sanpietrini, e tutto questo a cui mi sto abituando.

  2. Nemmeno io sono pronta. In realtà io non sono mai pronta per l’estate. Non sono pronta per la gente sudosa. Per il caldo. Per la voglia di viaggiare. Per le orde di turisti in fila fuori dall’Arena.

    Non sono pronta.

  3. Avete ai pensato a come può essere considerata l’estate da uno che non se l’è mai vissuta veramente?….beh io fino a 4 anni fa facevo il musicista e si aspettava l’estate perchè si lavorava molto….e l’estate non me la godevo…..ora curo gli interessi dei comici….e aspettiamo l’estate perchè si lavora tanto…e l’estate non me la godo per niente…per me l’estate è sempre stata una settimana a Giugno…me meschino!

  4. ma non era “maledetta primavera”?
    O_o

    e cmq noi siamo anticonformisti tsé.
    gli altri scendono e noi saliamo, ecco…ecco, Catania in AAAAAAAAAAAAAA
    (non lo scriverò più promesso)

  5. estate?
    a 120 km a nord di bologna io oggi giravo col cappottino di lana…

    anyway non sono pronta per l’estate…
    ne per l’afa
    ne per la prova costume
    ne per gli spritz fino alle 3 di notte…che poi io mi alzo alle 7 e sono di cattivo umore…

    fosca

  6. ti assicuro che se ti decidessi ad alzare il naso dai libri, anche te saresti bello pronto per l’estate.

    wakkamente,
    – sono un’avverbia anch’io.

  7. I miei colleghi, l’anno scorso, mi hanno fatto ascoltare “odio l’estate” di Bruno Martino per un mese, prima delle ferie.
    Poi su 15 giorni ne ho avuti tipo 13 di pioggia.
    Quindi, vedi di non portare sfiga pure tu.

  8. Tutti a parlare di estate e una domanda nasce spontanea.
    Ma voi dove l’avete vista?
    Sono settimane che la cerco e nulla, non la trovo.
    Avete delle segnalazioni da farmi?

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