mi avvicino barcollando alla porta di casa

mi avvicino barcollando alla porta di casa. Sono le sei di mattina. Io letteralmente ondeggio sul marciapiede. Dovrebbe essere l’alba ma l’ alba ancora non è. Ancora per poco. Dovrebbe far freddo ma freddo non è, che ho tanta di quella birra in corpo che mi sento come una cisterna che deraglia in autostrada. Torno appena adesso dal party numero novecentocinquantasei – giusto per dire un numero- ed è questo uno di quei momenti che ho tante parole e frasi che mi passano per la capoccia, ma non riesco a formulare un pensiero organico. Provo a buttare giu’ qui qualcosa. Ordine sparso. 

 caduti in battaglia

Squagghia: oh, ma l’hai visto l’ irlandese?

Rafeli: no, quale irlandese?

Squagghia: l’irlandese. E’ andato in coma etilico. L’hanno portato via in barella. Con la maschera d’ossigeno.

poliglottismi

Elena dice che lei il tedesco non lo studia perchè non le serve. Perchè comunque, lei, il tedesco lo capisce benissimo. Capisce tutto.

In tedesco: come ti chiami?   Elena (in italiano): bene, grazie.

In tedesco: quando è successo questo?  Elena ( in italiano) : si. 

 

   figure di merda

Franz: Piacere, Francesco.

Polacca: Ma si, ci conosciamo già.

Franz: non è vero. Piacere, Francesco.

Rafeli: ma si che vi conoscete, come no. Quella sera all’Olimpiazentrum?

Polacca: Si, certo. E tu suonavi la chitarra.

Franz: Si, c’ero quella volta. Ma le ragazze che erano lì erano orrende. Mi ricordo bene.

Rafeli: Fra, zitto, era lei.

Franz: Ma no, erano bruttissime. Piacere Francesco.

Rafeli: Fra, erano loro.

Franz: Ma no, è impossibile. Poi una delle due aveva la faccia completamente rovinata. La pelle butterata. Era bruttissima.

Polacca: Si, era la mia amica.

Rafeli: ….

Franz: Ma no, non eravate voi.

Arrivo a casa, come dicevo, barcollando. Una di quelle nottate che mi trovo a parlare con i portoni. Che provo a mettere la chiave nella toppa ma la chiave non entra. E allora riprovo. E non entra. E non entra. E non entra. E allora inizio a pensare: ma guarda un po’ se devono cambiarmi la serratura di casa così senza dirmi niente. Ma va bene che non mi dicano niente, ma almeno non me la cambiate in piena notte, che poi non so come fare ad entrare in casa.

E poi il giorno dopo mi tiro su dal letto che il sole già se ne va, entro in cucina e il mio coinquilino mi chiede: still alive? Io che per rispondere mi prendo del tempo, apro il frigorifero e tiro fuori il succo di frutta multivitaminico- che mi fa bene e ne ho bisogno- ne bevo mezzo litro d’ un fiato. Poi vorrei dire qualcosa in risposta ma mi viene fuori solo un rutto privo d’ incertezze.

Oggi è così.

Un pensiero su “mi avvicino barcollando alla porta di casa

  1. A me è capitato di arrivare sbandando alla porta di casa…una sera, ehm…una mattina, ritornando a casa dal bancone di nonricordoproprio mi accorsi (un po’ tardi in effetti) di aver dimenticato di accendere i fari della mia macchina.
    …nemmeno la mia amica se ne era accorta…

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