indovina indovinello

Chi ha un volo prenotato per le vacanze estive fra due settimane con quella compagnia aerea che ad un certo punto ieri pomeriggio gli hanno detto tu bella mia non voli più?

Sì, è lo stesso che verso Gennaio ha rischiato per colpa della stessa compagnia di diventare un ghiacciolo nella notte di Bruxelles.

la mia padrona di casa

La mia padrona di casa – una donna cinquantenne coi capelli rossi corti e ingelatinati che vive in una camera sotto la mia – da qualche settimana ha preso una sbandata new age. La finestra della sua camera da’ sulla strada e la porta è per metà di vetro, per cui vedo tutto. La sbandata new age consiste nell’assumere posizioni tipo preghiera, in piedi, ma con un piede sollevato e appoggiato al ginocchio. A volte anche con i Coldplay in sottofondo. Per delle ore. Che io esco, torno, ed è ancora lì.

perdere il sonno

Perdere il sonno per troppe notti consecutive non mi fa bene. Poi succede di tirarmi su dal letto dopo l’ennesima notte, e non ho nemmeno la forza per muovere le dita. Eppure sto scrivendo, no? Dunque sono vivo. Eppoi, vivere in una micromansarda incastonata fra le tegole del tetto di una casa barbara – dove parte delle tegole sono state sostituite dal vetro delle finestre – significa che quando piove di notte è come se ti stesse piovendo direttamente sul cranio. Ieri tornando a casa ho visto un cowboy – giuro – seduto in salotto assieme alla padrona di casa, che bevevano un the. Poi ho aperto la porta e  invece c’era un filippino mai visto fino a quel momento, che si infilava le scarpe in corridoio. Era il fidanzato filippino di una filippina che avevo visto due volte. Una che le docce la notte se le fa tra l’una e le due, di solito le notti che non piove, così ho una uniformità continuativa di insonnia assicurata.

questa casa in cui vivo – lezioni di sana e consapevole intolleranza

Questa casa in cui vivo mi fa conoscere aspetti di me che non potevo sospettare. Il cinese effeminato lo incontro in cucina con la sua tutina e la maglietta albicocca aperta sul petto, e sul petto ha questo enorme neo rotondo che vuole richiamare la mia attenzione, essendo piantato su lucida e glabra pelle cinese. Lui dice: Oh! In cucina non ci stiamo tutti. Oh!, scusa fammi passare (la cucina è microscopica), Oh! Scusa ho dimenticato il mio teapot. Cerco di prendere le impronte digitali alla mia tolleranza: ce la faccio a sopportare il cinese nella sua tutina che mi fa Oh! nella microscopica cucina? Credo di farcela. Quello che non riesco è tornare a casa e trovare l´altro cinese – che non sarebbe proprio cinese – che ogni sera ogni sera ogni benedettissima sera all´ora del mio ritorno a casa si fa trovare con il pentolino sul fuoco a cucinare tragedie speziate, mentre la casa diventa un girone dell´inferno speziato. La tolleranza, capiamoci sulla tolleranza. Io molto spesso, per trascorrere pochissimo tempo in cucina e a causa della mia pigrizia, mi preparo pizze surgelate o insalate giá pronte. Lui invece ogni sera ogni sera ogni sera ha il suo pentolino pieno di morte. La puzza sale per la casa, infesta il piano terra, arriva al primo piano, poi al secondo dove ci sono solo io, e mi entra in camera passando sotto la porta. Apro la finestra per cambiare l´aria, ed è il dramma: si crea una fortissima corrente ascensionale partendo dal suo pentolino fin dentro la mia camera, e la mia camera in un istante diventa Bangkok.  

no, non mi stanco, e non mi passa

E siccome il sangue è alla testa, meglio non scriverne. E lo ripeto, le analisi non sono mai state così lucide, in giro. Mai le cose così evidenti. Sì mi ripeto. Sì, è noioso. Una noia mortale. Ma non mi passa. Non passa. La rabbia razionale non passa. Non è come l’emozione del terremoto. La rabbia razionale si incista nel profondo.

Cito solo un articolo di D’Avanzo e un immenso, immenso post di Leonardo, che se li leggete entrambi (se non li avete già letti) e me lo scrivete qui sotto, io forse (forse) mi calmo. 

 


" In mezzo a tutto questo io scrivo, come tanti, senza nessuna pretesa di fare lezioni di giornalismo. Non sono un giornalista: ma non è necessario essere calciatori professionisti per accorgersi che a centrocampo fanno melina. Non scrivo per farmi passare la rabbia (che non passa, anzi); piuttosto con una presunzione di testimonianza: chi verrà dopo di noi non dovrà pensare che eravamo tutti prostrati come Vespa, arresi come De Bortoli. C’era gente normale, con una famiglia e un lavoro più o meno normale, che in casa propria si faceva le domande che i giornalisti non volevano o non sapevano più fare.  Non eravamo la maggioranza, non pretendevamo di esserla: ma esistevamo. Devono saperlo i posteri: non si sono bevuti il cervello in quindici anni, gli italiani. Non tutti."

dunque si parlava di cinesi, mi pare.

Da premettere che i cinesi di questa casa, innnanzitutto non sono cinesi. Voglio dire, di fatto ci sarebbe soltanto un cinese. Gli altri due – maschio e femmina – sono thailandesi. Per quanto mi riguarda peró, qui dentro sono tutti cinesi. Incontro cinesi per le scale e dico Ciao. Oppure non dico niente. L’unico cinese veramente cinese in questa casa, é effeminato, magrissimo, e si dichiara cinese atipico. Mi pari cinese normale, vorrei dirgli. Qualsiasi cosa dica, la babbiona di questa casa ride sguaiatamente. Lei ci prova a non ridere, ma é peggio. Perché poi resta in silenzio, provando a frenarsi –  non puó parlare altrimenti scoppia – quindi il cinese atipico dice una cosa delle sue, e quella scoppia, e non si ferma piú. Il cinese la guarda sbigottito facendo le mossette che in tutto il mondo sono uguali (quindi pure in Cina) aggravate dal fatto che si mette la mano a paletta davanti alla bocca per l’imbarazzo. I thailandesi, lo so che non sono cinesi, ma se il mondo intero mi considera un Tony Montana, e in quanto meridionale mi considera d’ufficio un siciliano – voglio dire, se il mondo intero generalizza con me – allora io generalizzo con loro, e comincio a generalizzare partendo dall’asia. Cinesi.

Il punto é che con i cinesi, hai presente il ristorante cinese? La cucina e gli odori del ristorante cinese? Ecco, non c’entra niente. Da quando sono qui ne ho conosciuti tantissimi, ne ho visti pranzare tantissimi, e la prima cosa che ho scoperto é che la storia degli involtini primavera é una bufala. Il gelato fritto, quelle cose lí, non esistono. Non esiste. E per quanto ne so, nemmeno in Thailandia. Dice: razzista. Sí,  probabile. Ma lo scaffale del cibo della thailandese in cucina quando lo apro puzza di piedi europei, sudati. Ora posso metterci tutta l’amore del mondo, ma puzza. Sono nato e cresciuto in una parte del mondo dove quell’odore lí, é puzza. La storia del mondo basata sulle divisioni in base al colore della pelle, in base alla religione: tutto sbagliato. La puzza. Dovevano prendere il concetto di puzza, e andare avanti con quello.