Calcutta

Sarò a Roma mercoledì sera e innocentemente cercavo il modo di arrivare da Ciampino alla zona Eur con i mezzi pubblici, utilizzando il metodo a cui sono abituato, Google Maps. Metti la zona di partenza e di arrivo, specifichi l’orario, premi sul pulsantino con l’immagine del bus, e in teoria Google Maps ti dice come fare.

Con la mappa di Roma questo servizio non funziona. Non è che non funziona per questo tragitto in particolare: non funziona per niente, ovunque tu voglia andare.

Allora ho pensato: e a Calcutta?
A Calcutta funziona.

non mi serve

Non mi serve. Non è per i 349 euro, è che non ho spazio. E non lo userei come andrebbe usato. Però..

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Ciao wordpress, perché mi cancelli i post? Lo sai che li scrivo in momenti di imbizzarrimento non ripetibili no? Ecco, allora non cancellarli, ché poi già cinque minuti dopo dimentico cosa volevo dire, e soprattutto come volevo dirlo.

fossi abberlusconi

Fossi Abberlusconi, e fosse il mio obiettivo non quello di vincere le elezioni con la maggioranza relativa ma di ottenere una percentuale abbastanza alta da tenere la maggioranza per le palle, fossi abberlusconi dicevo, io ci andrei ogni sera a farmi solleticare i piedi da Santoro e Travaglio.

Tutti hanno ottenuto quello che volevano.

Entriamo nella testa di Santoro-Travaglio:

Grazie addio, abbiamo fatto il botto di auditel. L’anno prossimo con Bersani premier non ci capiterà’ un’altra opportunità’ del genere. Pero’ abbiamo il precedente, e potremo negoziare benissimo i nuovi contratti.

Entriamo nella testa di Abberlusconi:

Grazie addio, quelli mi hanno invitato. E cosi ancora una volta – per quanto impresentabile sia – sono stato presentato come l’alternativa ad un mondo fatto di Travaglio & Santoro & Vauro. Grazie addio che esiste Vauro, grazie addio che non cambia le sue camiciole cubane, grazie addio che Travaglio mantiene quel suo modo di raccontare le cose come una maestrina acida delle medie che corregge i compiti di un coglione. Quelli mica lo sanno quanta gente solidarizza e si immedesima nel coglione torturato. Quelli mica lo sanno quanta gente piuttosto che sentirsi dalla loro parte, sarebbe pronta a sentirsi dalla parte di chiunque, perfino – e sottolineo perfino – dalla mia parte. Grazie addio che invece tutto questo lo sanno, e che li convenga molto di più  dell’ignorarmi completamente.

Ho dimenticato di scrivere due righe su Open

Ho dimenticato di scrivere due righe su Open, quella che viene chiamata l’autobiografia di Agassi, anche se poi non e’ chiaro quanto impatto abbia avuto “quello che lo ha aiutato a scriverla”.

Ci sono alcuni motivi per leggere sto libro.

Innanzitutto puoi non saperne nulla di tennis, puo’ non importarti nulla del tennis (generalmente cambio canale quando lo trovo in tv) eppure prende per la mano il lettore e non lo lascia più . Quando si arriva a raccontare un match, vuoi davvero sapere come e’ andato a finire. Merito della partecipazione emotiva con il protagonista, o ancora, di quello che lo ha aiutato a scriverlo.

E poi perché  e’ un libro che parla di altre cose, di amicizia innanzitutto, e poi di scelte sbagliate, e di come matura la consapevolezza delle proprie scelte sbagliate, di come si può  cambiare nel corso degli anni, di come sia bello averci da qualche parte scritta tutta la propria storia (noi bloggherre old school questo ultimo punto lo capiamo bene, e ci lisciamo le sopracciglia per la soddisfazione).

Se poi questi motivi non bastassero, uno si può  leggere le recensioni dei capoccioni che si sono scomodati a lodarlo.

sono sullo scoglio

Sono sullo scoglio ad un metro dal mare. Un gennaio gentilmente offerto dal globalwarming, con il sole e 15 gradi.

Penso che il mio invecchiamento consisterà nel ripetere sempre le stesse cose: nel pensarle, e quindi nello scriverle qui. Ripetere sempre le stesse cose come fa mia nonna: non vuol dire aver perso la lucidità, vuol dire semplicemente ripeterle continuamente perché ne hai voglia, perché sei affezionato a certi concetti – a certi ricordi, nel caso di mia nonna.

Fossi rimasto sempre a vivere qui, a pochi metri dal mare verde e i 15 gradi di gennaio, come sarebbe stato. E’ una domanda senza punto interrogativo. Immagino più o meno tutto: privilegi e frustrazioni, una casa dalla metratura decente e qualcuno che mi ringhia di sposarla. Mia nonna mi mette in guardia: sì beddhru, attento che in giro ci sono quelle che ti rubano.

Mi bagno la faccia con acqua di mare che poi lascio asciugare sulla pelle.

Fossi rimasto come sarebbe stato. Ripetere la stessa cosa significa rispondersi che non ha senso farsi la domanda. Quando una decisione esclude l’altra, allora entrambe le opzioni saranno sempre leggermente sbagliate, e dunque proprio per questo, ognuna sarà quella giusta. Quindi la decisione giusta è sempre quella che hai preso, in qualunque caso. Non devi chiederti se hai sterzato correttamente, devi premere l’acceleratore e goderti il paesaggio.

Questo appena descritto è uno di quei pensieri che ripeterò, in altre forme, in altri momenti, magari ad un certo punto, perfino contraddicendomi.