cose, 19 sei, duemilaeundici

Del Film Metroland (1997, regia di Philip Saville) oltre alla fotografia anni 70 e all'imperdibile scena di 4 ragazzi inglesi che giocano a cricket a Parigi impugnando una baguette al posto della mazza, mi piace tantissimo il personaggio di Marion, interpretato da Emily Watson (che non è Emma Watson). I dialoghi sono perfetti, quello che dice è perfetto, quando non dice nulla è perfetto perché in quel momento non deve dire nulla, e quando non dice nulla Emily Watson è bravissima a non dire nulla. Ovviamente Marion è il prodotto di una mente maschile – sia il soggetto che la sceneggiatura – e questo diminuisce di molto le probabilità che ci siano Marion sparse per il mondo.

Poi.

 

C'è gente che disegna i visi partendo dal naso, oppure dalla bocca. Da bambino disegnavo paperino partendo dalla punta del becco. Ho cominciato ad arredare questa casa partendo da un cuscino, quello nella foto, e sta venendo fuori qualcosa eccessivamente sixties. 

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urge nome d'arte

Natalie Portman. Di lei se ne parla in quanto portatrice sana di una delle più belle nuche che ci sono in circolazione. Ha partorito. Questo significa che è stata messa incinta. Lo posso accettare. È comprensibile. È condivisibile – quantomeno come proposito. Il ragazzo è un coreografo francese. Mi sta bene. Ma il nome? Benjamin Millepied? Sarebbe il francese di “millepiedi”? Come il verme?

le assistenti di volo

Le assistenti di volo sono tra i miei oggetti di analisi preferiti. Ne ho scritto altre volte, ne parlo sempre se qualcuno mi siede di fianco in aereo. Soprattutto quelle delle linee low cost.

 

Della loro condanna a vivere con gente che va a divertirsi, della peggior specie. Con gente che le incolpa di colpe che non sono loro. Di bambini che vomitano. Di gente che vola un'ora e per forza si deve mangiare il cazzo di panino col prosciutto stretto fra altri corpi e bambini che vomitano. Ma soprattuttto quel convivere continuamente gente che va in vacanza – soprattutto i gruppi rumorosi – per cui (concludo) si finisce inevitabilmente per odiare il genere umano, e in particolare il genere umano che si diverte.

 

Ieri sono stato costretto alla prima fila in aereo, e le ho potute controllare in ogni movimento.

 

Nei momenti morti, una assistente di volo che avevo già visto altre volte si siedeva in un angolo e non vista faceva il sudoku. Durante l'atterraggio parlavano fra di loro di smalto di unghie. E intanto pensavo: per loro siamo numeri. Per loro – giustamente – siamo pecore. Tutti questi esseri umani per loro non sono nulla. Abituate come sono a smistare esseri umani, come faranno poi nella vita privata ad interessarsi ad uno di loro? Siamo numeri, pensavo. E poi:

 

“Tu prendi spesso questo volo” mi dice la hostess durante l'atterraggio.

“Sì” dico io “è come un bus”.

L'ho preso tre volte quest'anno, tre volte andata, tre volte ritorno.

 

Ma la barriera ormai è rotta. Lo stargate fra me che penso a numeri e pecore e disinteressi privati e smistamenti di corpi umani, è rotta. Improvvisamente, nel momento preciso in cui mi davo del povero numero, non ero più un numero.

cose, 11 sei duemilaeundici

In metro qualche giorno fa c'era una ragazza che si faceva scrivere sulla maglietta TiAmo per il suo ragazzo in tutte le lingue che riusciva. Chiedeva alla gente: da dove vieni? Se quello rispondeva Germania lei diceva Ce l'Ho, e passava avanti.

 

Mia sorella di sette anni mi introduce alla conoscenza dei b side anni 80 di Renato Zero. E mi fa pure l'analisi del testo.

 

In aereo sedevo vicino a signora vecchissima, portata su in sedia a rotelle e che non sapeva fare niente. Viaggiava da sola. Non era italiana. Ha ordinato una Pepsi che non sapeva aprire da sola. L'ho aiutata a mettersi il cappotto che non sapeva infilarsi da sola. Le ho preso la borsa dalla cappelliera. Mi ha offerto I suoi crackers che mangiucchiava lentissima. Poco prima di atterrare si è pettinata i capelli bianchissimi e si è messa pure il rossetto. Sotto la attendevano con una nuova sedia a rotelle. Lei però si era messa il rossetto. 

che io sappia

Che io sappia Amélie Nothomb ha parlato pochissimo di Brussélle nei suoi libri. E questo libro – apprezzato regalo di M. – era da parte da un po', quando ancora non ci ero neanche arrivato, a Brussélle. Le parole dei libri mi inseguono, ultimamente: 

 

Poco dopo andai a votare a Bruxelles. Il 7 giugno c'erano sia le elezioni europee che le regionali. Non mi perdo un'elezione per niente al mondo. In Belgio, è ovvio, chi non vota viene sanzionato con una multa non trascurabile. Per quanto mi riguarda, non ho bisogno di questa minaccia: morirei piuttosto che non compiere il mio dovere elettorale. E poi è un'occasione per rivedere Bruxelles, che è stata la mia città e che ormai non frequento più abbastanza. La vita di Bruxelles ha una dolcezza che i parigini non immaginano neanche. 

 

Amélie Nothomb – Una forma di vita. 


E guarda un po': domani sono in Salento. Quindi potrei votare pure io e infatti lo farò. Epperò mi pare difficile. Voglio dire: leggo tantissimi giornali, pure troppo, forse un giorno mi licenzieranno per la mia eccessiva e smaniosa attenzione alle notizie, editoriali, lanci Ansa, reportage eccetera eccetera.

 

E in tutto questo, non so cosa votare.

 

La questione è che B. ha detto che lui non vota, quindi in pratica vota No. Quindi di conseguenza in questo momento storico si deve fare tutto l'opposto di quello che dice B., altrimenti non fai parte di questo momento storico. Io proprio non lo so. Cioè: ho un paio di semicertezze e un paio di non lo so. Devo studiare la materia? Comincio a leggere e leggere ma non finisce più. Mi ritrovo molto ignorante. Dovrei comprare dei manuali di economia e diritto, prendere le ferie e stare chiuso in casa con tantissimi evidenziatori a disposizione. Ipotizzare scenari possibili e quantificare il rischio di ciascuno. Bilanciare i dati oggettivi con la mia coscienza. Fare un frullato di tutto questo e poi andare a votare. Non ce la faccio. Voi che invece lo sapete mi fate paura.

 

Andrò a votare solo per dire di far parte di questo momento storico.