più o meno come sempre

E quindi l'altra mattina come sempre ho imboccato la via che taglia il bosco per andare al lavoro, come sempre mi sono guardato nello specchietto per scovare non so quale segnale, come sempre lungo la strada ho ascoltato i Baustelle, come sempre ho parcheggiato vicino agli alberi, come sempre ho detto buongiorno non mi ricordo se in inglese o in italiano o in barbaro, come sempre ho acceso il mio computer e preparato un caffé annacquato che ormai – ammettiamolo – mi piace, come sempre ho letto le prime email e preso due appunti, come sempre ho guardato fuori dalla finestra i pavoni che cercano il cibo fra i cespugli, come sempre mi sono alzato dalla mia sedia, come sempre ho bussato ad una porta per poi chiedere: posso entrare?

 

E poi mi sono licenziato.

i ragazzi stanno bene

Mi succede di vedere film che mi suggeriscono considerazioni che poi con il film hanno poco a che fare.Questo e’ un film americano e dovrebbe quindi per definizione finire bene; finisce invece benino, ed e’ meglio cosi’. Ma piuttosto, le mie considerazioni poco rilevanti hanno a che fare con il senso di appartenenza, sul fatto che tutti vorremmo esercitarlo – e attenzione non nel senso di essere proprietari di qualcosa o di qualcuno, quanto invece l’opposto, sentirsi di appartenere, ovviamente a qualcuno e non a qualcosa. La seconda considerazione poco rilevante e’ che se si crea un legame di sintonia con le persone e’ una fortuna incredibile, quando si crea nonostante il colore della maglietta o il taglio dei capelli o la differenza di eta’, o, o, o. (e fin qui, scontato).

 

La considerazione ha a che fare con la consapevolezza che una volta percepita la possibilita’ di questo legame, bisogna premere sull’acceleratore fino in fondo e investire tantissimo di quello che hai in tasca. Oppure non e’ una considerazione : e’ quello che mi piacerebbe fare.    
 

lezioni

Riferendosi a questo post in cui spiego i miei atteggiamenti telefonici con i recruiter, Franz mi scrive in chat:

 

Franz: oggi mi ha chiamato una per un colloquio di lavoro. mi trovavo in bagno. mi fa "le va bene martedi alle 2?". io temporeggio guardando i tasti della lavatrice. poi dico "si". Raffaello docet!

 

Bravo, hai imparato la lezione. Tranne per quel "raffaello" per cui potrei uccidere.

ma se

Ma se quando ero piu' giovane sembravo piu' grande, e adesso che sono piu' grande mi danno sistematicamente due-quattro anni di meno, allora vuol dire che c'era una eta' che mi si addiceva perfettamente, solo che adesso l'ho passata.
 

perché io leggo

Come scusa? La ragazzina potrebbe essere stata uccisa da una donna "data la scarsa forza con cui sono state date le coltellate"? Non ci credo. Ma così si fanno le indagini? Ma queste cose andate a dire in giro? Quindi un uomo accoltella solo con tantissima forza, oppure niente? E se l'avessero trovata di fianco ad un fiore allora? L'assassino era un fiorista, o voleva fare un fiorista, e quindi – leggenda della visita militare – l'assassino era un gay?

 

Dieci donne manifestano a Sidney contro B, stanno attente a farsi fotografare, e quindi Repubblica ritiene che sia necessario pubblicarle con tanto di link in prima pagina. Ora, punto uno, sono sette donne. Forse dieci. Ma io ne conto sette, inclusa una smoking Reflex Ergo Sum (foto numero 5). Punto due: lo slogan "Italian women say no" – e lo ripetiamo per l'ennesima volta – è parziale, se non falso. Nella maggioranza dei casi Italian women say Yes, Yes, Yes. In tutti i casi, dalle elezioni fino a quella che stira la camicia guardando la televisione. Alcune madri dicono alle figlie pure: Yes, di più, e Hurry Up, Scimunita. Ripetiamolo per l'ennesima volta: mai voterò B., ma vedere che un agglomerato di sette (forse dieci persone) va a fare casino dall'altra parte del mondo, e vedere che qualcuno decida di dare importanza a sette persone che parlano a titolo personale (proponendo pure contenuti farlocchi, peraltro) mi pare davvero una delle cose più sceme del mondo ever.

cose, sette3duemilaundici

Tengo una presentazione in power point, e mi vengono idee per la festa che si terra’ la stessa sera, idee che appunto sul taccuino facendo finta che siano i commenti dei convitati alla mia presentazione. Negli ultimi anni ho sviluppato una efficacissima faccia di culo nel parlare in pubblico: faccio pause, mi vengono battute, non mi si inceppa la lingua. Poi ripenso alla tremarella di gambe del giorno della tesi di laurea.

 

Camilleri e’ sposato con una da 54 anni e le legge i suoi romanzi in anteprima per sapere se scorrono bene.

 

Io poi alla festa dovevo fare anche il dj, e ok fino ad un certo punto, solo che il vino rosso salentino e la birra chiara olandese non vanno mischiati, soprattutto nell’ordine appena descritto. Avevo la testa ad un certo punto che mi chiedeva perche’ lo hai fatto? Se cado da questo sgabello muoio. Perche’ l’ho fatto?

 

Comunque il colpo di grazia e’ stato sapere che Natalie Portman era pure una scienziata con un curriculum scolastico eccellente. Studiava neuroscienze, una cosa che io certe volte mi mangio le mani per non averla studiata. Adesso per un momento immagino di essere in aula e davanti ho l’aspirante neuroscenziata Natalie Portman che mi mostra la sua nuca. Attenzione quindi, non e’ la nuca di una sconosciuta su cui si riversano aspettative con piglio leopardiano – visto che e’ sconosciuta, appunto – No, lei e’ neuroscienziata con intelligenza acutissima – cio' e' certificato. Il mondo sapete e’ ingiusto perche’ ci sono malattie assurde e perche’ per colpa del caso puoi trovarti seduto dietro alla nuca di Natalie Portman senza che lei se ne fotta di te.

 

Ho fatto le orecchiette all’ultimo libro letto per ricordarmi le frasi piu’ efficaci.