prime volte

Io non mi era successo mai di vedere le partite di un mondiale a otto gradi di minima fuori dalla finestra.

due giorni in salento

Due giorni in Salento, torno abbronzato e dopo aver incontrato 1) coppia amici di cui lei appena gravida con pancia che ancora non si vede, o forse si vede, o forse è solo stitichezza 2) conoscente maschio che cammina mano nella mano con ragazza col pancione, 3) altra conoscente femmina che tiene in braccio una bambina che non parla, ma quasi, mi informa che è sua. Seduto in spiaggia da solo osservo madri e padri che chiedono ai figli di uscire dall’acqua ma quelli se ne fottono e non escono, si girano proprio dal’altra parte, penso che io al massimo una volta potrei chiederlo, e poi vengo lì a passi pesanti e ti prendo per il naso – però mentre lo penso mi dico che non è possibile nessuno di loro lo faccia, forse è una cosa che ti prende quando sei madre/padre che lasci tuo figlio prenderti per scemo, e quindi io dalla mia condizione di non prolificato, non lo so. Ho visto un Ipad dal vivo, in aereo.

il fu luttazzi

Che Luttazzi soffrisse di scarsa creativita’ da queste parti lo si sospettava da tempo, qui e qui. Un tonfo di tali dimensioni pero’ non se lo aspettava nessuno.

Invece di leggere le centinaia di battute copiate – a volte interi monologhi lunghi minuti – basterebbe vedere questo video. Per anni i fan hanno sostenuto che la sua volgarita’ fosse imprescindibile “perche’ voi siete ignoranti, la satira si fa cosi’” (non proprio vero); oppure, a chi non apprezzava rispondevano con deliri fuori luogo del tipo “preferisco lui alle battute di Zelig o chi ride al Bagaglino” che e’ un comodo modo di sgusciare dal discorso.

Oggi del personaggio resta forse solo cenere. Ma cosa resta da dire oltre Luttazzi? Che usava i “cazzi” come le tette al Bagaglino, eppero’ lo si definiva ugualmente arguto e cinico. Intelligente. (oggi lo sappiamo invece disonesto, e cosi’ tanto da far sorgere dubbi pure sull’intelligenza). Perche’ tutto sto favore, dunque?

Il fattore antiberlusconista certamente lo riparava da giudizi ponderati, ma questo non spiega tanta benevolenza, e per cosi’ tanti anni. Era capace di scegliere bene le battute di altri? Forse. O forse semplicemente parlava veloce, col piglio di chi la sa lunga. Con la faccia un po’ bruttina del secchione. Che siccome ha quella faccia, e’ di certo intelligente. E arguto. In un mondo dove conta il Come molto piu’ del Cosa, il suo piglio era un Come molto molto efficace. Uno che parla cosi’, certamente la sa lunga. E’ intelligente. E’ forse meglio di me. Allora lo apprezzo. Se lo attaccano, invento tutta una serie di giustificazioni che lo pongono (e quindi MI pongono) al di sopra di chi non lo apprezza. Una proiezione di se’ sul vincente, come il tifoso di calcio?      

stare in mezzo

Stare in mezzo alla gente – non importa quale gente – per te significa sempre che la testa ti funziona bene per le prime due ore, e poi dopo sbadigli.

Ti chiedi quante ore una persona normale sia capace di stare con gli altri. Quanto tempo siano capaci di tenere “la porta aperta”. Le orecchie aperte, gli occhi aperti. Senza perdersi come fai tu a osservare le foglie mosse dal vento cinquanta metri piu’ in la’. Come un ebete.

Te lo chiedi, eppure hai gia’ la risposta tra le mani, perche’ a diverse latitudini noti con disappunto che tutti sono molto piu’ bravi di te. Che resistono molto di piu’. Da sempre sei quello che quando si esce poi vuoi tornare a casa prima. E che se lo fai, poi passi il tempo a chiederti perche’ tu vuoi tornare prima e gli altri invece No.