cosa mi significa

Cosa mi significa la Carfagna che dice ho sbagliato coi miei pregiudizi sugli omosessuali? E cosa mi significano tutti quelli che adesso dicono quanto e’ brava che lo ammette? Te Carfagna ti hanno messa li’ non per andare a scuola che le cose prima non le sai, poi siccome qualcuno te le spiega con pazienza, allora alla fine le capisci. Te ti hanno messa li’ che dovresti saperle da prima, e molto meglio degli altri, che quando parli la gente dovrebbe pensare quanto e’ brava e come parla bene. Mboh. Te Carfagna quando parli invece mi sembri invece come quelle che a scuola non capivano niente, eppero’ imparavano tutta la pagina a memoria, e recitavano tutto senza fermarsi a prendere fiato.

pannella

Quello che mi inquieta e’ la vaghezza. Tre, Quattro uomini. In che senso Tre – virgola – Quattro? Mica hai detto cento, centodieci che ti puoi anche sbagliare. O Tre o Quattro. In quella virgola tra i due numeri c’e’ racchiuso tutto un mondo che si puo’ solo molto lontanamente immaginare. Il non ricordare con precisione. Che cosa puoi aver fatto per non ricordare? In che condizione eri? In quali nebbie ti muovevi?

devo dire Barack che sono d'accordo

Devo dire Barack che sono d’accordo con la Signoria Vostra, sul fatto che Ipod Xbox e Playstation sono begli intrattenimenti ma non certo mezzi di crescita ed emancipazione. E che bisogna sempre studiare. Sto discorso, poi, adesso ha preso in mezzo pure internet, che pure lui se vogliamo e’ un bell’intrattenimento ma non un mezzo di crescita e di emancipazione.

Guardi, signor Barack, io le porto la mia esperienza, che quella c’ho. Internet e’ una gran bella cosa e la mia vita non sarebbe quella che e’ se non ci fosse. Credo che non sopporterei nemmeno essere un emigrante, oggi, se non ci fosse internet. Io non lo so se mi cresce, internet. Mi cresce? Mbah.

Il problema sa qual’e’? Con internet uno segue le sue inclinazioni del momento all’infinito. Mi spiego.

Tu cominci a leggere le notizie di economia, poi sulla stessa pagina scopri che a Terence Hill hanno rubato il portafoglio, poi leggi la biografia di Mario Girotti in arte Terence Hill, poi scopri che una volta non ha fatto un film perche’ i produttori americani hanno fatto confusione con Giuliano Gemma, poi scopri che Giuliano Gemma vive a Cerveteri, poi scopri che Cerveteri ha 34 mila abitanti, poi non sai come finisci a leggere dell’infortunio di Van Basten di venti anni fa, poi ti interessi alle consistenze cartilaginee e poi – siccome la pagina di Cerveteri era rimasta aperta – leggi dei giochi in epoca etrusca come il bottago, poi dei video di youtube dove le ragazze nere si lamentano che si devono lisciare i capelli ricciolini per piacere ai maschi neri, poi dei motive per i quali le ragazze asiatiche preferiscono i ragazzi bianchi, poi lasci perdere e chiudi tutto.

In effetti cresce la mia conoscenza, ma in moodo tumorale, come una pianta che rompe l’asfalto con le sue radici, tutta storta per raccogliere il sole.

Studiare significa che quello che c’hai davanti devi cominciare e finire, e non ci sono santi – come si dice. Non ti va? Devi finire. Terence Hill? Devi finire. Alla fine se ci riesci sei cresciuto, ma cresciuto dritto. Ha a che fare con la virtu’ – sta parola il cui significato non mi e’ chiaro ma dovrebbe essere un sinonimo non esatto di “qualita’” – e ti ricollega forse al piacere perverso della penitenza.

Detto questo, signor Barack, l’ho vista all’ingresso del Museo delle Cere di Amsterdam ieri mattina, c’era gente che si faceva la foto con lei – con la sua statua voglio dire – che le assomigliava molto ma non troppo, c’aveva nel sorriso qualcosa di uno che conosco al paesello che non mi viene il nome, adesso.

rileggo dopo anni

Rileggo dopo anni il libro da cui prende il titolo questo blogghe. Ne scrivo dalle parti del Club del Libro di Amsterdam.

Io sono un recensionista frettoloso e che non riesce mai a scrivere quello che voleva all’inizio. Quello che volevo, mi viene in mente mentre salgo le scale. O mentre libero la bicicletta dalla catena. Mentre apro la busta della mozzarella attento per non schizzare tutto.

Sono anni che credo di risolvere questo problema delle idee che vengono al momento sbagliato con piccoli taccuini e quadernetti. Ogni volta ne accarezzo uno nuovo nelle cartolibrerie, a volte lo compro, a volte No. Ultimamente scelgo quelli con la rilegatura ad anelli di ferro perché puoi infilarci la penna dentro. A volte me li porto dietro, a volte No.

Visto per la prima volta il giroditalia dal vivo.

ho un

Ho un collega sempre molto felice. Di quelli che puoi definire “gioviali”, tenendo ben presente che “gioviale” vorresti fosse l’ultimo aggettivo del mondo da affibbiare a te stesso. Il collega pronuncia qualsiasi cosa, e poi ride. Inconsciamente vuole spingerti a ridere con lui della nullita’ del momento. Dunque puoi ridere oppure No.

Se ridi, é assurdo, visto che non c’e nulla da ridere. Se non ridi, é assurdo, perche’ mentre lui ride tu sei serio che passi oltre. Quest’ultima scena é accettabile solo nel caso delle sit-com americane, dove comunque ad un certo punto partono le risate registrate. Il meccanismo di “trascinamento coatto nella risata” ti appare cosi’ chiaro che finisci per odiarlo, anche se di fatto é una brava persona. Siccome intuisci la base di quel meccanismo (LO SO che non sei spensierato come appari, LO SO che ridi per compensare qualcosa, LO VEDO BENE che dietro ci sono le tue paturnie tirate sotto al tappeto) sei irritato e tra ridere e non ridere, finisci per sfoggiare contratture di una sola guancia che non dice niente. Lo fa con tutti, la sua fame di attenzione é abbastanza evidente. Gli altri si fanno trascinare, ma proprio perche’ non c’e niente da ridere, se ne escono con versi sbuffosi, la versione della risata meno dispendiosa di energia che esista.  

É che sono ancora giovane – mi viene da pensare. Un giorno sapro’ convivere con tutto questo. Cioe’ convivere con la visione chiara del meccanismo sottostante, e produrre pure io la finzione conveniente.

Mi dicono Hai il Broncio, cos’é quel Broncio? Ma guardate che io sto bene, verrebbe da rispondere, Benissimo. Assolutamente Tranquillo. Quello che vedi é quello che sono in questo preciso momento storico, e mi rappresenta totalmente – peraltro, con gli occhi fissi sul monitor, che faccia dovrei avere? Anzi sai cosa? Sto Broncio mi pare onestissimo. Fierissimo del mio Broncio – se vogliamo dirla tutta – insomma