e giù mazzate

Ah, e poi la questione di emergency e delle armi che forse Sì e forse No.

Di sto fatto non si sa niente. Anzi poco. Ma poco pochissimo. Quasi niente. Notizie concrete voglio dire. Non ce ne sono.

Epperò ovviamente si sono tutti schierati belli dritti da una parte e dall’altra. E giù mazzate.

Ché in giro c’è proprio gente con l’interruttore dietro la nuca che tu gli pronunci una parola, e quelli c’hanno sto circuito velocissimo che sanno già di essere pro o contro. Senza sapere niente.  A prescindere. Tipo tu dici, che ne so, emergency, e loro manco tu hai finito di dire la parola, già ti parlano di sopra: Pro! Contro! Pro pro pro! Contro contro contro! E giù mazzate.

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c'era una ieri nel corridoio di casa

C’era una ieri nel corridoio di casa che mi diceva, io sono stata in Italia, e lì ho imparato male l’italiano. Lo parlava benissimo. Lo parli benissimo sai?, le ho detto, molto meglio di gente che conosco che dall’Italia non c’è mai uscita.

Eh, ma io non potevo restarci – mi fa lei – avrei voluto, quando sono tornata lo volevo tantissimo, ma come facevo, se non riuscivo ad esprimermi bene? Anche adesso che ti parlo – mi fa – ci sono cose che vorrei dire, non ci riesco, e lascio stare. Ecco appunto – dico io – guarda: comunque me lo hai detto meglio di certa gente che conosco io eccetera eccetera. Però hai ragione, capisco cosa vuoi dire, le ho detto. Prendi me: io il barbaro non lo parlo affatto.

Quindi ho concluso, mentre tornavo nella mia camera, che probabilmente io lascio stare a prescindere? Non lo so. Per esempio scrivo. Non scrivessi.. ma intanto scrivo.

Devo portare a lavare il mio piumone. La Meisje quasi non lo tocca che le fa schifo. Io non nego che va lavato, però capiamoci, dentro ci vivono acari che sono figli di acari che sono figli di acari che sono figli di quegli acari che dormivano con me quando facevo lo studente a Bologna. Quando ero giovane.

Ehi, ma io sono ancora studente! In un certo senso Sì, perlomeno. Eeeh, ma non è uguale. Pensa che oggi al lavoro ho dato una consulenza. Andrebbe scritta in corsivo. Mi siedo e spiego le cose e quello che mi ascolta è padre di famiglia. Multiplo. L’ultima è nata tipo due settimane fa. Tre.

Rileggo Arhundaty Roy dopo tipo quattro anni (di cui citazione in alto a destra). Immagina che al mondo ci sono tanti di quei libri meravigliosi che tu puoi pure leggerli tutti, e però mentre li leggi magari ne scrivono altri, ma se pure tu sei più veloce di loro che scrivono, tu alla fine puoi ricominciare daccapo, ed è meraviglioso lo stesso.

mille milioni

Mille milioni di persone manifestano contro la pillola abortiva a Bari. Contro l’aborto? No. Contro cosa? Forse contro le pillole? No. Contro le pillole che provocano l’aborto. Non contro il “cosa” ma contro il “come”. Sarebbe come manifestare contro l’insulina per il diabete data con le iniezioni, piuttosto che con capsule da inserire nelle orecchie. Come manifestare contro i pannolini avvolti attorno al culetto dei bambini, preferendo comodi sacchetti da mettere alla fine dei pantaloni per raccogliere la cacca che vi e’ colata giu’.      

sti giorni

Casa salentina era immersa nel sole, sti giorni. Al paesello le cameriere delle gelaterie mentre sudano raccogliendo scontrini, indossano occhiali di Dior. La gente invecchia. La lunghezza della vita si misura in base a quanti giorni diversi uno dall’altro si riescono a vivere, diceva quello. Poi tu incroci le facce e riesci a contare il numero di giorni ugualissimi che hanno vissuto. O forse e’ solo tua presunzione che osservi di passaggio. Adesso ci sono aerei che al prezzo di mezzo occhiale di Dior potrebbero portarti in Salento dal Paese Basso quasi ogni volta che vuoi. Devi volerlo e prenderti un giorno di vacanza. Potrebbero non farti piu’ le feste, se ti vedessero troppo spesso in giro.    

ogni volta

Indossare un paio di pantaloni nuovi, significa che la prima volta che faccio scendere la zip in bagno penso a chi sono cosa faccio in quel momento storico, e chissa’ come saro’ cosa faro’ l’ultima volta che faro’ scendere la zip prima di buttarli via. E se mi ricordero’ della prima volta – anche se di solito non me ne ricordo.