andiamo per ordine

Se va a prostitute, si deve dimettere? Non lo so. Forse, ma non ne sono sicuro. Non necessariamente, ecco. 
Se di fronte all’evidenza dice che é tutto finto, una montatura: si deve dimettere? Se glielo fanno dire senza riempirlo di “ma va la’, e che c’ho scritto giocondo, in fronte?”, farei dimettere il popolo, prima di tutto.

in questi giorni

Mi sono tagliato un dito. Ho celebrato lo sbarco sulla luna in casa privata di (per me) sconosciuti. Ho ucciso due ragni su richiesta della Meisje. Ne ho mancato uno che si stava intrufolando nel letto e me lo ha fatto pesare: lei poi si è addormentata sul divano per la paura dei ragni. Ho abusato di cereali al cioccolato con il latte. Ho pedalato controvento in salita lamentandomi per scherzo. Ho spiegato dove si fa il prelievo di sangue ai felini. Sono andato al concerto di Regina Spektor: lei – Regina – si è incavolata per i troppi flash in faccia. Ho mangiato messicano in centro ad Amsterdam. Ho visto gente leggere libri sulle panchine della stazione dei treni, di notte. Ho fatto due conti e praticamente fra poco è Salento.   

Tifoso laziale ucciso tifoso laziale ucciso tifoso laziale tifoso tifoso

E mi ripeto. Insistono ancora e ancora col “tifoso”. Lo scrivono tutti. Ma fatemi capire: stava tifando, quando lo hanno ucciso? No. Faceva a botte con altri ragazzi sul ciglio di un autostrada. Scappava via da una rissa. É tifo, questo? Non é tifo. Ma allora perché insistere col “tifoso”? Andava alla partita. E cosa c’ entra?

Perché i morti semplici non ci piacciono. Non fanno rumore.Ci piacciono invece i morti martiri che poi c’é tutto un gruppo dietro che si incazza si autofomenta e a distanza di anni fa le cerimonie e grida ve la faremo pagare. Dovessero un giorno – speriamo di no – uccidermi in autostrada, vorrei che i giornali parlassero di me come mangiatore di biscotti al cioccolato e rosicchiatore compulsivo di unghie. Come gesto di pace, proprio.   

scioperanti

Quelli che si fanno chiamare “popolo dei blogger” sono oggi in sciopero per una legge che dice tante cose – non entro nel dettaglio – ma che dice soprattutto una cosa (ed é per questo soprattutto che i blogger – i blogger? – scioperano). Un articolo della legge dice che nel caso di un post o commento potenzialmente diffamatorio….

"Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".

Se non lo fai, ci sono svariate migliaia di euro di multa. La critica predominante all’articolo é la seguente:

"pretendere che un blogger per diletto in vacanza, se disconnesso per più di 48 ore, corra il rischio di dover pagare 25 milioni di vecchie lire per non aver rettificato un post asseritamente diffamatorio, sembra eccessivo"

Tutta da verificare é l’esistenza del blogger che non si connette per piú di 48 ore. Magari esiste davvero, eh, chi lo sa. Detto questo, bisogna capire cosa é piú grave: un mondo dove puoi diffamare chi vuoi e rettificare se e quando ti pare, o un mondo dove se diffami e subito dopo te ne vai in vacanza per una settimana in una sperduta isoletta del Pacifico che le notizie ti arrivano solo in bottiglia, poi ti tocca pagare 15mila euro di multa.

la mia padrona di casa

La mia padrona di casa – una donna cinquantenne coi capelli rossi corti e ingelatinati che vive in una camera sotto la mia – da qualche settimana ha preso una sbandata new age. La finestra della sua camera da’ sulla strada e la porta è per metà di vetro, per cui vedo tutto. La sbandata new age consiste nell’assumere posizioni tipo preghiera, in piedi, ma con un piede sollevato e appoggiato al ginocchio. A volte anche con i Coldplay in sottofondo. Per delle ore. Che io esco, torno, ed è ancora lì.