fra le cose che non si possono spiegare

Fra le cose che non si possono spiegare c’è la gioia di avere il confine italiano distante un migliaio di chilometri, e cioè distante quel tanto che basta ad andare in giro in bicicletta ascoltando rino gaetano e morricone nelle cuffie, per sentirsi italiano come pare a te. Perchè io alla fine sono contento di essere italiano, è solo che non mi piacciono gli effetti collaterali.  

Però sono contento, eh. 

Poi sgusci in fra le stradine del centro e devi fermarti un momento perchè c’è l’ingorgo delle biciclette e non si passa più: proprio in quel momento c’è Rino che canta «Ma a tolto il cane/ Escluso il cane /tutti gli altri son cattiviii» e tu ti ritrovi improvvisamente ad abbracciare una ragazza bionda con una collana di fiori attorno al collo che tiene in mano un cartello con la scritta “Free Hugs”. Una ragazza bella che non l’avresti detto mai – a vederla da lontano – che potesse puzzare così tanto di cipolla. Ma le cose per conoscerle veramente devi esserci vicino. E in generale il senso di queste quattro parole, e il succo della sensazioni di questo mio pomeriggio a scarpinare per la città, è che le cose per capirle veramente ci devi essere dentro. Per cui non chiedetemi come sto, venite a toccarmi la fronte di persona, venite a guardarmi negli occhi, e poi fatevi un’idea.


Comunicazione interna per il me stesso fra dieci anni: Non ti ricordi cosa hai comprato coi soldi del tuo primo stipendio? Un paio di pantaloni kaki in offerta a 25 e 90, forse troppo corti ma del colore giusto. Poco prima una commessa obesa è venuta a stanarti in camerino perchè il negozio stava chiudendo. All’uscita sei stato schiaffeggiato dall’odore della Loempia vietnamita, una cosa fritta di verdure e pollo che avevi provato una settimana prima. Non ti era piaciuta, ma già sapevi che l’avresti riprovata per poi poterlo raccontare in giro.

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e la maggioranza ha sempre ragione

Se Berlusconi se ne esce con la sua solita caz*ata (per esempio quella di oggi: signorina, non sa come fare a farsi una famiglia senza un lavoro stabile? Sposi un milionario come mio figlio!) oppure con cento o mille altre, c’è tutto un popolo di persone razionali che spara addosso alla frase. C’è tutto un mondo che si indigna, che si dice Ma Com’è Possibile, Ma Come si Fa a votare uno così.

La verità è che Si Fa, Si Fa Eccome, perchè qui il mondo degli indignati (di cui una buona parte sopravvive proprio su internet) non si rende conto di quanto uno come Berlusconi in politica non abbia nessuna colpa (o Gabriella Carlucci in politica, o il generale Roberto Speciale in politica …) in quanto se pure uno spara una frase del cazzo come questa, o candida un fascista pluricondannato dal passato torbido, la stragrande maggioranza della gente queste cose non le sa nemmeno, perchè la stragrande maggioranza della gente non ha voglia di informarsi, la stragrande maggioranza (e lo dico proprio guardandomi attorno, chiedendo alle persone che conosco) non sanno dirti nemmeno i nomi di due ministri in fila, la stragrande maggioranza non ha idea di nulla, non sa niente di niente. La maggioranza se ne fotte altamente, e gli va bene così, e ci sono personaggi di Lost che sono di gran lunga più popolari di un sottosegretario, e puntate dei telefilm che attirano molta più attenzione di una qualsiasi evento reale, di quelli che accadono nel mondo che esiste. Ignoranza che poi significa non avere nulla da dire, un senso critico all’inchiostro simpatico e l’incapacità di instillare nemmeno la più infinitesimale scintilla di curiosità nelle persone che ti circondano. Uno sconforto totale. E una frase come quella di oggi – e tutte quelle che verrano da lui e da tutti gli altri – non sposta nemmeno un voto che sia uno.

breaking new (s)

Numero uno.
Il ragazzo che mi ha lasciato la camera in questa casa? Quello di cui tanto ho parlato bene? Quello che avevo detto che era il ragazzo perfetto per ogni ragazza? Quello che avevo detto che bla bla bla? E’ gay.  

Ed io che dicevo che non era gay. E invece è gay. Me lo hanno confermato i conquilini tutti in coro dopo una cena a base di pancake alla banana. Pancake alla banana, che poi uno dice l’importanza dei simboli premonitori. E i miei coinquilini che se la ridono dicendomi Pensa Cosa E’ Successo in Quel Letto! (ah ah ah ah) e poi, appena le risate si smorzano: Pensa Cosa E’ Successo in Quella Doccia! (ah ah ah ah). Che grasse risate, eh? Maledetti.

Numero due.
La coinquilina Fiocco di Neve, la ragazzina bionda e delicata di qualche post fa? Indovina indovinello? E’ gay. La sua ragazza è praticamente un rinoceronte, però femmina. Si vogliono bene, abusano di budini alla fragola e di telefilm americani. Vorrei fare notare l’elevatissima percentuale, due su otto, siamo al venticinque per cento. Un partito di governo, in pratica.

Numero tre: 
non ho capito se il cespuglio è obbligatorio oppure No, comunque pare che dal prossimo autunno da queste parti la libertà diventerà ancora più libertà. 


Signore abbi pietà di noi miseri peccatori.

Abbi? Abbi, abbi.

so bene

So bene che i post sulle chiavi di ricerca sono l’apice della nullità più nulla, ma vogliamo parlare del motivo principale di visite a questo blogghe nel mese scorso? Eh, ne vogliamo parlare? Comunque, da un rapido scrutinio delle schede, per il mese di febbraio salgono sul podio questi tre geniacci arrivati su queste pagine cercando rispettivamente:

1) cerco delle frasi da mandare al mio ragazzo per s valentino 
2) voglio vedere la linea di mocassini di fabrizio corona.
3) tre tette meglio di 2.

volevasi segnalare

Sono contento quando escono fuori notizie come questa (cioè: è certificato che in Italia l’impegno all’integrazione degli immigrati è di molto maggiore al Nord rispetto al Sud eccetera eccetera). Voglio dire, io che sono mediterronico gia’ lo sapevo. In generale sono sempre contento quando escono fuori le notizie che rompono i luoghi comuni (e in questo caso, la convinzione che al Sud siano tutti solidali e aperti, brava gente che ti accoglie in casa con il mandolino e il tamburello).  Dalle parti del mio paesello, per dire, lo straniero è considerato peggio di un animale e viene mandato a raccogliere i cocomeri in condizioni disumane, oppure lo straniero è il turista tedesco che viene a portare un po’ di soldi in agosto, e quindi da accogliere con grandi pacche sulle spalle. Il disgraziato che suda sui cocomeri, nel frattempo può pure morire, e con il cingalese che vende accendini non ci parlo nemmeno per non sporcarmi le orecchie. Di fatto nel Sud estremo gli extracomunitari sono pochissimi. Sbarcano sulla costa e poi scappano via. Da bambino sapevo che esistevano i neri solo grazie alla televisione.   

In generale sono sempre contento quando escono fuori notizie che rompono i luoghi comuni, perchè mi da fastidio vedere i compaesani che si adagiano sulla convinzione “ma tanto noi ci abbiamo il mare, quelli c’hanno la nebbia e noi invece… assaggia quanto so’ buoni sti pomodori, su’”. Poi ci sono quelli che scappano al Nord, non riescono ad integrarsi e tornano a casa dicendo che “da quelle parti sono tutti un po’ freddi e razzisti”. Ne ho conosciuti tanti. Il luogo comune del Sud come posto Bello Ma Proprio Bello Bello – che pure resiste in molti crani mediterronici – è come una bamboccia scema che si ammira allo specchio e che si dice da sola Ma Quanto So’ Bona mentre inciampa sul vestito e cade per terra.

che ridere

Che ridere sta storia dei ragazzini che chiedevano “favori sessuali” nello scuolabus in cambio di ricariche telefoniche. Che ridere non per i ragazzini, ma per tutti gli scandalizzati per una scemenza del genere. Poveri scandalizzati che vogliono mettere a posto le cose, poveri parrucconi che credono forse che la sessualita’ di un pischello (e di una pischella) cominci verso i venticinque/trent’anni. Poveri indignati che forse non sanno quanto la “ricarica telefonica” alla fine è solo una scusa, quando c’hai dodici anni e tanta curiosita’, e ste cose le faresti anche senza i dieci euri della ricarica, però ti vergogni dello sguardo accigliato delle amichette. Poi magari una pischella si spoglia a scuola, le immagini vanno sul web, e tutti di nuovo ad indignarsi e a dire MaDoveAndremoAFinire. E poi il mese seguente un’altra dodicenne si fa riprendere dal ragazzo col telefonino nel parchetto sotto casa, il carabiniere scova le immagini e tutti di nuovo a zompare sulla sedia e borbottare MaDoveAndremoAFinire. E intanto nessuno che alza la mano e afferma che forse, ammettiamolo, una certa percentuale di ragazzine maggiormente predisposte a queste pruderie è sempre esistita e sempre esistera’, e non ci si può fare nulla, a prescindere dalla televisone e dalla cultura di merda che regna sovrana in questo momento storico, perchè e alla fine le trovi nella storia e nella letteratura, esistono e basta, e i plotoni di dodicenni famelici e senza scrupoli (o con fragili scrupoli da dodicenni) continueranno a sparare nel mucchio sperando di incontrare quella giusta. E alla fine, esclusi alcuni casi particolari, va pure bene cosi’, è nell’ordine naturale delle cose, di una Madre Natura che ha la sola colpa di non aver previsto l’avvento dei telefoni cellulari full optional.   

tutto questo vivere facile

Tutto questo vivere facile – dicevo qualche giorno fa – fa venire pure degli interrogativi. Tutto questo benessere e questa disoccupazione nazionale al 2 per cento, e questo direttore di banca simpaticone che ti accoglie col caffè e si fa tante risate con te mentre ti apre un conto che non dico nemmeno quanto poco costa solo per non suscitare nervosismi. Tutte queste cose. Tutti questi giovani pieni di salute e affabili. Ti si pongono degli interrogativi. Tutti questi ragazzi che incarnano l’ideale del giovane studente, alto biondo in salute, la felpa col cappuccio e i jeans sdruciti.

L’iconografia cinematografica e pubblicitaria del giovane studente corrisponde a questi ragazzi che vedo ogni giorno. Siamo cresciuti con queste immagini nei telefilm e negli spot, pero’ poi ti sei trovato a vivere con personaggi diversi, diversi proprio fisicamente. Sei cresciuto fra i GiulianiSangiorgi mentre l’iconografia ti proponeva le facce nordiche dei modelli del Postalmarket. Ti sei trovato a crescere con personaggi come questi (e pure gli hai voluto bene) che Bologna ne è piena, oppure vecchietti in anticipo con le giacche Belstaff e la cintura, o ragazze vecchie in anticipo con il trucco pesante e le borsette firmate. Adesso c’hai tutto attorno la gioventú come te l’hanno fatta vedere sui giornali, ragazze che se fossero nate al tuo paesello adesso starebbero a tirarsela in un bar patinato esaminando in prospettiva le carriere dei possibili pretendenti, qui te le ritrovi col berretto di lana che scappano in bicicletta bagnate di pioggia e con gli orli dei pantaloni sporchi di grasso.  

Ma dicevo, tutta sta facilita’, poi finisce che ti fai delle domande. 

Perchè sei cresciuto in tutt’altro mondo, dove le cose sono aspre e l’erba è secca. E cosa succede a buttare un pesce di acqua salata in un laghetto di acqua dolce, tu ancora non lo sai. Le prospettive sono buone, ma ancora non lo sai. E allora finisce che ti fai delle domande. Perchè sei cresciuto nella melma con prospettive di melma, e tutta questa facilita’ non l’avevi messa in conto.