povera patria schiacciata dagli eventi

Voi mettetevi nei miei panni, che leggo da qui le notizie dell’Italia. Che le leggo e poi subito provo un prurito assurdo ai polpastrelli perchè ne vorrei scrivere, ma non lo faccio, chè mi sono promesso di non affrontare sti argomenti in codesto blogghe. E non lo faccio, e non lo faccio. E non lo faccio.
Però signorimiei certe volte il prurito è troppo e allora mi scappa la filippica.
C’ho la filippica in canna, scusatemi, devo farla qui.

allora, antefatto:

Sono due giorni DUE, che sui principali siti di informazione compare la notizia dei fischi a Prodi durante il Motorshow. Sono DUE giorni che si leggono commenti su sta cosa. Si sono scomodati il Presidente della Camera Bertinotti, il Presidente del Motorshow Cazzola, il Sindaco di Bologna Cofferati, e poi politici vari ed eventuali, Berlusconi, Casini, Schifani e compagnia bella.

Ma qui non importa chi ha parlato, qui importa QUANTO se ne è parlato. E allora, quanto? Quanto peso, quanto tempo a questa notizia? Due giorni di prime pagine. Due giorni. Tutti a dare un significato a sti fischi, ma nessuno che si è chiesto chi è stato a fischiare. Le uniche foto disponibili del gruppetto di contestatori, ravanando in lungo e in largo per il webbe, le ha date solo Repubblica.it, e sarebbero queste foto qui.

Allora, a questo punto.

La fisiognomica, cito paro paro, “è una disciplina che pretende di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto”. Attualmente la fisiognomica non è elevata al rango di scienza, ma solo di “disciplina parascientifica”. Questo significa che se uno c’ha la faccia da idiota, io non posso affermare con certezza scientifica che quello sia veramente un idiota, posso solo sospettarlo. Io non ritengo affatto giusto elevare la fisiognomica al rango di scienza – sia chiaro – però è anche vero che il 90 % delle facce stupide che ho incontrato in vita mia, poi erano davvero stupide come sembravano, se non pure di più.

Guardando le foto dei fischiatori, ci sono due possibili interpretazioni. Ovvero:

– questi sono solo una massa di studenti che ha fatto sega a scuola e con la cumpa degli amici ha preso il treno per andare al Motorsciò e riempirsi lo zaino di gadget e sbavare davanti ai culi delle standiste, giocare a chi sputa più lontano alla fermata dell’autobus, sferrarsi a pugni a tradimento, fischiare il primo che passa così poi le telecamere ti inquadrano e sai che fico rivedersi poi le facce sui giornali, scambiarsi le suonerie del cellulare col bluetooth, decidere qual è il Suv più ganzo fra quelli esposti, prendere l’ultimo treno per tornare – che ne so – a Vattelappesca provincia di Bergamo, arrivare al paesino ad orario di cena, guidare lo scooterino con la marmitta modificata fino a casa per poi addormentarsi col joypad della Playstation in mano e il muco che scende lento dal naso.

oppure:

– è un’associazione di studiosi appena uscita da un convegno intitolato “Prospettive future in tema di crescita del gettito tributario”. Si tratta di menti illuminate provenienti dalle migliori scuole del Paese, riconosciuti esperti di politica nazionale che hanno a cuore le sorti dell’Italia, e dopo aver accuratamente analizzato e discusso i punti salienti delle ultime leggi emanate dall’attuale governo, hanno deciso di esprimere civilmente il loro dissenso verso il Presidente del Consiglio.

Siccome sono fiducioso, scelgo la seconda opzione.
Questa foto, in effetti, spiega dettagliatamente i motivi della protesta.

come diventare tom hanks in cast away

Il film lo hanno visto tutti, quindi è inutile spiegare la trama.

Oppure la spiego lo stesso, nel modo più veloce possibile: c’è Tom Hanks che sta sull’aereo, l’aereo cade, lui non muore, ma si ritrova su di un isola deserta (gli aerei cadono, e le navi affondano SOLO in prossimità di un’isola deserta) lui trova il modo di sopravvivere cacciando e pescando pesci tropicali, diventa muscoloso e abbronzato e con la barba lunga, trascorre quattro anni su questa isola bellissima e ogni tanto apre un orologio da tasca dove dentro c’è la foto di Helen Hunt – stupenda – che sarebbe sua moglie. Un bel giorno si scassa le palle dell’isola, si costruisce una zattera e si lancia in mezzo all’oceano. Siccome Tom Hanks è già morto una volta nel film Philadelphia, non può morire di nuovo, e allora miracolosamente non affoga, lo pescano dal mare, lo ripuliscono e lo riportano alla vita moderna. Sua moglie nel frattempo si è risposata, si incontrano, piangono e si baciano ma la moglie resta dove sta. A questo punto, siccome a Tom Hanks sono già capitate troppe sfighe nel giro di un’ora e mezza di film, e siccome stranamente l’Ammore non ha vinto contro tutti come di solito succede nei films americani ed Helen Hunt – bellissima – è rimasta con il nuovo marito, allora gli autori del film nel finale salvano la storia facendo incontrare a Tom Hanks una figona bionda che chissà perché si innamora di lui a prima vista.

Ora, non c’è bisogno di prendere un aereo e sperare che caschi in mare vicino ad un isola, si può fare in un altro modo più semplice, io lo so bene e mo’ ve lo spiego.

L’isola.
Questa città, lo giuro, è bellissima. Bellissime le strade, bellissime le persone, bellissimo tutto. Tutto bellissimo. Questa città ovviamente non è deserta, anzi, è zeppa di gente. Gente di tutte le età, altro che deserta, e tra questi –  come si è detto – pure una buona percentuale di Cristiani Malgiogli. Tutti gli altri invece hanno l’aria di Cristiani Per Bene (ah,ah,ah!). Per quanto mi riguarda la città è comunque deserta, dato che non conosco nessuno. Come ho conosciuto persone durante la mia vita? Facciamo una breve rassegna:

– A Scuola : non vado a scuola.
– All’Università: non vado all’università.
– Al lavoro: tutti dai quaranta in su. Simpatici, ma dai quaranta in su.
– Coinquilini vari ed eventuali: Brava Persona non conta, lui fa da arredamento.
– Amici degli Amici: essendo gli amici uguale a zero, se ne deduce che è zero.
– Scambiando quattro chiacchiere per caso: il mio tedesco non permette performance brillanti, anzi permette solo figure di merda del tipo Io Molto Poco Tedesco Capire Ah Cosa Detto Tu Prima Che Non Avere Capisciuto?Ah?
– Lingua in bocca dopo tre minuti di conversazione fortemente condizionata dall’alcool: non ne ho voglia, ma se lo ripeto troppe volte poi non mi crede nessuno.

Il problema è che tutta sta cosa non mi pesa. Se mi pesasse potrei dire: ok, vedi? sei una persona normale che non vuole essere messo da parte. E invece no, questo fare l’eremita mi piace, ci sto bene, praticamente sguazzo nel mio eremitaggio. Sto iniziando ad entrare nella mentalità del barbone che dorme sulla panchina anche quando ha il letto garantito dalla Croce Rossa. L’eremita e il vagabondo hanno un loro perché. Io sono qui che ancora me lo chiedo: perché?

Il cibo.
Tom Hanks si nutriva soprattutto di pesci, io soprattutto di pizze congelate. Le vado a pescare nel congelatore del market qui all’angolo, hanno di prezzi ridicoli rispetto all’Italia, e comunque la mia attuale abulia non mi permette di cucinare.

L’orologio con la foto di Helen Hunt che lo crede morto.
Passiamo al punto successivo, e in fretta. Comunque, ecco… non sono morto. 

La trasformazione fisica.
Io non lo so come funziona il mio corpo. Se corro e scappo e mi agito tutto il giorno, o se siedo perennemente davanti al Pc come in queste settimane, lui non cambia mai. E’ sempre lui. Anzi, pure meglio. Questo contribuisce alla mia voglia di non fare un cazzo. Mi guardo allo specchio e sembra come se fossi andato a far palestra ieri pomeriggio. Forse fra una trentina d’anni non sarà più così, e allora impazzirò come Kevin Spacey in American Beauty. Per adesso, continuo beatamente a grattarmi le palle.

Il Pallone Wilson.
Siete voi, tutti voi. E fatemi il piacere di non affogare in mezzo all’oceano, che sennò mi incazzo.

Sapete nuotare?

ieri sera mi sono trascinato controvoglia

Ieri sera mi sono trascinato contro voglia in un posto qui dietro casa che era così sfigato, e così deserto, e così sfigato, e così deserto, e si sapeva già che sarebbe stato così sfigato e così deserto, e così sfigato, ma soprattutto così deserto, che sul totale di trenta persone presenti, circa sei o sette erano sulla sedia a rotelle. Lo so che non è corretto specificarlo (che lo stupido col dito alzato che ti urla razzista insensibile lo trovi sempre) ma questo è solo per dire che soltanto in un posto dove non c’è nessuno, e dove tutti sanno che non ci sarà nessuno, potrai vedere arrivare il club dei sediarrotellanti con l’apposito pulmino.

Il locale, oltre alla decina di sediarrotellanti ospitava poche altre persone, e tra queste poche c’erano un paio di coppie che davanti alla pista completamente vuota non hanno resistito, non sono riuscite a trattenersi e si sono lanciate in piroette sguaiate e urla e salti e cadute a terra di culo.

Il locale, oltre alla decina di sediarrotellati e alle coppie piroettanti ospitava pure me, che seduto sullo sgabello sono riuscito a resistere forse un diciotto minuti lordi – a voler stare proprio larghi – giusto il tempo di porre un paio di interrogativi ad una Gauloises blu, e ricevere in cambio zero risposte.

Fuori sulla porta del locale, la locandina della serata prometteva Frizzi e Lazzi con colori sgargianti e frasi che finivano tutte con un punto esclamativo se non addirittura due. Ho constatato l’incongruità realtà-locandina e come conseguenza ho prodotto una sbuffata, ma giusto in quell’istante è arrivata la mia coscienza. Sempre lei, che mi sta fra le palle.

– Cazzo sbuffi.
– Ma niente, era per dire.
– Cazzo sbuffi Cosa?!?
– Ma niente leggevo la locandina…  
– E allora? Non ti sta bene?
– Mmm..
– Se ci fossero stati davvero i Frizzi e i Lazzi e gli Spiripizzi, ti sarebbe andata bene?
– Avrei trovato certamente qualcos’altro da criticare, lo so.
– E se ci fossero stati i Spurumuzzi e gli Starnapazzi?
– Mmmm…
– E gli Sghiribizzi? E i Funfunicci?
– Mmm..
– E Sprazzi e Mazzi e Cazzi e Coriandoli nelle orecchie?
– …mmm..
– Sai dove devi andare tu?
– Affanculo?
– Ecco bravo, vai.
– Vado.

CristianoMalgioglioLand

A 20 anni la donna tedesca ha i boccoli biondi sulle spalle, una pelle levigata che una qualsiasi forma di trucco sarebbe un sacrilegio, e indossa certi cappottini stretti ai fianchi che ti fanno venir voglia di prenderla in braccio e portarla via con te.

A 30 anni la donna tedesca ha i boccoli biondi che cadono dalla coda, una femminilità consapevole e occhi pieni di amore per il figlioletto col moccolo al naso, che viene infagottato e legato al seggiolino della bicicletta. Si avvolgono al collo certe sciarpette colorate da colori delicati che ti verrebbe voglia di chiedere: dimmi cosa vuoi che farò il possibile per dartela, dimmi solo cosa.

A 50 anni la donna tedesca diventa Cristiano Malgioglio. 

Come cazzo è possibile.

Dopo una certa età la donna tedesca perde qualsiasi residuo di femminilità e inspiegabilmente esibisce acconciatura e vestiario che non hanno niente a che fare con lo stile che è possibile notare nelle donne tedesche di altre età. Voglio dire, la ragazza tedesca è – in media – molto sobria. Niente trucco, niente vestiti firmati, niente tacchi. Quasi nessuna si tinge i capelli. Il novanta per cento delle ragazze che conosco in Italia si tinge i capelli (non ho nulla contro le tinture, sia chiaro) e usa permanentemente come minimo il fondotinta. Poi, nei casi disperati, si arrischia ad entrare in un negozio di Roberto Cavalli e ne esce fuori che ha preso le sembianze di un albero di Natale con tanto di stella cometa infilata nella bocca. Oppure entra da D&G e ne esce Uovo di Pasqua. La donna tedesca No, è delicata, è semplice.

Poi, diventa Cristiano Malgioglio.

Le donne tedesche le vedi con queste acconciature che è difficile descrivere a parole. Potrei dire Cristiano Malgioglio, ma non credo che basti. Il ciuffo davanti se lo tingono di un colore più chiaro, e quindi in questo senso possono assomigliare a Cristiano Malgioglio, oppure si potrebbe dire che sono il negativo di Mirko dei Bee Hive. Il resto del cranio se lo fanno sistemare in stile Mc Gyver prime edizioni (la foto non rende) e poi dopo un certo grado di buzzurraggine arrivano a pettinarsi la chioma anteriore secondo l’onda laterale che ricorda i bei tempi andati di Nicola Berti.

Ieri uno dei capi della megamultinazionale ci ha invitati tutti ad una visita guidata nelle catacombe dei sotterranei della Cattedrale di Colonia. Tra il freddo e il non capire un cazzo di quello che raccontava la guida a proposito delle cripte, sono stato preda di attacchi di sonno difficili da controllare, e nei momenti in cui nessuno mi vedeva mi sono sferrato degli schiaffi memorabili per restare sveglio. Ad un certo punto giuro che è arrivata una donna sulla sessantina con i capelli celeste scuro, e non dico per dire, dico celeste scuro e so cosa sto affermando. Non dovete pensare a quelle vecchine che, poverette, sbagliano la tinta e poi le vedi in chiesa con le capocce violacee. Qua si trattava di celeste intenzionale. Praticamente celeste Puffo.

La donna italiana, male che va, verso quell’età si è trasformata in Orietta Berti. Con tutto quello che si può dire di Orietta Berti, l’ Orietta vince a mani basse su Cristiano Malgioglio, vince dieci a zero e non si discute.

Quello che non riesco ad individuare è l’anello di congiunzione fra la donna tedesca col boccolo biondo e il visino angelico e Cristiano Malgioglio. Voglio dire, cosa scatta nella testa donna tedesca quando ad un certo punto corre dal parrucchiere con la foto di Mac Gyver in tasca? Poi dicono che gli uomini tedeschi bevono troppo. Voglio vedervi a voi che una mattina, vi svegliate (e Bella Ciao) che vi hanno sostituito la Bella e al suo posto vi hanno infilato sotto le coperte un Puffo dotato di mammelle.

Mah.
Mboh.
Sigh.


Comunicazione di Servizio:
quando sei il destinatario di un bel gesto se ti va bene riesci a trovare le parole per ringraziare, se ti va male resti senza parole. Se invece ti va malissimo, le parole ti escono di bocca ma sono parole ridicole, e questo perché il gesto è andato a segno. E quindi volevo di nuovo dire grazie a Mario e scriverlo qui, così lo legge distrattamente quando non se lo aspetta, e forse riesco a ricambiare (malissimo e in piccolissima parte) la sorpresa ricevuta.

pur sapendo bene che non esistono le ossa del culo

mi fanno male le ossa del culo.

Oggi è stata una giornata da Coso in Scatola, dove per Coso metteteci quello che vi pare, tipo Tonno in Scatola o Frutta in Scatola, e dove il Tonno o la Frutta in pratica sarei io mentre la Scatola sarebbe sta stanza bellissima e col tetto obliquo in cui vivo adesso, con sto pavimento di parquet peloso che appena esco dalla stanza diventa invece parquet legnoso, con il risultato che posso restare a piedi scalzi per molte e molte ore.

Mi sa che la Frutta in Scatola non esiste.

Questo post nasce dalla non-voglia di scriverne un altro, nel quale avrei dovuto parlare in dettaglio della mia vita qui in esilio nella regione del Nord Reno WestFalia – che poi sarebbe il nome di questa parte di Germania – e nel quale avrei dovuto tracciare un bilancio significativo dopo tre settimane di permanenza. Non mi va.

Dico solo che se alla fine non scriverò sta cazzo di tesi sarà per colpa di sto giochino maledetto che ho trovato facendo il ciondolone nel webbe, e che il ghigno giornaliero sulla faccia oggi me l’ha suscitato invece sto filmato qua. 

Una degna Giornata in Scatola si conclude giustamente con una Doccia in Scatola, che detto così non ha senso, e quindi per spiegare meglio devo riportare un dialogo che si è verificato fra me e Brava Persona la sera in cui arrivai per la prima volta qui.

Rafaeli: “Sai, mi piace sta casa”
Brava P. “ Assì, e perché?”
Rafaeli: “Così piccola, così accogliente!”
Brava P.:“ Ti piacciono le case piccole?”
Rafaeli :“Non lo so, ho sempre vissuto in case enormi. La mia casa al paesello è enorme, e pure la mia stanza a Bologna. Le case enormi sono sempre fredde, e quando ci perdi qualcosa poi non la ritrovi più”
Brava P.: “ Si questa è una mansarda accogliente. Un po’ piccola, ma si sta bene. Mi fa piacere che ti piaccia”

Gli faceva piacere, gli faceva.
Non avevo ancora visto il bagno.

va bene lo ammetto è inutile nascondersi

questo qua è un periodo di merda.

Ma volendo essere più precisi, questo non è esattamente un periodo di merda merda, uno di quei periodi che dovunque metti il piede ti ritrovi con la caviglia inzuppata di cacca. No, non è così, non è merda merda, non è caviglia inzuppata di cacca.

Non è.

E’ qualcosa di più lieve, di sotterraneo, di strisciante, ma comunque qualcosa di sgradevole. Non è cacca. Questi giorni sono piuttosto un pavimento abbondantemente sporco di piscio. Come un cesso maschile abusato di un locale affollato verso le cinque di mattina, ecco come. Uno di quei pavimenti che capisci subito che non devi assolutamente scivolare, che non devi, altrimenti sei fottuto, e diventi piscio pure tu. 

Ieri pomeriggio sono andato in centro con l’obiettivo di ramazzare fra i negozi di abbigliamento, poi però dopo un’ora avevo comprato solo una spugna da bagno, grossa e di colore rosa, di quelle spugne che hanno un lato più ruvido per scartavetrarti l’epidermide. Ho comprato sta spugna e non sapevo dove metterla, nella tasca davanti non entrava, nella tasca del giubbotto mi creava un gonfiore sospetto, allora l’ho compressa e l’ho costretta nella tasca posteriore dei jeans. Mentre camminavo da bravo turista per le strade di sta città, la spugna ha deciso di riassumere le sue dimensioni originarie e si gonfiata di colpo, e così facendo è sgusciata fuori dalla tasca ed è volata per terra. Quindi ad un ora imprecisata del pomeriggio di ieri, in una strada affollata del centro, c’ero io che mi voltavo di scatto e mi chinavo fra i piedi germanici dei passanti frettolosi per raccogliere da terra sta spugna rosa con il lato scartavetrante.

Tutta sta storia della spugna non c’entra nulla, era solo per cambiare discorso.