chi sono


di tutto quello che ci portiamo in tasca, alcune cose le facciamo vedere a tutti, altre le nascondiamo per meglio incastrarci con questo mondo

a cosa serve scrivere: serve ad amplificare quello che altrimenti nasconderemmo in fondo alle tasche

(per meglio incastrarci con questo mondo)

e quindi poi – a furia di nascondere nelle tasche  - si correrebbe il rischio di dimenticare

non mi andava di dimenticare

da ciò, il blogghe

quindi quello che scrivo non sono esattamente io – è un’amplificazione dei miei lati ridotti – di quello che c’è in tasca nascosto

rendiamoci conto: lascio parole su queste pagine da 5 6 anni

e poi ecco: la cosa più importante di tutte è avere un punto di vista che sia davvero tuo, che porti davvero il tuo odore – averci un mondo da offrire, lenti di osservazione davvero tue e cose che odi davvero tue

e non prese in prestito

ad avercelo questo mondo da offrire è una botta di culo – voglio dire ci puoi vivere anche senza, puoi fare come tutti gli esseri viventi nei libri di biologia: nasci cresci ti riproduci e muori – però ecco, che palle

ho avuto questa botta di culo e la testimonio su queste pagine

attualmente sono un maschio bianco, alto 1 metro e 85, in buono stato di salute occhi spesso verdi ma a volte azzurrognoli, altre volte grigi e verdi – il mio corredo genetico mi permette di arrotolare la lingua – sulla carta ho due lauree subite in due nazioni diverse – le molecole che mi compongono sono state messe assieme per la prima volta in Salento negli anni 80, poi ho amato Bologna, ci sono state pause in Germania, poi ho visto cos’è l’Olanda, oggi calpesto le strade di Brussélle – sono manager di una multinazionale grazie al mio sfavillante curriculum ma No, non sono un cervello in fuga – anzi affanculo la retorica sui cervelli in fuga

mi piacciono i particolari

mi piace la gente che si accorge dei particolari – se ne incontro qualcuno lo costringo alla mia amicizia

non mi piacciono gli intenditori di vino che bevono in bicchieri larghi di cristallo ma in generale non mi piacciono gli intenditori, a meno che non ne parlino in giro – credo che Berlusconi sia servito soprattutto a darci un motivo – un parafulmine morale, voglio dire.

non credo che esista una speranza concreta di cambiare l’italia.

non credo a quelli che facciamo la rivoluzione per cambiare la società – soprattutto se hanno fallito in questa società. credo nel cambiamento dei rispettivi tre metri quadri.

mi piacciono i bambini che leccano il gelato in sincrono – mi spaventano i bambini che corrono, vorrei stargli dietro per la paura che cadano – sarò certamente un padre apprensivo

posso essere molto cinico

ci sono bellezze che mi stringono e riscaldano e inumidiscono gli occhi: fino a quando questo succederà ancora, tutto avrà un senso

mi piace tornare a casa camminando dopo aver parlato davvero con persone a cui voglio bene davvero, e ripensarci mentre cammino

quanto mi piacciono le persone a cui voglio bene, loro non lo immaginano neanche

mi sento a disagio a dire ai camerieri quello che devono fare – fosse per me farei il lavoro al posto loro – mi sento a disagio anche con le donne delle pulizie negli uffici, quando lavano il pavimento non ci cammino sopra, o ci cammino con i talloni soltanto, e comunque mi sento in colpa – a volte sono volgare

a volte ho chiesto a delle ragazze Vuoi Dormire Con Me? E davvero intendevo soltanto quello: Dormire Con Me – pochissime avrei voluto averle con me per tantissimo tempo, fino a diventare vecchi e prenderci per culo osservando foto di decenni prima quando c’erano tutti i capelli  - sono andate via, loro.

non mi piacciono quelli che vanno sulle moto d’acqua – non mi piacciono gli orologi grossi e i jeans delle donne coi brillanti cuciti sopra i colletti delle camicie molto alti, le cravatte grosse.

non mi piacciono chi non sa stare da solo. mi piace chi sa stare da solo.

ho cominciato presto ad essere un rivoluzionario: i miei compagni di classe occupavano la scuola ed io provavo vergogna, oggi pago le tasse.

credo che sia necessario essere un vincente – o almeno non un perdente – per criticare le degenerazioni dei vincenti, il capitalismo, i soldi usati a cazzo – solo se hai qualcosa puoi criticare chi ha troppo – altrimenti è invidia, o c’è il rischio che lo sembri

sono gelosissimo delle persone interessanti, mi rode non aver condiviso la vita con loro, non sapere dove tengono lo zucchero nelle loro case

la letteratura è l’amore della mia vita, responsabile di indicibili pelli d’oca

senza lunghissimi anni di noia non sarei quello che sono oggi

non mi viene in mente un finale ad effetto per questa parzialissima descrizione di me

6 risposte a “chi sono

  1. Ciao Rafeli, che bellissima descrizione, e che bello “vederti” almeno un po’, visto che fino ad ora ti ho sempre e solo immaginato.

    Un bacio

  2. “sono gelosissimo delle persone interessanti, mi rode non aver condiviso la vita con loro, non sapere dove tengono lo zucchero nelle loro case”

    anch’io sono gelosissima delle persone che piacciono alla mia pancia. e il pensiero di non poter vedere le loro foto da piccoli mentre sorridono birbanti, e magari li son caduti i denti da latte e ancora non son spuntati quelli definitivi, bè, è un pensiero, o meglio una consapevolezza che punge peggio delle domeniche pomeriggio. i dettagli possono nutrire o uccidere. ahia.

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