oltre un certo livello di sud

Quando sei a Sud, oltre un certo livello di Sud, ti accorgi che in realtà non sei più a Sud ma sei nel no-luogo dove il concetto di spazio tempo si squaglia al sole e non ha più significato. Diventa una poltiglia gelatinosa che si squaglia per terra che se ci metti il piede di sopra crederai di aver calpestato una merda e invece No, hai calpestato il concetto di spazio tempo che si è squagliato al sole.

Oltre un certo livello di Sud, per esempio il mio Sud dove mi trovo in questo momento, se ti viene voglia di uscire dalla Puglia ti servono quattro ore di corsa veloce in auto, facendo poche soste e sperando che non ci sia traffico o maltempo. E dopo quattro ore di corsa veloce in auto, se pure non hai trovato traffico e non c’era maltempo, ecco che ti ritrovi in Molise, che appena ci arrivi ti dici “Ah, è vero, esiste pure il Molise” quella regione piccola piccola che confondi sempre con la Basilicata, pure lei piccola piccola ma che alla fine poco importa se Molise o Basilicata, perché sei sempre al Sud e sei ancora a mille chilometri da tutto.

Poi invece dal tuo Sud Sudderrimo in cui ti trovi, puoi prendere l’aereo e ritrovarti a Londra in meno di due ore spendendo molto meno. E siccome non esiste un aereo che ti porti dal tuo Sud al Molise o fino in Basilicata, allora ti appare evidente come oltre un certo livello di Sud il concetto di spazio tempo si squaglia lo calpesti con le scarpe come fosse una cacca di cane.

Non so se mi spiego.

E siccome non mi spiego – perché la maggior parte delle volte non mi spiego – bisogna dire che i capovolgimenti di concetti sono tanti, mica si fermano a quello di spazio-tempo. Bisogna dire, per esempio, che in certe zone di semi periferia o quasi campagna, quando ai bordi delle strade non ci sono edifici ma solo terra incolta neanche recintata, in questi campi di terra incolta si troveranno simpaticissimi cartelli che ti avvertono “Attenzione! Divieto di Discarica!”, come se ci fosse bisogno di specificarlo, come se non fosse ovvio che non si possono scaricare lavatrici rotte e cessi frantumati nel primo campo incolto che incontri per strada. Evidentemente non è affatto ovvio, e infatti si trovano lavatrici rotte e cessi frantumati nei campi incolti ai bordi delle strade. Questi divieti ovvi, come li spieghi, bisogna vederli. E’ come se nei giardinetti pubblici di Como ci fossero cartelli che segnalano “Attenzione! Divieto di scuoiare i maiali!” oppure “Attenzione! Divieto di bruciare gli alberi!” oppure "Divieto di pettinare le babmbole!" oppure oppure oppure.

Ma che ne so.

Ricomincerò a vantarmi del mio essere salentino solo verso luglio-agosto.
Per adesso sono un lamento continuo che non vi dico.

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17 thoughts on “oltre un certo livello di sud

  1. BRAVO BACCASSINO!!!RAFE’?!QUANDO FAI COSI’…”SPARATI”!!!CIAO E GODITI IL SALENTO.CI SARA’QUALCOSA DI BELLO SE CI PENSI UN PO’!?NON CREDI?!

  2. beh, se prendi un aereo a brindisi e ti fai paracadutare all’altezza del molise, calcolando tutto ci metti meno di un’oretta.

    c’è un famoso libercolo di bukowski che si intitola “a sud di nessun nord” se interessa. ma coll’argomento non c’entra.

  3. invece io credo sia quella la bellezza di tornare al sud, ti trovi seduto al sole e tutto sembra così lento, così tremendamente lento che ti chiedi se davvero sei ancora vivo. Poi abbandoni te stesso a questa meravigliosa assenza di ritmo e per un po’ dimentichi di stare nel mondo di google, youtube, berlusconi e compagnia bella. Ci sei tu, i tuoi amici e il solito tempo che ci ruba il tempo, ma adesso ti sembra lo faccia con molta meno voglia e perfidia anche lui.

  4. Dalla Deutschland fino al Salento, tanti auguri di buona Pasqua a tutti! Auguri Rafaè! Ricordati che il liquefarsi del tempo a volte può essere cosa buona, pensa a Dalì.
    P. J.

  5. maccome ricominci a luglio agosto? tu sei sempre fiero di essere un feroce salentino!

    anch’io ho fatto un post sulle caratteristiche geografiche, ma del friuli però

    fosca

  6. MA PERCHE’QUANDO CI TIENI TANTO AD 1 PERSONA CHE NEMMENO TU SAI IL PERCHE’,QUELL’INDIVIDUO TI DICE SOLO CIAO E NON TI CA…ALLA FINE E’COSI’SEMPLICE E POI A COSA SERVONO LE FESTE ORGANIZZATE SE NON TI PUOI DIVERTIRE A PRENDERE QUELLO CHE VUOI E ALMENO PER UNA SERA FARLO TUO?MA SONO COSI’ BRUTTA?VA BO TANTO IL MIO E’SOLO UNO SFOGO CHE SVANIRA COME IL T_O VOLTO TRA TANTE PERSONE.PER L’UNICO…DA RENZI.

  7. Difficile allinearsi a questo coretto. La lentezza e il liquefarsi del tempo e dello spazio di cui parlate, forse lo avvertite soltanto voi che qui ci venite in vacanza. Qui si studia anche, si lavora, si esce, si va al cinema, ci si distrugge di tedio, molte cose sono meravigliose, altre terribilmente soffocanti e noiose e…insomma, il salento è una terra come tante e in quanto tale puoi starci bene o male, a seconda di come vuoi custodire la tua vita e di dove vorresti collocare la tua anima. Lo so bene, è l’effetto che fa stare in un luogo e poi tornare in un altro, poi allontanarsi e poi desiderare il ritorno oppure no. Personalmente a me pareva un non-luogo Milano, quando di domenica vagavo per Parco Sempione…poi tornata qui mi è mancato da morire quel prato spelacchiato dove mi sdraiavo a leggere per tutto il pomeriggio, oppure la passeggiata in via torino, tristissima quando la praticavo…E’ tutta una questione di percezioni estemporanee e fisicamente legate alla nostra momentanea condizione. E poi…i non luoghi per eccellenza dovrebbero essere (almeno in letteratura) gli ipermermercati e i mega-outlet…il salento a me non pare affatto così…forse…ancora per poco.
    Ale

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