C'ho le occhiaie che mi colano giù dalla faccia.

Ma fa niente.

Ho scoperto che il trucco in questi casi non è riposare – nella speranza di farle sparire, ste benedette occhiaie – quanto piuttosto continuare a stancarsi e a dormire poco, in modo che ste benedette occhiaie possano continuare a colare giù, ad espandersi, così che alla fine tutta la guancia diventa in realtà una immensa occhiaia, e nessuno potrà più dirti Madonna Che Occhiaie, perché non capirà più dove finiscono in realtà, queste escavazioni della faccia.

Devo averci anche – da qualche parte – una sorta di buchetto, da cui lenta mi gocciola via la Voglia di Fare le Cose.

C’ho le perdite, in pratica.

Vorrei essere come una camera d’aria di una ruota di bicicletta, che se la metti nella bacinella con l’acqua , il buchetto lo si trova subito, perché dal buchetto si vedranno uscire subito tante bollicine.

Ma non si può.

E quindi Guarda Come Gocciolo, Guarda Come Gocciolo.

C’avrei bisogno di un pannolone per la Voglia di Fare le Cose, per tenere con me tutte queste gocce che mi escono fuori dal buchetto.

Mannaggia.

Mi  ritrovo in questi giorni a rileggere libri già letti anni fa, e nel rileggerli ora ci  trovo cose che in quegli anni non avevo intuito, o forse si ma non lo ricordo.

Piccolo regalo per chi passa da qui.

“…e mi parlò di un giovane che era innamorato di una stella.

In riva al mare tendeva le braccia e adorava la stella, la sognava e le rivolgeva i suoi pensieri. Ma sapeva o credeva di sapere che le stelle non possono essere abbracciate dall’uomo. Considerava suo destino amare senza speranze un astro, e su questo pensiero costruì tutto un poema di rinunce e mute sofferenze che dovevano purificarlo e renderlo migliore. Tutti i suoi sogni però erano rivolti alla stella. Una volta, trovandosi su una alto scoglio in riva al mare notturno, stava a guardare la stella ardendo d’amore. E nel momento di maggior desiderio fece un balzo e si buttò nel vuoto per andare incontro alla stella. Ma nel momento stesso del balzo un pensiero gli attraversò la mente: no, è impossibile! Così cadde sull’arena e rimase sfracellato.

Non sapeva amare.

Se nel momento del balzo avesse avuto l’energia di credere fermamente nel buon esito, sarebbe volato in alto a congiungersi con la stella.- L’amore non deve implorare – concluse – e nemmeno pretendere. L’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina. Il suo amore, Sinclair, è trascinato da me. Quando mi dovesse trascinare, verrò. Io non voglio fare regali, voglio essere conquistata –  “  
                     

H.Hesse  Demian

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20 thoughts on “C'ho le occhiaie che mi colano giù dalla faccia.

  1. Lo faccio sempre…rileggo anche dieci volte libri che sanno dell’odore delle mie mani, le pagine con orecchie gia’ quasi consumate, un libro puoi leggerlo quante volte vuoi e ci troverai dentro sempre parole differenti, disegni che non avevi immaginato, e sai una cosa? puoi usare questo sistema anche con le persone, anche se leggere la testa della gente è la cosa piu’ difficle da fare. Gio’

  2. le occhiaie si formano perchè la posizione supina favorisce l’accumulo di sangue nei capillari vicini al bulbo oculare.
    Quindi in teoria più si dorme più si formano le occhiaie.

  3. il pannolone dopo un pò irrita, è scomodo e quel che deve gocciolare gocciola lo stesso….allora sarebbe meglio un tampax…… leggendo il brano di hesse, non so perchè, mi è venuto in mente Il piccolo principe, anche lì la volpe chiede di essere addomesticata per poter amare il principe…..forse l’amore ha bisogno di cure infinite durante il suo cammino….

  4. però devi avere anche la voglia di entrare nell’acqua e fare il bagno…a volte penso di cambiare tutta la ruota ma poi cambio idea e continuo a camminare con la ruota sgonfia..

  5. c’è chi si mette gli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero…io preferisco le occhiaie..non tanto per carisma ma per il sintomatico mistero..di cosa cazzo abbia combinato la sera prima.
    Sono un novello blogger e sto’ blog m’attizza proprio.
    cià

  6. chi vola giù da un alto scoglio e si sfracella sull’arena, chi dopo due passi sulle acque rischia di affogare…
    insomma, chi non crede di amare finisce male.

  7. demian, io adoro quel libro.

    io ormai ci convivo serenamente con le mie occhiaie. se un giorno riuscirò a farle riassorbire con un po’ di sonno, magari non mi riconoscerò allo specchio!

  8. è la prima volta che visito il tuo blog. pochi minuti fa avevo tirato giù dalla libreria proprio Demian e avevo riletto proprio quella pagina.e stavo per scrivere da qualche parte queste parole che, quando a sedici anni avevo letto Demian per la prima volta, non avevo capito profondamente:"lei non deve abbandonarsi a desideri in cui non crede. io so cosa lei desidera, ma deve poter rinunciare a questi desideri, oppure li deve desiderare fino in fondo. se lei sarà in grado di chiedere con la sicurezza di avere soddisfazione, allora la soddisfazione ci sarà"

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