congedi di un certo tipo

- Che bel culo che c’hai-

- Be’, grazie. – mi dice, mentre si stropiccia gli occhi assonnati.

- Quanti anni c’hai, che adesso l’ho dimenticato? –

- Ventitre ne ho, quante volte te lo devo dire?-

- Ah, già –

- E con questo? –

- Niente, pensavo che il tuo culetto sembra avere circa diciassette anni, non di più –

Poi se ricordo bene, mi sono addormentato così, completamente nudo sul pavimento, con le mie membra offerte all’aria della mia stanza. E’ durato solo cinque minuti ma sono bastati per farmi svegliare la mattina dopo con la febbre, che mi accompagna ancora adesso. Lei non ha dormito qui, per fortuna. Ho anche bluffato, chiedendole:

- Vuoi rimanere a dormire qui? –

[Dio per favore, fa che dica di no, fa che dica di no]

- No non posso, mi dispiace. Domani devo lavorare tutto il giorno. Devo svegliarmi presto. –

Non ho insistito, forse c’è rimasta male.

Poi se ricordo bene, ho cercato di riaddormentarmi, ma non ci sono riuscito. Lei era lì che voleva parlare con me, perché sapeva che quella era l’ultima volta che mi vedeva, dato che tra qualche giorno torno in Italia.

Io, che se voglio so essere davvero romantico, non mi andava l’altro giorno di essere romantico per niente. E allora, in mancanza di argomenti immediati, ho ricominciato a parlarle del suo culo.

- Bello il culo che c’hai. Diciassette anni, non di più.-

- Mmppfff… – ovvero un sospiro di finta irritazione.

- E queste mutandine? Non le avevo notate, queste mutandine. Sono belle, me le regali?-

- Non posso. –

- Perché? –

- Me le hanno regalate.-

- E allora? Sarebbe un regalo speciale per una persona speciale, no? –

A questo punto credo di aver prodotto un sorriso, che se lo dovessi classificare in una categoria di sorrisi, lo infilerei senza dubbio nel settore “ Sorrisi del Cazzo”. Posso giustificarmi dicendo che avevo bevuto un po’. Circa tre Rum e Cola. Il Rum lo aveva portato Lei per ringraziarmi dell’ospitalità. Io continuavo a ripetere: Un Cuba Libre? E lei: no no, grazie. Io poi il Cuba Libre lo facevo lo stesso, per me e per lei,e finivo per berli tutti e due.

- Allora me le regali? –

- Ti ho detto che non posso.-

- Dai, sono così belle, sono così…come dire, sono così rosse.-

- Be’ se è per questo, poi ne ho un altro paio rosse, quelle te le posso dare.-

- E quando, scusa?-

- Te le spedisco per posta.-

Ecco, ho pensato, questa si chiama mancanza di poesia.

Cazzo significa che me le spedisci? Cazzo significa? Non siete capaci di carpire la magia del momento, voi germaniche pulzelle. Ma cosa ve lo spiego a fare. Perle ai porci, sarebbero. Le Perle ai crucchi porci, io non le butto.

Sta di fatto che parto e torno a Bologna, e questo succede domenica.

La Mamma Italia mi rivuole con sé. Io vorrei rimanere qui, dove la birra nei locali mi costa  al massimo due euri e novanta.

Ci sarebbero tante cose da dire, su questi sei mesi a Monaco. Quando pensavo: ma sei mesi non passano mica subito, ce n’è di tempo. E ora il tempo è finito e c’ho il groppo in gola, e di tutte le cose che potrei dire non dico niente. Non adesso.

Dico solo che c’ho il groppo in gola grosso come un pompelmo e credo con questo di dire abbastanza.

 

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16 thoughts on “congedi di un certo tipo

  1. La consapevolezza di stare per chiudere qualcosa è aspra come il tuo pompelmo spremuto in gola…
    Ti auguro che il tuo ultimo weekend sia degno di tutte le emozioni che hai vissuto negli ultimi 6 mesi!

    Chatoù veterana

  2. L’immagine del pompelmo in gola mi ha richiamato lo struzzo di fantasia che cerca di ingoiare una banana in orizzontale…
    Vedi? C’è sempre un peggio! ;)
    A parte gli scherzi… coraggio.

  3. un bel culo è un punto di vista importante per dire arrivederci ad una nazione.

    come dice un mio amico gay: il culo è la figa del 3000.
    :-) Bologna in primavera è uno spettacolo

    Fosca

  4. CHATOU’ : in che senso “veterana”?

    LIZZIES: bella, l’immagine. Il pompelmio devo mandarlo giù.

    ERBASALVIA: era la tipa del Sud. E’ passata anche quella del Nord, ma non ne scrivo. Basta fighe per un po’.

    FOSCA: vabbe’, i gay hanno i “loro” punti di vista…

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