la megghiu gioventù

Per offenderci, da ragazzini, si tiravano in mezzo le mamme.

Nello slang del mio paesello le offese si evolvevano di anno in anno, dalle elementari alle medie, diventando sempre più fantasiose e assurde. Ci si poteva offendere con tutto, tirando in mezzo i santi, i parenti vari e i cari defunti. Ma le offese più originali rimanevano sempre quelle dove ci tiravi in mezzo la mamma. Tutto partiva dall’offesa più ovvia: figlio di puttana.

Questa era di per se’ un offesa fin troppo scontata, e chi la pronunciava veniva additato come banale. Era insomma come imprecare dicendo: Acciderbolina, Perdinci. Non si poteva pronunciare qualcosa di così ovvio, ne andava di mezzo la reputazione del bravo teppistello di strada. Serviva inventiva. Originalità. Bisognava spremersi le testoline di bambini, per dirne una più grossa degli altri. Ma rimane il fatto che “ figlio di puttana” fosse sempre il fulcro da cui poi si scatenava tutta la tradizione orale di oscenità di quei tempi.

Il punto di partenza era appunto : la mamma del prossimo mio è puttana.

Accertata questa verità, questo dogma, ci si poteva lavorare su.

- Sai, ho visto tua mamma sulla strada che porta da quella parte. Chi aspettava?-

Qui si intende una strada notoriamente frequentata da prostitute.

- Mah, non lo so. Forse doveva dire qualcosa a tua madre e siccome non l’ha trovata a casa, allora sapeva di poterla incontrare sicuramente su quel marciapiede.-

Ecco, per esempio.

Oppure, variante:

- Tua madre sta sul marciapiede.-

- E tua madre fa gli scontrini!-

Il significato di questa frase è che la mamma numero due vorrebbe lavorare come prostituta ma essendo orrenda, non se lo può permettere, e dunque viene assoldata dalla mamma numero uno per battere gli scontrini alla cassa, ovvero fa la cassiera della mamma numero uno. Il che la pone ovviamente su di un gradino più basso. Ma su questo punto ci sono alcune controversie. In alcune scuole, distanti dalla mia solo qualche centinaio di metri, la mamma che faceva scontrini era considerata al di sopra della mamma praticante la prostituzione.

Scuole di pensiero diverse.

Dunque poteva capitare di sentire ragazzini vantarsi che la propria mamma faceva gli scontrini, ed altri invece offendere additando i propri amici come “figlio di quella che fa gli scontrini”. Un casino, insomma. Soprattutto quando per la strada si scontravano bande di ragazzini che frequentavano scuole diverse.

L’ offesa del secolo fu pronunciata da un mio amico dopo una partita di calcetto. Bisogna premettere che dalle mie parti per dire “ tua madre” basta dire “ màmmata” in quanto la desinenza “TA” implica che si parla precisamente della tua, di madre. Questo personaggio alla fine della partita stava ascoltando la sfuriata di un suo avversario che lo accusava di falli, irregolarità, brogli e ovviamente anche di essere figlio di una che sta da qualche parte sul marciapiede a lavorare. Come al solito in questi casi furono spese tante e tante parole.

Ciò che pose fine al litigio fu la frase:

  Verba Volant, Mammata Manent”.

Le parole volano, ma tua madre rimane. ( implicito: sul marciapiede)

Scattò l’applauso.

Io ho riso per due ore tenendomi la panza.

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14 thoughts on “la megghiu gioventù

  1. tanto per fare la puntigliosa rompicoglioni, mammata manet.
    comunque anche io mi sto tenendo la panza dal ridere : ) questo pezzo ci starebbe tutto in unl viaggio in italia su modello goethe.

  2. anche nel mio dialetto l’offesa più grande è rivolta alla mamma…ma non oso trascrivene una traduzione…perchè è così offensiva da smettere di essere spiritosa.

    comunque fra un po’ è la festa della mamma, goldoni per tutti!

  3. nel sud sardigna si dice “cravarinci in su gunnu e mamma rua bagassa” traducibile con “torna da dove uscisti” … più o meno … comunque anche la sorata riceve le dovute attenzioni.

  4. Un Blog davvero fenomenale..W L’ERASMUS!!anch’io sono stato in cruccolandia!!per ben 14 mesi!!!!
    senti,ma tu nn avevi un blog su excite??mi sembra che ti venivo a trovare,una vita fa!mah.comunque,nel tempo, ho cambiato pure io
    ciao,
    Il Guru

  5. rafaeli, da quale angolo di salento provieni? Forse l’hai scritto da qualche parte nel blog ma non me ne sono accorto. Anch’io sono salentino, ed ovviamente mi son riconosciuto in tutto il post! Ciao,
    stefano. nardò

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