'cause I got too much life/ running through my veins/ going to waste

C’è qualcosa di biondo che dorme nel mio letto.

Taratataaaaaa.

Suspence.

Mi sono tirato su alle 3 e lo specchio del bagno mi ha detto: torna da dove sei venuto. Avevo messo la matita sugli occhi ( e per la prima volta anche del mascara) e adesso la matita si è spalmata su tutta la palpebra inferiore, così che il risultato è che questa mattina ( questo pomeriggio) non sembro più Jessica Rabbit ma piuttosto Billi Joe dei Green Day.

Perché ieri sera, altro che boa di piume.

Ieri sera io ero Jessica Rabbit. Ieri pomeriggio ho comprato questo fantastico vestito lungo e rosso, con le maniche di zanzariera, con lo spacco sul davanti. Sotto, portavo comunque i jeans. Il vestito l’ho pagato cinque euri, e il mio budget per carnevale si fermava a sette euri. Dunque niente parrucca. E quindi potete immaginare.

Immaginato? Ecco, di più.

Poi vabbe’ la festa le birre gli amici le birre e bla bla bla. Tanto tanto bla bla bla e tanto tanto Tun Tunz Tunz. Fino a quando non so come mi trovo a parlare con questa tipa. Tedesca. Zebrata. Intendo il vestito, era zebrato. Dunque d’ora in poi per esigenze di narrazione sarà citata come La Zebrata. Io andavo via e la Zebrata era interposta tra me e la stazione della metro. Ehi, vai alla metro? Ehi, già, vado alla metro. Ma guarda, che combinazione, andiamo allora alla metro insieme. Andiamo. Che direzione prendi tu? Di qua? Io invece ho la casa di là, dall’ altra parte.

- E allora ciao Zebrata, buonanotte- e faccio uno sbadiglio. Ho sonno. Le orecchie fanno ancora Tunz Tunz. Da sole.

- Vengo a casa tua? – mi chiede ( sono le cinque del mattino Ndr)

- Vieni a casa mia? –

- Vengo? –

- Vieni.-  tanto ormai, abbiamo fatto settecento, facciamo settecentoventi.

Mi si avvicina, mi prende per le orecchie e mi guarda seria. Mi dice:

- Però, devi promettermi: niente sesso. Ok? –

- Ok.- dico io, subito- Niente sesso.-  Non sa quanto mi fa felice dicendo così. Voglio andare a casa, non me ne frega un cazzo. Se mi dicesse: andiamo a casa e facciamo gli Origami, direi di sì, se mi dicesse Andiamo a casa e facciamo una torta alla fragola, direi di sì, non me ne frega un cazzo, voglio andare a casa e basta.

E poi, scusate un attimo, apro la parentesi Love del post: a me piace dormire e basta. Con le ragazze, intendo. Mi piace. C’è qualcosa che non so spiegare, c’ è qualcosa di imprevedibile. Io lo apprezzo molto. Succede raramente. Ci sono meno aspettative. Non lo so, non lo spiego. Chiusa parentesi.

In metro sono incredulo e ridacchio davanti a lei: dunque tu vieni da me? Si vengo da te. Occheeei, come vuoi. Vieni pure. C’ho il letto stretto. Fa niente. Occheeei. Siamo sotto casa e sono le sei. Prendo le chiavi dalla tasca. Voglio dirle che dobbiamo fare piano per non svegliare il mio coinquilino ( che poi mi ha detto che invece si è svegliato) e mentre sto per rivolgerle la parola, mi accorgo che non conosco il suo nome. – Ah, senti un po’. Com’ è che ti chiami?-

- Charlotte. In italiano mi hanno detto che è Carlotta.-

- Anfatti.- rispondo.

La posiziono sulla poltrona della mia camera e vado a fare altro in cucina. Bevo del latte. Mi gratto la nuca. Bevo del latte. Torno nella mia stanza che mi sono già dimenticato di lei, e così quando la rivedo mi viene da dire: e tu chi cazzo sei? Ma non lo dico. Ah, già. Sei Charlotte. Che poi sarebbe Carlotta. Di nuovo, vado al bagno, e quando torno mi viene ancora da chiederle : ma tu chi cazzarola sei? Boh, non riesco a registrare la sua presenza. Eccheneso. 

Poi per il resto i patti erano patti. E così giustamente non si è trombato. E neanche Origami e torte alla fragola. Ok, lo ammetto, ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto dirle: ma hai notato una cosa? Sei quasi nuda. Io pure. Lo hai notato? Brava. E ci sono dei punti del mio corpo in cui sono, diciamo così, un po’ convesso. E tu invece, in quelli stessi punti sei, diciamo così, un po’ concava. Lo sai una cosa? Concavo e convesso sono complementari! Eh?

Niente, non si è trombato. Più volte mi sono svegliato e mi sono spaventato vedendo una cosa bionda che dormiva lì vicino. Avrei voluto dirle: e tu chi cazzo sei? Poi ad un certo punto si è messa a piangere, senza motivo. Che ti succede? No niente niente, scusami. Non è niente.  Uno più uno fa due. Aveva le mestruazioni, come ho fatto a non arrivarci prima. Mi dice:

- Sai, non si può fare niente stasera, ho quella cosa che hanno spesso le ragazze..-

- Le paranoie?-

- No quella cosa una volta al mese. –

- Ah, ho capito. –

- Ecco, scusami.-

- Figurati.-

E giù di nuovo lacrime e singhiozzi.

Mah.

Boh.

Sigh.

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23 thoughts on “'cause I got too much life/ running through my veins/ going to waste

  1. Il vestito non era da Jessica Rabbit, ma da diavolo.
    Vorrei fare un elenco delle cose che già mi mancano di Monaco: Giuli ubriaca, io ubriaca, Filippo ubriaco, l’Ele ubriaca, Sara ubriaca,Napule ubriaco che limona con qualunque cosa respiri tranne che con la molesta, gli spagnoli ubriachi, i polacchi ubriachi, le unghie di Michelangelo.
    Semplicemente vi amo tutti_ Cami.

  2. se piange nel letto le possibilità sono:
    1- è pazza
    2- c’era qualcosa di urticante nell’aria
    3- è una ragazza molto sensibile: è pazza
    4- quelle cose una volta al mese le fanno male
    5- non ha avuto il coraggio di dirti “ma tu chi cazzo sei” quando l’è passata la botta d’acido.
    6- è pazza
    :-)
    fosca

    PS un racconto bellissimo

  3. ma poveretta che piange!
    ma succedono tutte a te eh!? :)

    il vestito di Jessica Rabbit avrebbe necessitato di qualche descrizione in più. Cavolo, non riesco proprio ad immaginarti..
    :*

  4. comunque ti abbiamo visto nelle vicinanze della s-bahn in hauptbahnhof, alle ore 6 di lunedi mattina, insieme alla Zebrata. ti abbiamo anche fischiato ma eri troppo preso a cercare di vedere dove finivano le sue strisce che non ci hai neanche sentiti… :o)

    bella lí!

  5. la sapete una cosa? io credevo che scrivere delle mestruazioni ( e delle correlate paranoie) in questo modo , potesse farmi ricevere un bel po’ di commenti acidi da parte delle appartenenti al sesso femminile.
    E invece no.
    E sono contento.
    Sono positivamente sorpreso.
    Le bloggher evidentemente hanno qualcheccosa in piu’.

    Ecco.
    Brave.

  6. vabbè, di solito le mestruazioni ci fan essere acide e odiose solo quando ci arrivano che non ce lo aspettiamo, non abbiamo l’assorbente di scorta nella borsetta, i negozi per acquistarli son chiusi, non abbiamo due kg di cotone e un rotolo di carta igienica per giocare al fai da te e siamo vestite di bianco.

  7. io sono in menopausa farmacologica da ottobre dello scorso anno.Non mi ricordo quasi più come sono le mestruazioni..
    Mi pare di capire che con quelle non si tromba..mhmm..mumble mumble..mah!

  8. Diciamoci la verità: le donne che fanno tutte ‘ste scene per le mestruazioni hanno rotto. Metà della popolazione mondiale ce le ha_E basta… Sono molto molto peggio i postumi da sbronza_Cami

  9. al #15 è Mein Bruder ovvero mio fratello. Il quale non sa una parola di germanico ma scrive per mezzo della sua signora, di madre lingua crucca. Ecco qua.

    Matonna che fame

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