bianco fosforescente

Apro  la porta di casa e trovo la neve.

Meglio, lo posso scrivere meglio.

Apro la porta di casa e nelle cuffie è appena iniziato un pezzo degli Smiths che sembra fatto apposta per questa mattina. Apro la porta di casa e con gli Smiths nelle orecchie mi trovo, subito dietro la porta, un sole inaspettato che sbatte sul manto di neve tutto attorno. E la neve, con questo sole che gli sbatte addosso, ha un colore bianco fosforescente. Lo so che non esiste, questo colore, ma avete capito cosa voglio dire. Avete capito, certo.

Avevo bisogno di cose normali, questa mattina quando mi sono tirato su dal letto. Di cose piccole, semplici e normali.

Normalmente, mi sono addormentato ieri notte, con un libro tra le mani che mi stava dicendo leggimi leggimi e non chiudere gli occhi, rafeli, perchè domattina se  mi leggerai sul cesso non sarà come stanotte, leggimi adesso e ti prometto che le pagine seguenti saranno ancora più coinvolgenti. Lo so che ti cala la palpebra, ma adesso leggimi e non te ne pentirai. Io queste le chiamo tentazioni, caro libro di McEwan,  ho risposto, e a queste tentazioni di solito non resisto. Anche perché vengo fuori appena adesso da un periodo in cui ho provato ad ingoiare il Processo di Kafka, e non ci sono riuscito. Un periodaccio, altro che. E se adesso esce fuori un mister Studente di Lettere qualsiasi che mi dice che sono ignorante perché non apprezzo il signor Frank, benissimo, allora io sono ignorante. Nel romanzo ci voglio trovare l’odore dei personaggi, eccheddiamine. Voglio poter pensare a come sono pettinati, voglio intuire l’intonazione della loro voce.  Mica le metafore. Che me ne faccio delle metafore. Delle allegorie. Cosa me ne faccio. Le poesie, ci possiamo scrivere, con le allegorie. Caro Frank, non te la prendere, ma oltre Le Metamorfosi non ci vado. E’ una questione di digeribilità. Non digerisco, punto.

Adesso corro a prendere il mio Taccuino Personale , ed alla voce “Lavori Che Mai e Poi Mai Potrò Svolgere” ci aggiungo , segnato col pennarello rosso, il Critico Letterario.

"..dapprima non percepì che il dispiegato susseguirsi di vocali e sillabe, gli irresistibili ritmi sincopati, il godimento ritardato della struttura sintattica tedesca. Ma alla fine della terza birra il suo tedesco era già migliorato e Leonard riconosceva i singoli termini di cui ricordava anche il significato, dopo un attimo di riflessione. Alla quarta birra, intere frasi qua e là gli arrivavano senza causargli problemi di interpretazione.

Calcolando i tempi di preparazione, ordinò in anticipo un altro mezzo litro. (…) A volte certe cose sono necessarie."      Ian McEwan – Lettera a Berlino.

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20 thoughts on “bianco fosforescente

  1. il signor josef k., per me, c’aveva odore di baule vecchio della nonna, era pettinato spettinato con capello nero ricciuto aggarbugliato e parlava con accento cagliaritano del quartiere Sant Elia.

  2. in quanto franz amico di frank dichiaro che quello che scrive questo mio amico ha il grande pregio di non risultare gradevole ed espressivo a chicchessia e leggibile in qualsiasi stato d’essere egli si trovi, a differenza di una qualsiasi narrativa di consumo, quella che non ti fa fare nessuno sforzo attivo perchè -come un precotto- è già tutto pronto.. tra l’ingerirlo e l’espellerlo ci sta solo una distanza temporale tra due orifizi dislocati a circa un metro in linea d’aria.
    Cosa resterà poi, alla fine di tutti questi fuggevoli transiti?
    Erpes!

  3. A me piace McEwan, ma l’ho trovato pesantuccio seppur nella sua gradevolezza (parlo di “Bambini nel tempo”)… invece penso che il Processo dell’amico Franz sia un capolavoro… ma sono l’unico che non l’abbia trovato pesante?!
    Maledetta letteratura! Non ci si riesce mai a mettersi d’accordo, vero?
    Ricky The NightFly

  4. un commentatore “anonimo” ha lasciato oggi verso le 15 un messaggio offensivo nei confronti di un altra persona.
    Il messaggio l’ho cancellato.
    Se non vi viene il nome del mio gesto, ve lo dico io, si chiama censura.
    Perchè in questo blog non vige la democrazia, vige la dittatura.
    E chi è che comanda in questa dittatura?
    Su, ditelo tutti in coro!
    Bravi.

    P.S. l’offesa non era rivolta a me, in tal caso l’avrei lasciata lì. A me piacciono, le offese. Davvero. Sono un dittatore atipico.

    buonanotte.

  5. +++Pia #11: niente da fare. Da bravo dittatore decido io quali notizie si e quali no. Questa per esempio no.

    +++Franz (#5) vuoi dirmi che se un opera letteraria è ostica da leggere e criptica nei contenuti, allora è pregevole? Mi sembra una posizione snobistica.

    +++Xinit : Vetusto? Vetusto? Hai scritto “Vetusto”? Appunto, è questione di gusti. Io “vetusto” per esempio lo scriverei solo per essere ironico. Del tipo: le mie scarpe, come vedi, sono alquanto vetuste. Ti aggrada accompagnarmi al centro commerciale domattina? Così ne compro un paio NOVO?

  6. sei una testa di cazzo! gna gna gnaaaa, sei una testa di cazzo! gna gna gnaaaa! (il primo dittatore masochista che lo insulti e dice “di piùùùù”)

  7. caro Rafe, non mi sembra proprio per niente di aver scritto questo.
    ho scritto che è pregevole un testo che è capace di accendere una scintilla nel lettore, di ispirarlo, di stimolarlo a percorrere attivamente assieme a lui una direzione di pensiero e di scoperta.
    Un libro che rimanga nella testa del lettore anche dopo che questi l’ha lasciato sul letto per andarsi a fare una passeggiata.
    Questi libri sono inoltre assai pregevoli nel loro produrre occasioni di riflessione, perchè mi sembra dominare ovunque un rifiuto della fatica (che la profondità richiede per essere colta e vissuta) che si esprime in un triste superficialismo formalmente ben confezionato. E sai bene cosa intendo.
    franz

  8. Raffaele come ben sai sono contro ogni tipo di dittatura anche e soprattutto la tua..anche se apprezzo il gesto..ma nn sarebbe stato meglio lasciare l’insulto così noi avremmo soddisfatto la nostra curiosità e chi ha insultato si sarebbe preso una cariola di insulti da parte nostra??…secondo me la democrazia è sempre da preferire,o no??
    Cugino Ale

  9. uhm. però a ben pensarci il fatto stesso di poter dire che mi piace la dittatura senza essere costretta forse sfora nella democrazia.

    ..uhm. sono confusa.
    :)

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