quasi quasi un principe

Ad un certo punto sta tizia  seduta di fronte a me sul tavolino allunga la mano e prende possesso della mia birra. Butta giù due sorsi. La guardo. Mi guarda. Ci guardiamo. Be’ se le cose stanno così allora parliamone.

 

Ascolta, Tizia Mulatta alta all’incirca un metro e ottanta centimetri, che ci fai qui? Studio tedesco. Brava, brava. E tu? Anche io ci studio , a Monaco. Bravo, bravo. Cosa ci studi? Veterinary  Medicine. Oh mio dio che carino! Oh mio dio che cosa dolce! e mi abbraccia, improvvisamente, con una delicatezza che mi fa pensare: cazzo sono davvero dolce, cazzo sono proprio dolce. Be’ dimmi ancora, Tizia Mulatta che mi siedi di fronte, da dove vieni? Vengo dal Trinidad e Tobago. Io non ho la più pallida idea di dove sia il Trinità e Tomato.  Alchè il fido amico Michelangelo seduto lì vicino che intanto origliava, mi dice: è vicino Cuba.  Grazie, fido Michelangelo. Pensavo fosse in Africa. Però mi sembrava un po’ troppo pallida, per essere africana.

 

E comunque passano tre o quattro minuti e si decide col fido Michelangelo che una che viene a studiare tedesco partendo dall’altra parte del mondo, partendo da un paese di sicuro poverissimo – che tutti i nomi esotici per me  sono di paesi poveri- allora deve essere certamente la figlia dell’ ambasciatore Tobaghese o meglio ancora è la figlia dell’ Imperatore del Regno del Tobago. Perché di solito i paesi poveri c’hanno sempre la dittatura. E tutti muoiono di fame, tranne l’ Imperatore. E l’Imperatore di solito decide che la figlia prediletta deve andare a studiare all’estero.

 

Ci dico al fido Michelangelo, vedi che la Tizia Mulatta figlia Del Re Sole sembra avere un atteggiamento accondiscendente. Vedi che stasera do’ la svolta alla mia vita. Tra un paio d’ anni ti mando una cartolina da un posto con le palme e la spiaggia bianchissima. Se lei è la figlia dell’ imperatore – e a questo punto ho bevuto birre a sufficienza per crederlo veramente- allora è la principessa del Regno del Tobago. E allora io, se la sposo- e sembra accondiscendere, la Tizia- divento per via direttissima il principe del Regno del Tobago. Ma ci pensi, amico Michelangelo? Passerò la vita in abiti reali con una corona di banane in testa a giocare a ping pong con i nipoti di Fidel Castro. Maccheddico i nipoti, mi vado a fumare un sigaro dal Fidel ogni sera. Io, il Fidel, e il Diego Armando. Eh? Che ne dici?

 

Poi dopo succede che la Tizia è davvero accondiscendente, solo che ad un certo punto le viene da farmi questa domanda: ma tu quanti anni hai? Io ci dico la mia età, venticinque. Lei sgrana gli occhi e mi dice: oh, ma io sono mooolto ma mooolto più giovane. Mooolto ma mooolto, lo sai? E che problema ci sarà mai, ci dico alla tipa. Allora lei mi dice, con l’espressione di un bambino che confessa di essersi pisciato addosso, io ho diciassette anni.

 

No, aspetta.

 

Io già mi vedo l’Imperatore Sua Maestà del Regno del Tobago che stacca ad una ad una le banane dalla mia corona e cerca di infilarmele dove può. Già mi vedo i sudditi di sua Maestà che mi prendono in consegna imbottito di Banane e mi infilano in un cannone e che mi sparano direttamente dal Trinidad fino al Tobago, poi di nuovo dal Tobago al Trinidad fino a quando non decidono di farmi espatriare sparandomi, che ne so, in Venezuela. 

No, no. Rinuncio al trono, guarda. Abdico.

 

Sono questi dei giorni in cui cerco il mio riscatto nei supermercati. Appena sono dentro al supermercato, sento che sto per cambiare vita. Di solito mi succede nel reparto ortofrutta. Vedo i tipi salutisti che comprano le insalatine delicatine che non ti fanno male ma che anzi ti depurano tanto, e penso che anche io posso iniziare nutrirmi meglio. A cenare con una mela, che ne so. Poi giro giro. E la mela rimane lì dov’è. Di fianco all’insalatina. Io vado alla cassa con le mie ali di pollo precotte. L ‘altro giorno sono uscito con quattro confezioni di vitamine e un pacco formato famiglia di lolly pop.  Il lolly pop ( il lecca lecca) in bocca serve a smussare la mia figura. In teoria dovrebbe farmi sembrare più dolce.

Non è che posso andare in giro a dire a tutti che studio Veterinary Medicine.

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16 thoughts on “quasi quasi un principe

  1. pure io ti avevo ormai già immaginato a fumare i sigari con Fidel e nipoti…
    non si può distruggere una storia con un finale così, non si può!

  2. perchè non le hai chiesto se aveva una sorella maggiore? ma dov’è che te le infilavano le banane?
    tra te e squagghia non so chi sia il più depravato; squagghia ..prova con quelle verdi che danno più soddisfazione..

  3. caro imperatore del tomato, non ho niente contro le ali di pollo, ma precotte no, porcozio… Piuttosto compra un pollo arrosto che devi solo tirarlo fuori dal sacchetto, un’insalata già lavata e una mela matura. Dai, piuttosto che le ali di pollo precotte ti cosiglio persino i filetti di pesce findus.

  4. grazie della solidarietà, ma credo che il trono sia definitivamente sfumato. Comunque di dittature al mondo ce ne sono tante, prima o poi l’ occasione si ripresenterà.
    P.S. quante figlie ha Berlusconi? Sono almeno maggiorenni?

  5. sabato all’all you can drink diventeremo principi più e più volte, vedrai…

    squagghia

    ps. non dimenticare le banane mature

  6. siccome ti trovo un gran simpaticone, ho avuto la bella idea di dare il link del tuo blog al mio amico peruviano, che ha azzeccato proprio il post giusto ed ha commentato incazzato, riguardo gli italiani, ma io, chiaramente, sposterei tutte le accuse su di te, … che viviamo con gli stessi stupidi stereotipi di cui poi ci lamentiamo (vedi tuo post sotto “italiano come mi vedi”) e che non trova per niente divertente tutto quello che hai scritto riguardo i paesi poveri …
    ora io, che sono donna di gran diplomazia, gli ho detto che lui aveva mal interpretato e che è un uomo ottuso e che tu scrivi in uno stile ironico-comico e che io non ti trovo offensivo. Il dibbattito si è poi allargato ed è diventato internazionale e tu, ed io, di conseguenza, siam stati distrutti … ora, possiamo dire che la critica internazionale non ti capisce, però, forse, anche io, ripensandoci, se avessi vissuto in infanzia un paio di dittature, non avrei riso. tutto ciò per dire che i miei amici ti odiano e io ora ti devo leggere di nascosto.

  7. io pia davvero non so cosa dire.
    mi dispiace, ma per te, soprattutto.

    se però uno non capisce, non è che posso mettermi a spiegare. Non posso mettermi qui a scrivere postille politically correct per tutti. Tu hai capito bene, mi sembra. C’è gente che non capisce- per fare un esempio- l’ironia di una puntata dei Simpson. Ma non è che gliela riesci a spiegare. Sono cose che arrivano oppure no.

    Dico solo questo, per l’amico peruviano. Scherzare con gli stereotipi è un modo per andare oltre gli stereotipi stessi. Per banalizzarli. Per renderli insignificanti.

    poi se non bastano queste righe, affianco c’è la mia mail. Accetto tutti gli anatemi.

    Pia, scusa per il casino.

  8. -dichiarare in corsivo e tra lineette “che tutti i nomi esotici sono per me di paesi poveri” è un dichiararsi colpevole a priori per cui nessun processo può avere sensatamente luogo
    -indi ritenere che l’autore con questo pezzo sostenga la veracità dei luoghi comuni è insostenibile
    -inoltre gli sterotipi non sono i bersagli della politica ma della satira

    pia, ma cosa veramente li rende così suscettibili?

  9. no, comunque, niente casino, solo sani scambi di idee, che fanno sempre bene. per quanto riguarda i miei amici, che alla fin fine sono uomini di gran intelligenza, credo si tratti di recenti ferite aperte e credo che trovino difficile parlar di certe cose, figuratevi accettare giochi e ironie. tutto qui.

  10. La tipa se l’è tirata, non c’è altra spiegazione, perchè nel caribe a 17 anni hanno già prole. Forse ha pensato che tu, occidentale emancipato, eri troppo giovane per avere un figlio! Comunque devi aver subito proprio un gran torto se poi hai pensato di accasarti con la figlia dell’onorevole presidente operaio!In bocca a berluskoni allora!

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