nostra signora dei cheesburger

Preparatevi.

La confessione scabrosa della giornata di oggi è questa: io al McDonald ci vado. Ma non solo ci vado, ci mangio pure, al McDonald. Succede raramente, ma succede. A volte sono capace di ingurgitare tre o quattro hamburger uno dietro l’altro, e sapete cosa vi dico? Che me la godo.

Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore? Mi pento? Non mi pento per niente. Ma neanche un po’. Anzi, voglio inaugurare la stagione dell’ orgoglio cheesburger. Il Cheesburger pride, lo chiamerò.

Ma innanzitutto mettiamo le mani avanti: il McDonald ha i suoi difetti. Il McDonald ti fa ruttare orrende esalazioni di cipolla per ore e ore dopo l’avvenuto ingurgitamento. Il McDonald insozza la città di odore di olio fritto esausto. Uno schifo. Il McDonald è una multinazionale: ma su questo non aggiungo altro, che già esistono orde di no global con la kefiah al collo pronti ad incatenarsi alle porte del primo fast food invocando la lotta allo sporco capitalismo, pronti a lanciare uova marce o anche molotov contro le vetrine, inveendo contro i pupazzi gialli e rossi di Donald McDonald. Su questo argomento non aggiungo altro, lascio parlare i disobbedienti che fanno i cortei con le Adidas ai piedi.

Il qui presente pirla ingurgitatore di panini a sbafo dice: McDonald, ragioniamoci su. Analizziamo, ponderiamo. Ecco, questo è quello che ci vuole: un attimo di calma e lucidità. Dunque:

i cessi del Mc: la libertà fatta porcellana. I bagni del McDonald sono sempre lì per te quando tu li vuoi. Sono la libertà di utilizzare qualcosa senza limiti e senza paletti di sorta. Ma scendendo nel concreto: ti scappa da pisciare? Hai una diarrea dispettosa che si affaccia impertinente alle porte del tuo culo proprio mentre stai passeggiando per strada? Cosa fai? Dove vai? Eh? Vai nel baretto chic a chiedere del bagno? E vacci, vacci.  E vedrai che il bagno del baretto chic è guasto. Mi dispiace ma la toilette non è al momento disponibile. Il bagno in queste situazioni è sempre guasto. Sempre. Capisce, con tutta questa gente che ci chiede di andare al bagno, è facile che si inceppi lo sciaquone. Mi dispiace. E tu intanto sei lì che ascolti queste parole mentre il tuo colon ti dice: sono cazzi amari. Adesso mio caro sono cazzi amari.

Oppure il bagno non è rotto e lo puoi utilizzare.  Ma dopo devi comprare qualcosa, che sennò ti guardano male. Allora esci dal bagno e con scioltezza dici al barista: un caffè, grazie. E ovviamente sarà proprio quel caffè che provocherà cinque minuti dopo il triste revival della tua diarrea.

Il bagno del Mc è invece sempre lì per te, fedele. A tutte le ore del giorno. Tu entri, e non devi chiedere niente a nessuno. Vai in bagno e basta. Questa, cazzarola, si chiama libertà. Certo, per essere sporco è sporco. Ma non è che ti puoi mettere a fare lo schizzinoso in certe situazioni. Anche il tuo colon è lì che ti dice: fai il bravo, non fare il difficile. Entra e non rompere i coglioni. Alcuni giorni ci ho trovato i tossici con le siringhe ancora infilzate nel braccio, nei bagni del Mc. E nella desolazione di questa scena, ho pensato: almeno sti poveracci hanno un tetto, in questi momenti.

I bambini ci possono giocare, al Mc. Ci trovano le ceste con le palline colorate o i cubi per arrampicarsi. Non so se mi spiego. Quanto li invidio, maledetti bambini del duemila. Da bambino, quando andavo al ristorante, per giocare non c´era un cazzo. Un cazzo. Con i grissini sul tavolo, dovevo giocare. E poi arrivava la sberla. Stupido! Con tutti i bambini che muoiono di fame, che non hanno niente da mangiare, tu ti metti a giocare col cibo!  E dunque pure i sensi di colpa, mi facevano venire. Che poi, io mi chiedevo sempre: ma esattamente dove stanno questi bambini che muoiono di fame? Io sono il piu´ magro della mia classe, i miei compagni sono tutti piu´ o meno obesi. Ditemi dove sono sti bambini che io ci porto tutti i grissini che ho. Eccheddiamine.        Ma questa e´ un altra storia.

 Io ci mangio con un euro, al Mc. Del tipo che se c´ho fame, entro e ordino un Mc Qualcosa e me lo mangio. Semplice. Magari non sara´ buonissimo. Anzi, questo lo concedo, non e´ buonissimo. E´ mangiabile. Pero´ quantomeno non sono una ulteriore vittima del baretto chic ( quello dello sciaquone rotto, per intenderci) dove un paninetto molto chic delle dimensioni di due centimetri per due – e dunque quattro centimetri quadrati - me lo fanno pagare quattroeuro e dieci.   Adesso magari potrebbe intervenire il salutista vegetariano col balsamo di tigre sotto gli occhi a dirmi: e che schifo. Oppure potrebbe chiedere la parola il nutrizionista dottor Cippa Lippa e dirmi che no, non fa bene all´organismo. Fate , fate pure.

Una volta un tizio – un mio amico- mi disse: ma no, non puoi mangiare un hamburger al McDonald. Cosa ne sai che quella e´ davvero carne di manzo? Cosa ne sai? Potrebbe essere benissimo carne di gatto oppure – e qui l´associazione di idee mi lascio´ di stucco- potrebbe essere anche carne di topo. Ecco, pensai, siamo a posto. Questa e´ l´intellighenzia del nostro paese. Andiamo avanti. Carne di topo. Certo, io gia´ me li vedo i macellai stipendiati dal signor Mc Donald che strappano con perizia le sottili carni dei topolini da ingrasso. Pezzettino dopo pezzettino.  Con le pinze. Che se fosse cosi´ un panino di carne di topo mi costerebbe trentacinque euri solo di manodopera, al Mc Donald.

L´igiene. Io davvero non lo so che tipo di norme igieniche abbiano al Mc. Non lo so e non ne parlo. Quello che so e´che sono perfettamente standardizzati. Sono precisissimi. Del tipo che i loro panini arrivano congelati direttamente, che ne so, dall´Ohio. E le patatine fritte gia´ tagliate e pronte arrivano direttamente, che ne so, dal Nevada. Tutto e´ sotto controllo. Ognuno al suo posto e che nessuno sgarri o sono cazzi.  

Poi magari il saputello di turno si improvvisa igienista e ti dice: al Mc? Uno schifezza. Una schi – fez – za.  Io non lo so. Quello che so e´ che son precisi. Che se le patatine stanno troppo nell´ olio bollente, scatta l´ allarme. E se dopo un po´ non le vendono, allora le buttano. E cosi´ anche i panini, dopo un po´ li buttano. ( con tutti i bambini che muoiono di fame, certo.) Insomma sono controllatissimi. Se poi vai a comprare un paninozzo con la porchetta romana dal camioncino di Gigi il Troione, io davvero non so chi lo controlla al signor Gigi. Non lo so. Ma per informazioni, chiedere all´igienista Dottor Saputello di Turno.  Lui lo sa.

 

E poi piu´ di una volta ho visto dei ragazzi Down lavorare al Mc e a me sta cosa mi e´ piaciuta. Ho pensato, non sono mica costretti ad assumerli. Eppure, guarda un po´, li assumono. Mi hanno fatto simpatia. Ho pensato, magari lo fanno per un ritorno di immagine. Sara´ per quello, ma cosa importa?  Intanto lo fanno. Al baretto chic manco per idea. Sul camioncino di Gigi il Troione, c´e´ posto solo per il culo stratosferico di Gigi il Troione.

E comunque, chiudendo il discorso:  viva il Kebab, sempre. I pakistani di Bologna (ma anche quelli di Monaco fra un po´) dovrebbero innalzare un monumento in mio onore, in memoria di tutti gli euri che ho versato nelle loro tasche per mangiare un  Kebab. Tra poco andranno in giro in Mercedes, e sara´ per merito mio.

 

 

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4 thoughts on “nostra signora dei cheesburger

  1. Sotto la mia scuola, nel giro di 100 metri ci sono 4 “cosi” di kebab. Cosi perchè non so come definirli, se bar o ristoranti. Il McDonald però rimane il migliore! Quanto me ne frega se fa male? è ovvio che faccia male, se no non sarebbe così buono. E poi se proprio devo star male, almeno deve valerne la pena!

  2. sono costretti ad assumerli, uno ogni 20 credo…
    comunque bel post, come sempre, anche se avrei rimarcato di più la negatività del ritorno cetrio-cipollino.

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