do not disturb

Quando ho capito che non ce l’avrei fatta più, ho detto a tutti civediamodopo e mi sono chiuso nel cesso del locale. La musica arrivava attutita, nel cesso, e a tratti aumentava di volume quando qualcuno apriva la porta.  La porta, avrei voluto dire, tenetela chiusa per favore, che c’ ho male alla testa. Per favore.

Ed ero lì , dunque,  appoggiato con la testa all’ immenso rotolone di carta igienica alla mia destra. Provvidenziale rotolone che stavi alla mia destra. Quanta carta a disposizione che c’ avevo, e non mi serviva.

C’avevo voglia, invece, di pensare. Pensavo:

- tra i vari motivi che mi impediscono di uscire da qui c’ è pure quella bottiglia di Martini che abbiamo confiscato alla festa spagnola qualche ora fa. Potevamo lasciarla lì, forse, invece di fare gli splendidi e dirci a vicenda: ma sì, portiamola via, che la si beve per strada. Potevamo lasciarla lì.

- non posso continuare a nutrirmi di pasta al pesto e weiss wurst. Va bene che c’è una magnifica assonanza di “s” e di “t” , però sento che dentro di me qualcosa sta cambiando. E non parlo di sentimenti.

- All Around the world degli Oasis è un pezzo che dura troppo. Quanto cazzo dura? Dieci minuti?

- L’altro giorno Elena mi racconta che mentre si spalmava la crema nuda nella sua stanza, ha visto un tizio dietro la finestra del palazzo di fronte che la spiava e che – cito paro paro- muoveva la mano destra velocemente. Verso il basso. Ma c’era il davanzale e allora non si vedeva bene, dov’ è che arrivava questa mano.

- Alla  festa spagnola di cui sopra, dopo aver bevuto parlato cantato schiamazzato fumato etc etc in tutte le stanze, dopo che la casa era diventata un lazzaretto di disperati in preda alla claustrofobia compulsiva, dopo tutto questo, sulla porta di una delle stanze una spagnola che assomigliava vagamente a quel pupazzo Alf del telefilm americano, però bionda, e simpatica molto meno di Alf, mi dice: no qui non si entra più. Questa è la mia stanza. Cazzo, e adesso te ne accorgi? C’hai un morto sul letto, lo hai visto?

- L’ altro giorno ad Elena gli ho detto: devi essere contenta, se mentre sei nuda nella stanza le persone del palazzo di fronte muovono la mano velocemente e verso il basso. Arriverà il giorno che ti urleranno  “ ma copritiii, diosanto! “

- la lingua spagnola. Che lingua è, lo spagnolo.  Tutti questi Speedy Gonzales ( ve lo ricordate?) che parlottano tra loro e fanno le battute e io intanto non ci capisco una cippa lippa di niente. Capisco solo parapara pa’ paraparapa’ bueno parapaprpapa’ bueno.

- come diceva quel tizio, il giudice Santi Licheri, in quella trasmissione in tv, dove facevano finta di fare un processo? Diceva "mi ritiro per deliberare". Che uno potrebbe dirlo prima di andare al cesso mi ritiro per deliberare.  No? Ci sta bene.

- ribadisco che quella bottiglia di Martini forse era meglio lasciarla lì dov’ era. 

About these ads

One thought on “do not disturb

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 57 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: